Ispettori del lavoro bloccati dalla burocrazia

Il segretario romano dell’Italia dei Valori: "È necessario rimettere in funzione la macchina burocratica"

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Roma - Negli ultimi mesi, a seguito dei numerosi incidenti mortali sul posto di lavoro, la questione delle morti bianche ha trovato, a giusta ragione, una vasta eco mediatica e ha acquisito una posizione prioritaria nell’agenda politica italiana. Per affrontare questa drammatica emergenza di sicurezza sul lavoro, in base alla legge 123 del 2007, che prevede un cospicuo potenziamento delle forze ispettive sul territorio nazionale, a Roma sono stati assunti 34 nuovi ispettori. Il paradosso è che tra questi ben 17 restano in ufficio ad espletare pratiche burocratiche anzichè battere il territorio per effettuare i necessari controlli nei cantieri attivi in città . La causa di tale spreco di risorse umane è l’ennesimo impedimento burocratico: gli abbonamenti Atac per gli ispettori neo - assunti sono stati emessi ma non ancora distribuiti, come ha denunciato l’Ugl la scorsa settimana.

Roberto Soldà , segretario romano dell’Italia dei Valori, interviene sull’argomento e afferma con forza: "Bisogna rimettere in funzione la macchina burocratica ed evitare simili intralci. l’ente preposto ai controlli si deve attivare con la massima sollecitudine per fare in modo che gli ispettori abbiano a loro disposizione i mezzi idonei allo svolgimento della propria attività . l’assunzione dei nuovi ispettori merita senz'altro il plauso, ma se gli stessi non vengono messi in grado di espletare la loro funzione è come se si vanificasse la valida legge esistente".

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