Celebrazioni del 2 giugno senza i leghisti.
Le celebrazioni del 2 giugno hanno seguito il loro iter tradizionale,sono state aperte dalla deposizione di una corona di fiori al milite ignoto adattendere il Capo dello Stato sulle scale dell’Altare della Patria c’erano il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,il Presidente del Senato Schifani il vice Presidente della Camera Antonio Leone e il Presidente della Corte Costituzionale Francesco Amirante. Il Presidente Napolitano ha dichiarato : «Abbiamo vissuto anni non sempre facili, anni di duro lavoro resi però fecondi dalla forza propulsiva dei valori della nostra Carta Costituzionale: democrazia, libertà, eguaglianza, giustizia. Su quei valori fondanti abbiamo costruito lItalia di oggi, soggetto protagonista della comunità internazionale e di unEuropa che è chiamata a rafforzare la sua unità. Bisogna lavorare insieme per sicurezza e benessere».
Come l’anno scorso la parata è durata 80 minuti,durante la quale hanno sfilato in 6000 tra militari e civili e con la partecipazione delle frecce tricolori.
Non è passata inosservata l’assenza dei Ministri della Lega,rappresentati in maniera molto defilata dai vicecapogruppo di Camera e Senato, Sebastiano Fogliato e Lorenzo Bodega. “Questo è un brutto segnale, ma quello che conta è che l’83% degli italiani è orgoglioso di far parte di un’unica grande nazione. Tutto il resto è retorica, chiacchiere che non hanno valore“, ha commentato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, per poi ricordare che “secondo l’ultimo sondaggio di Mannheimer l’83% degli italiani si sente molto orgoglioso di appartenere all’Unità nazionale“.
Sempre a proposito dell’assenza dei Ministri della Lega Il segretario Udc Lorenzo Cesa ha dichiarato “La festa della Repubblica - ha detto - deve unire tutti gli italiani, nessuno escluso, in un sentimento di autentica riconciliazione nazionale. L’assenza alle celebrazioni dei principali leader e degli esponenti di governo espressione della Lega - ha concluso Cesa - rappresenta una nota stonata e probabilmente un’occasione persa“. .
Roberto Maroni era a Varese, dove durante la cerimonia al posto dell’inno di Mameli sono stati suonati La Gatta di Gino Paoli, Con te partirò di Andrea Bocelli e altri pezzi famosi degli ultimi 50 anni della canzone italiana.
Gasparri invece ha preso la distanze da Alemanno dicendo che questo è un tema che interessa solo i giornalisti.
Diciamo che per i leghisti queste erano le prove per i 150 anni dell’unità di Italia.