I dirigenti della Chiesa avventista rivolgono un appello alla calma in Kenia

I dirigenti della Chiesa avventista, nella persona del segretario esecutivo, Mattiew A. Bediako, preoccupati per le violenze in Kenia che hanno provocato 300 vittime fra la popolazione e 100.000 sfollati in seguito alle dispute sorte dopo l’elezione presidenziale, si uniscono alle comunità internazionali per rivolgere un appello ai “capi politici, alle comunità religiose ed ai capi villaggi, per invitare la popolazione alla riconciliazione ed al dialogo”. L’appello è stato trasmesso dal canale televisivo della Chiesa avventista Hope Channel.

Mattiew A. Bediako ha detto: “Il ricorso alla violenza provoca soltanto vittime innocenti fra le quali ci sono molti bambini. Come chiesa cristiana rivolgiamo un urgente appello a tutti i kenioti affinchè mettano in pratica i principi evangelici della pace, del perdono e della riconciliazione fra tutte le etnie. Come credenti facciamo appello alle comunità mondiali affinchè si uniscano nella preghiera per intercedere in favore del popolo keniota e per gli altri paesi in crisi”. Un appello particolare alle comunità avventiste affinchè siano di esempio in questo frangente.
I responsabili locali hanno fatto sapere che 200 studenti e membri del personale della facoltà avventista di Baraton, si sono rifugiati nella vicina stazione di polizia il 31 dicembre, quando una folla in subbuglio aveva circondato il campus.

Le strade per l’aeroporto erano state bloccate dalla folla in rivolta e i rifugiati hanno dovuto rimanere nel commissariato che si è incaricato di organizzare il viaggio verso Nairobi.

Le autorità keniote fanno sapere che solo il 3% della popolazione che conta 34 milioni di individui, è implicata nella sommossa. In Kenia ci sono 560.000 avventisti che si riuniscono in 3500 congregazioni.

Evacuato in Kenia il personale dell’università avventista a causa dei conflitti nazionali
I dirigenti dell’università avventista di Baraton, il 6 gennaio scorso, hanno evacuato 250 studenti e il personale a Nairobi. In precedenza più di cento dirigenti si erano rifugiati presso il commissariato di polizia locale per sfuggire alle violenze causate, la settimana scorsa, dalla contestata elezione presidenziale.

I dirigenti della chiesa hanno fatto appello alla sede mondiale di Silver Spring, Maryland, USA, per ottenere aiuti per il trasferimento del personale dall’università alla capitale Nairobi.
La situazione a Nairobi è migliorata anche se non si è ancora normalizzata, comunica Geoffrey Mbwana, presidente della Chiesa avventista dell’Africa centro orientale.
L’evacuazione si è resa indispensabile considerate una serie di manifestazioni previste per l’inizio della settimana.
Il presidente Mbwana ha dichiarato: “Noi preghiamo affinchè la calma si istauri ma siamo cauti per ogni evenienza”.

I dirigenti della Chiesa avventista mondiale, tramite il segretario Mattew A. Bediako, hanno inviato il 4 gennaio una dichiarazione di riconciliazione all’Unione dell’Africa orientale da pubblicare a mezzo stampa. Questo è il messaggio: “La responsabilità di mantenere e salvaguardare la pace è nelle mani di ognuno di noi”. Il messaggio era rivolto al presidente rieletto Geoffrei Mbwana ed al capo dell’opposizione BailaOdinga, affinchè “si impegnino in un colloquio franco e onesto, per trovare una soluzione duratura e soddisfacente per tutti”.

ADRA Kenia assicura assistenza medica e generi di soccorso ai rifugiati oltre ad occuparsi, assieme ai dirigenti dell’università , del rimpatrio degli studenti provenienti dal Ruanda. Alcune strade sono state riaperte alla circolazione ma molte sono ancora bloccate. ADRA fornisce tende per ospitare gli studenti rifugiati a Kampala.