CNR: Rimandare a domani quello che si può fare oggi, l’abitudine è più diffusa di quanto si pensi. E c’è perfino chi ha dedicato a questo tipo di atteggiamento una formula matematica. Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi: i nostri nonni, pur se digiuni di psicologia e scienze sociali, ce lo hanno sempre consigliato.
SU LADYSILVIA: Ma oggi i procrastinatori di tutto il mondo hanno dalla loro parte una ricerca che spiega dal punto di vista scientifico i motivi che spesso ci spingono a prendercela comoda.

Secondo Steel chi continua a rimandare azioni e decisioni ha poca fiducia in se stesso e aspettative molto basse sulla possibilità di raggiungere l’obiettivo. Nemmeno la ricerca della perfezione può essere considerata una causa del continuo rimandare (non do l’esame finchè non so tutto al 100%): i perfezionisti infatti, sarebbero meno propensi a procrastinare rispetto alle persone più trascurate e approssimative.
Altri fattori caratteriali che spingerebbero "a rimandare a domani" sarebbero l’assenza di motivazione, la scarsa impulsività e la poca capacità di concentrazione. Non tutti i ritardi sono comunque da considerare come procrastinazioni: il vero "rimandatore", è infatti assolutamente convinto che sarebbe meglio mettersi subito al lavoro, ma non riesce a cominciare.
Steel stima che il 15-20% della popolazione sia composto da procrastinatori: se questo dato fosse confermato, il fenomeno implicherebbe costi sociali molto elevati. Scarse performance professionali, ritardi nei pagamenti e un rallentamento generale dell’attività economica sarebbero solo alcune delle conseguenze immaginabili.
La colpa di tutto ciò? Le tentazioni a portata di mano, e alle quali è difficile resistere. Un collegamento a Internet sempre disponibile è ciò che induce a perdere tempo navigando invece che terminare un lavoro, anche importante. In tutto ciò la buona notizia è che la forza di volontà è capace di combattere questa brutta abitudine: il vecchio adagio "se vuoi, puoi" è infatti valido: basta allenare il proprio autocontrollo a resistere alle tentazioni.
Steel ha tradotto tutte queste considerazioni in un'equazione, che considera le aspettative sul raggiungimento dell’ obiettivo (A), il suo valore (V), la sua utilità (Utilità ), la sua immediatezza (I) e la sensibilità della persona al ritardo (R). La formula è questa: Utilità = A x V/IR Non è ancora chiaro cosa spinga alcune persone ad essere più propense di altre al rinvio, ma secondo alcuni studi potrebbe dipendere da fattori genetici.
Data: 12/01/2007
Fonte:Focus