Il C.M.I. non ha un dizionario?

Il P.d.A.M. in difesa delle tesi di Emanuele Filiberto

Il C.M.I. ha emanato un comunicato fortemente critico verso S.A.R. il Principe Emanuele Filiberto di Savoia che il 27 Luglio aveva auspicato una "rivoluzione elettorale"; ebbene la Segreteria politica del Partito della Alternativa Monarchica si sente in dovere di solidarizzare con l’Augusto Principe che il C.M.I. ha attaccato come si dice "tanto per".

1) Il Principe ha auspicato una rivoluzione elettorale; ha usato il termine rivoluzione in senso lato ed è ridicolo che il C.M.I. si metta a fare filologia anzichè, come sarebbe meglio, politica. Che senso ha disquisire su cosa è una rivoluzione e sul sangue che le rivoluzioni versano?

Rivoluzione è ormai divenuto sinonimo di cambiamento, ma al C.M.I. un dizionario ce l’hanno?

Oppure pensano che la rivoluzione copernicana, tanto per fare un esempio, abbia- comportato versamento di sangue?

2) Il Principe di Venezia, giacchè esiste la libertà di parola, è libero di fare riflessioni, di esporre il suo pensiero, di fare proposte, o il C.M.I. pretende di poter parlare per conto suo e di imporgli i propri pensieri?

3) Compito dei monarchici dovrebbe essere quello di sottolineare la pochezza della repubblica, di mostrarne i tanti limiti, non di rimbeccare altri monarchici ed i membri della Real Casa

4) Chi, da monarchico, anzichè per la causa, combatte per fare scompiglio, sarebbe meglio lasciasse perdere. Bastano i politici repubblicani che si accapigliano e dicono e disdicono. Ma forse il C.M.I. fa così solo per fare notare che esiste.

La Segreteria politica del P.d.A.M.