Stalin abita qui

Milano: È in distribuzione gratuita, nelle scuole piacentine, in queste settimane, il volume “Costituzione e domanda di cittadinanza”; si tratta della raccolta degli Atti del corso di formazione ISREC - CIDIS - laboratori didattici, corso che si è tenuto a Piacenza fra Ottobre 2006 ed Aprile 2007, ragion per cui, visto che siamo all’inizio del 2008, dovremmo concludere che non è cosa nuova.

Ma allora perché viene distribuito adesso e perché ne parlo? Perchè quest’anno ricorre il sessantesimo anniversario della costituzione e tale corso verteva appunto su di essa e sul concetto di cittadinanza. Da notare che il volumetto è stato pubblicato dall’Istituto storico della resistenza di Piacenza; per chi non lo sapesse, dopo il 1948, in ogni capoluogo di provincia, sono state aperte sezioni di tale istituto, che altro non è che un carrozzone ideologico veteromarxista, tra l’altro finanziato dallo stato con soldi pubblici il che significa che questo tomo è stato stampato anche coi soldi vostri, cari cittadini.

Sulla quarta di copertina compare l’indicazione che fa parte della serie “Quaderni di studi piacentini” e che costa euro 12,00 cadauno. L’ho letto e mi sono reso conto che lo stalinismo non è morto e che c’è gente che lo propaganda ancora con i finanziamenti pubblici. Gli autori dell’improvvido corso, è scritto nero su bianco, basta leggere il pamphlet, sostengono che nel 1918 l’Alto Adige fu ingiustamente annesso all’Italia, e che caspita, era sempre stato parte dell’Austria. A questo punto, visto che anche la Lombardia fu parte dell’Austria, ragionando come queste teste d’uovo dovremmo concludere che pure la Seconda Guerra di Indipendenza non si doveva fare e nemmeno la Terza. Proseguono poi dicendo che l’Istria non è terra italiana e che negli anni in cui, dal 1918 al 1945, la penisola fu parte del Regno, i poveri slavi furono vittime di inaudite violenze. Ma lo sanno gli ignorantissimi signori che durante il Regno ed il Fascismo fu concesso il bilinguismo alla minoranza rumena (sì, per chi non lo sapesse si parlava pure rumeno in Istria, fin dal Medio Evo) e che dopo la “liberazione” comunista i rumeni d’Istria hanno perso le loro scuole ed il diritto di usare la loro lingua? Gratta gratta e ti accorgi dove i rossi signori vogliono andare a parare: vogliono dire che gli italiani perseguitarono gli slavi e che le foibe furono la giusta, secondo loro, reazione. Insegno in una scuola piacentina e sento spesso questa giustificazione delle foibe da parte dei rossi.

Da ultimo- essi magnificano la norma transitoria 139 della costituzione, quella che vieta di mettere in discussione il regime repubblicano. Li capisco bene: visto che sono antidemocratici e marxisti pensano che chi ha opinioni diverse non abbia diritto di cittadinanza. Secondo loro se la gente si dovesse accorgere che la repubblica è un ferrovecchio, bisogna impedire alla gente di metterla in soffitta. Questo dimostra che il socialismo reale è ancora fra noi e che fa propaganda nelle nostre scuole, ma so bene di aver scoperto l’acqua calda.

Davide Pozzi di S.Sofia