Un nuovo partito

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(di Livio Orlandini) - Se ne sentiva proprio la necessità , era un coro unanime di tutto il popolo italiano: ”ci vuole un nuovo partito, quelli che ci sono non bastano” e allora i Finiani dissidenti hanno varato quello che per ora è solo un movimento ma che presto diventerà un partito (così con un linguaggio leggermente sibillino ci è stata propinata la notizia)! Sembra che anche la portinaia della cugina dell’onorevole Pinco Pallino abbia deciso di varare una nuova formazione politica a tutela degli interessi della categoria che lei rappresenta.

Pochi anni fa la parola d’ordine era Bipartitismo contro la polverizzazione della politica italiana ma ora si va verso l’esatto contrario di questa teoria totalmente superata. E se ne può comprendere qualche ragione nel fatto che, per esempio nel maggior partito di sinistra convivono atei e cattolici divisi su tutto e accomunati solo nell’odio per il leader opposto e nel cui partito a sua volta coesistono liberali ed ex-fascisti.

È verosimile però che uno dei motivi fondamentali di questo nuovo atteggiamento (che più che di nuovo sembra un ritorno all’antico) sia la constatazione di fondi economici cui avrebbero diritto, secondo le leggi della democrazia italiana i nuovi movimenti politici, purchè supportati da un congruo e adeguato numero di firme di aderenti, e si sa che i volenterosi firmatari da noi non mancano mai, un po’ con un paragone leggermente macabro, non mancano mai coloro che battono le mani ai funerali di personaggi più o meno illustri. P.S. In margine a questa vicenda vogliamo evidenziare una delle accuse principali che in genere si scagliano tra di loro i movimenti politici arroccati su posizioni rivali:le opposizioni in genere dicono ai partiti che stanno al governo:” Siete al potere da 2/3 anni e non avete risolto i problemi principali del paese”, ma così dicendo fingono di non conoscere una tattica tipicamente nostrana dei nostri governanti di svolgere l’ordinaria amministrazione nei primi anni della legislatura ma di affrontare e cercare di risolvere le questioni più gravi solo negli ultimi mesi prima della scadenza del mandato in modo di presentarsi alle nuove elezioni sbandierando i successi ottenuti di recente.