Cellulari sotto la minaccia di un virus. Per la prima volta, dopo molte "leggende metropolitane", un laboratorio per la sicurezza informatica ha individuato il primo "virus" che infetta i telefonini. A scoprire quello che nel gergo tecnico si chiama più esattamente "worm", è stato il Kaspersky Lab, società internazionale specializzata nello sviluppo di software per la sicurezza dei dati, rappresentata in Italia da Questar.
Il virus si chiama "Cabir" e colpisce i telefonini che utilizzano, come sistema operativo, Symbian. Tra questi, come è noto, ci sono i Nokia, la marca più diffusa al mondo. Per il momento, "Cabir" sembra non aver causato gravi danni, nè si pensa possa essere particolarmente distruttivo, anche se la scoperta di questo "worm" potrebbe rappresentare solo la punta di un iceberg di una vera e propria ondata di "virus informatici" dedicati al mondo della telefonia mobile.
Si ritiene che Cabir sia stato scritto da "Vallez"; dietro a questo pseudonimo si nasconde un gruppo internazionale di scrittori di virus conosciuto come "29a", un'organizzazione che negli anni si è specializzata nella creazione di "prototipi di virus". Tra i più famosi possiamo citare Cap, il primo macro virus che ha causato un'epidemia mondiale, Stream, il primo virus per NTFS streams, Donut il primo virus per .NET e Rugrat il primo virus per Win64.
l’analisi preliminare del codice maligno mostra che "Cabir" si trasmette come file SIS (Nokia Phone Game File) mascherato da Caribe Security Manager utility, sfruttando una parte vulnerabile del software di sicurezza del telefono. Se il file infetto viene lanciato, sullo schermo del cellulare comparirà la scritta "Caribe" e la sicurezza del telefono verrà compromessa; il worm penetra infatti il sistema e si attiva ogni volta che viene acceso il cellulare. "Cabir", inoltre, si propaga sfruttando la tecnologia Bluetooth, infettando così tutti i cellulari che riesce a raggiungere.
Il worm è codificato per funzionare con Symbian, il sistema operativo utilizzato in moltissimi cellulari Nokia, è però possibile che presto Cabir sia in grado di infettare anche i cellulari di altri produttori.
"Come spesso accade in questi casi, dall’esercizio teorico alla realtà il passaggio è stato breve ed è apparso il primo vero virus dei telefoni cellulari che adesso non è più una leggenda urbana", afferma David Orban, CEO di Questar.
Ultimi Articoli
Strapazzami di coccole Topo Gigio il Musical: una fiaba che parla al cuore
Goldoni al Teatro San Babila di Milano con La Locandiera
Ceresio in Giallo chiude con 637 opere: giallo, thriller e noir dall'Italia all'estero
Milano celebra Leonardo — al Castello Sforzesco tre iniziative speciali per le Olimpiadi 2026
Trasporto ferroviario lombardo: 780.000 corse e 205 milioni di passeggeri nel 2025
Piazza Missori accoglie la Tenda Gialla – Tre giorni di volontariato under zero con i Ministri di Scientology
Neve in pianura tra venerdì 23 e domenica 25 gennaio — cosa è realmente atteso al Nord Italia
Se ne va Valentino, l'ultimo imperatore della moda mondiale
La mortalità per cancro cala in Europa – tassi in diminuzione nel 2026, ma persistono disparità