Gardolo Trento: (VSI) Abbiamo aderito e partecipato al "falò in piazza" organizzato sabato 26 Gen scorso, dal gruppo di giovani di Gardolo che nei giorni scorsi ha dichiarato il proprio supporto ai cittadini di religione musulmana che si erano organizzati uno spazio di preghiera nel quartiere cittadino, difendendo il loro diritto di culto da attacchi intolleranti ed offensivi la dignità umana. Siamo particolarmente grati ai giovani di Gardolo che, con questa iniziativa, manifestano il proprio favore all’accoglienza e all’integrazione di persone immigrate da altri Paesi. Essi rappresentano la stragrande maggioranza dei cittadini trentini, che da sempre hanno dimostrato una grande volontà e capacità di solidarietà ed accoglienza. Numerosissime infatti sono le iniziative di assistenza, accoglienza e solidarietà e le organizzazioni del volontariato locali che si impegnano, quasi sempre nel silenzio, a dare attuazione ai diritti fondamentali dell’uomo. I ragazzi di Gardolo rompono questo silenzio, realizzando la propria appartenenza alla comunità umana.
Due anniversari accompagnano questa iniziativa: il 60° Costituzione Italiana (1948) e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dell’ONU (1947). Quest'ultima in particolare all’ Art.18 afferma che: "Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, e la libertà di manifestare isolatamente o in comune, in pubblico o in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti".
Non abbiamo dubbi che la presenza migrante stia cambiando in modo profondo la società italiana e trentina. Questa presenza non dovrebbe essere considerata come una società a parte, bensì come parte integrante della nostra società . A tutti noi chiediamo di capire e governare questo cambiamento, perché non riguarda più solo quali diritti riconoscere agli immigrati presenti sul nostro territorio, ma quale convivenza costruire con loro, assieme a loro. In questa prospettiva è necessario rovesciare il discorso pubblico sull’immigrazione e i giovani di Gardolo ci stanno provando. Non possiamo lasciarli soli.
Nell’esperienza di accoglienza a Villa S.Ignazio risiedono temporaneamente persone giovani e adulte provenienti da tutti gli angoli del pianeta, paesi del Trentino compresi. Per un periodo di tempo che varia da qualche giorno a due di anni, convivono pacificamente sotto lo stesso tetto persone che non si sono scelte, appartenenti a culture e religioni diverse, credenti e non credenti e con obiettivi personali diversificati. Insieme a loro giovani volontari, operatori sociali, padri gesuiti condividono la stessa mensa, facendo un pezzo di strada insieme. Gli ultimi arrivati diventano presto consapevoli di essere capitati in un luogo che ha una tradizione cristiana e che offre anche dei percorsi di spiritualità chiaramente identificabili nella storia della Chiesa cattolica, come gli Esercizi Spirituali di S.Ignazio di Loyola. Ma questa chiara identità non è mai stata oggetto di divisione o conflittualità . La convivenza è possibile nel rispetto delle identità di ognuno. Lo testimoniano le 120 persone in difficoltà accolte all’anno e le 4000 persone che annualmente frequentano attività di formazione ed educazione degli adulti a Villa S.Ignazio. La convivenza è possibile, perché non vogliamo accorgercene ?
Occorre dunque che il mondo adulto sappia mettere al centro del dibattito pubblico nuove e più positive domande come, per esempio: quale convivenza costruire tra noi ? Come far convivere persone e gruppi con culture, storie e religioni diverse? Quale sarà la società italiana di domani?
Anche Gesù, Giuseppe e Maria erano profughi. Questo è uno dei primi messaggi evangelici. Dunque chi si mette contro l’esercizio di qualsiasi forma di spiritualità , oltre a negare uno dei più personali diritti naturali, non può dirsi cristiano o affermare qualsivoglia vicinanza alla Chiesa, perché offende, maltratta, emargina, schiaccia l’identità altrui...
Senza rispetto delle persone non c’è civiltà . Lo Stato di diritto sa operare con efficacia senza rinunciare al pieno riconoscimento dei diritti umani delle persone. Quando parliamo di migranti parliamo prima di tutto di persone: uomini e donne che cercano di costruire un proprio progetto di vita e di riscatto. Di conseguenza le politiche sull’immigrazione, come stiamo dimostrando in Trentino e nello stesso quartiere di Gardolo, non si possono realizzare solo attraverso il controllo, la repressione o la pura produzione e cancellando la soggettività e i diritti dei migranti. I cittadini stranieri non possono essere considerati sempre ospiti in prova. Sono, di fatto, nuovi cittadini. Favorire il loro inserimento nel nostro territorio è interesse di tutti. Riguardo alla dimensione spirituale, di fronte al processo di secolarizzazione in atto, ogni credente dovrebbe essere contento di non essere solo nella ricerca di un rapporto con il Trascendente. Anche se di religione diversa il praticante mussulmano testimonia, come il praticante cristiano, la ricerca di risposte alle domande più profonde dell’uomo.
I Trentini sono stati accolti come immigrati agli inizi del secolo scorso. Oggi i ricchi siamo noi e la nostra opulenza a volte ci fa aver paura di perdere quanto ci siamo faticosamente conquistati. Questa paura si può chiamare con il proprio nome: egoismo.
l’attacco ad uno spazio di preghiera, con uso di offensivi manifesti raffiguranti Bin Laden e le torri gemelle, è un affronto a tutti gli uomini di buona volontà , a tutti i cittadini - trentini e non - che chiedono solo libertà di espressione e affermano il proprio diritto alla solidarietà .
Chiediamo alla politica di occuparsi con maggior decisione del bene comune. Il resto non è politica. La politica originariamente è fare delle cose per l’interesse di tutti, ma sapendo che il grado di civiltà di un popolo si misura dalla sua capacità di attenzione ai più deboli.
Chiediamo che non vengano mescolati ad arte i poveri con i delinquenti. Che non vengano assimilati i lavavetri agli stupratori...o, come in questo caso, i mussulmani con i terroristi. Abbiamo tutti il dovere di saper distinguere i comportamenti di ogni individuo, confermando agli organi competenti (forze dell’ordine e magistratura) la nostra piena fiducia e collaborazione, nel totale rispetto dei nostri diritti e doveri costituzionali e a protezione della sicurezza di tutti noi.
Siamo convinti che l’Imam del Trentino dott. Breigheche sia un leader ispirato che sa portare parole di pace con l’obiettivo della convivenza tra popoli. Egli ha sempre riconosciuto la grande capacità di accoglienza dei trentini ed ha valorizzato le peculiarità del nostro territorio, raccogliendo il favore e la collaborazione degli operatori del dialogo interreligioso anche a livello nazionale.
Ai mezzi di comunicazione chiediamo di non cadere nel tranello dell’allarmismo fine a se stesso, o a fine di lucro, che contribuisce così a fomentare una percezione di insicurezza che diventa più pericolosa della stessa realtà sociale. Il sacrosanto diritto di cronaca alcune volte si scontra con il dovere di fare silenzio. O almeno di non mettere l’amplificatore ad un tema - quello della sicurezza - che in Trentino non trova sufficienti ragioni di allarme.
Trento è una città che può fare e dire delle cose in controtendenza, sapendo che l’accoglienza è nel suo dna e che pertanto non può tradire se stessa, la sua storia, la sua cultura e tradizione di attenzione alle problematiche sociali. Il gruppo di giovani impegnati di Gardolo ci offre un'occasione di speranza che riguarda il futuro della nostra città e della nostra civiltà .
dott. Dario Fortin
Coordinatore generale
Villa S.Ignazio - Onlus
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