C'è un neurochirurgo, che opera presso il Chaoyang Hospital, che viene continuamente sottoposto a critiche severe perché aiuta le persone paralizzate utilizzando cellule staminali fetali.
Nella citta' di Beijing Huang Hongyoun si dedica al suo lavoro con la pazienza tipica di ogni artigiano, fra mille telefonate di routine, articoli di aggiornamento e le domande dei colleghi che si chiedono dove arrivera'. Centinaia di famiglie con membri paraplegici arrivano dagli Usa, dal Giappone, da Singapore lasciandosi dietro le illusioni gia' spezzate, con la determinazione e la convinzione che qualcosa di nuovo accadra'.
Huang crede che le paralisi non siano una disgrazia irreversibile. Negli ultimi cento anni non molti scienziati hanno osato supporre tanto. Ma il ricercatore 48enne sa che la biologia è una scienza strana. Sa che il corpo umano non sempre reagisce come ci si aspetterebbe e sa che il sistema nervoso puo' essere rigenerato solo grazie ai meccanismi che ha alla sua origine. Per questo da un paio di anni utilizza delle particolari cellule staminali nervose fetali; le coltiva e le seleziona, poi le impianta nei pazienti. Il risultato? 450 operazioni in due anni e 1000 pazienti in lista di attesa. "All’inizio ero piuttosto scettico", spiega il dott. Paul Cooper, chirurgo alla New York University School of Medicine. "Poi ho visto che molte delle persone che andavano li' non riuscivano nemmeno a tenere un oggetto fra le mani, ma dopo l’operazione erano in grado di farlo".
Molti pazienti, nel momento in cui viene comunicato loro che non potranno più camminare, sprofondano nella disperazione del domani. Tutto cio' che veniva dato per scontato: leggere un giornale, aprire una bottiglia di coca, alzarsi di notte per il gusto di farlo, ora diventa il supplizio del privilegio che è stato portato via. Un giorno è lungo quanto un anno, e un anno diventa un eternita'. "Centinaia di persone alla fine, dopo i più disparati tentativi di riabilitazione vengono da me e mi chiedono 'dovrei andare a Beijing?" spiega il dott. Wise Young, neuroscienziato della Rutgers University che ha osservato a lungo il lavoro di Huang in Cina. "In genere dico loro che dovrebbero aspettare prima di correre dall’altra parte del mondo a cercare speranze. Ma d'altronde c'è molta disperazione nei loro occhi.."
Secondo Young il metodo di Huang è inusuale rispetto ai trapianti di staminali. È un metodo poco invasivo e decisamente "modesto" per quanto riguarda le quantita' di cellule iniettate. In sostanza Huang estrae delle particolari staminali neuronali chiamate olfactory ensheathing glial cells (OEG) da feti abortiti durante il secondo trimestre di gravidanza. Queste cellule si trovano principalmente nel naso e alla base del cervello, e sono le uniche staminali neuronali che si rigenerano sempre nell’arco della vita. Quelle fetali pero', sono ovviamente più potenti di quelle adulte e quindi più adatte a interventi di ristrutturazione completa del midollo spinale. Il team di Huang le estrae, le pone in coltura e una volta pronte ne inietta circa un milione nelle zone direttamente danneggiate. I pazienti, dopo soli due o tre giorni dall’intervento registrano gia' sensazioni al tatto e alcuni abbozzano piccoli movimenti. "È veramente difficile da spiegare", ammette lo stesso Huang "È cosi' veloce, cosi' inaspettato per essere una rigenerazione nervosa.
C'è un meccanismo alla base di tutto cio'”¦ onestamente non so spiegare come funzioni per davvero, ma aiuta le persone e questo mi basta".
I cinese a volte sanno cogliere gli aspetti più interessanti e promettenti dell’"approssimazione" scientifica, e questo permette loro di superare limiti scientifici ancora lontani per i Paesi concorrenti. Ma la loro legislazione è molto più blanda, molto meno invasiva del dettaglio, e questo ovviamente lascia ai ricercatori un margine di empirismo stimolante e rischioso al tempo stesso.
Molti esperti statunitensi infatti urgono perché Huang sottoponga le sue tecniche a parametri di sperimentazioni cliniche precisi: controllare, prevenire, evitare, assicurare fino all’estremo le garanzie più totali. Giusto, giustissimo. Ma nel frattempo i quadriplegici, i malati di ASL e le loro famiglie metteranno da parte i 20.000 Usd richiesti per l’operazione e incroceranno le dita sognando di andare a Beijing.
Cinzia Colosimo
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