“Facile criticare”, potrebbe dire qualcuno… “ma vorrei vedere te al posto degli amministratori”. E così sarebbe posta una pietra tombale per disarmare osservazioni, critiche, proposte e speranze. E il “criticone” risponde: ”è vero, amministrare è difficile. Ora poi che siamo in una situazione in cui abbiamo alle spalle solo l’esperienza da febbraio in poi, ancora più difficile. Ma io criticone non mi sono candidato all’amministrazione, sono solo un cittadino, talvolta suddito, che valuta ciò che viene fatto per se stesso e per gli altri. Inoltre ho il ‘vizio’ di osservare e fotografare ciò che mi è intorno”.
Questo testa a testa immaginario potrebbe essere di monito a tutti, amministrati ed amministratori. Che ognuno ne tragga le conseguenze, positive e dinamiche per carità.
Vediamo cosa succede.
Un mese fa in Toscana abbiamo rinnovato l’amministrazione regionale e i #neo-eletti ci hanno messo un mese per organizzare un governo. Un mese! In un contesto in cui i dati diffusi ogni giorno sull’avanzamento della pandemia sono da brivido. Quindi: invece di trovare ed applicare metodi per farci meno male, sono stati un mese a discutere degli equilibri per l’esecutivo. E meno male che il presidente è stato eletto al primo turno, Eugenio Giani, con un corale assenso all’interno del suo schieramento.
Chi farà il conto dei danni che ci sono stati arrecati da questo ritardo?
Ora che abbiamo la vice-governatrice del partito che faceva più “puzzo”, Stefania Saccardi - Italia Viva, avremo risolto tutti i problemi?
Ovviamente ci vengono in mente quei Paesi, democratici come il nostro, dove il giorno dopo le elezioni c’è già il governo….
Da quando la scuola ha riaperto, il problema della mobilità, pubblica e privata, è diventato grazie al coronavirus più eclatante rispetto a quanto non lo fosse già in passato.
Per la mobilità le competenze sono della Regione e del Comune. La prima (Regione) per quella ferroviaria ed extra-metropolitana su gomma. Il secondo (Comune) per quella metropolitana.
E’ cambiato qualcosa? No!
Anche noi ci siamo cimentati nel dare qualche suggerimento in merito: per la mobilità privata, puntare sul ciclabile con percorsi non condivisi con i mezzi a motore; per quella pubblica, coinvolgere autobus privati e Ncc. Ma, ovviamente, noi siamo “criticoni” e “non comprendiamo la complessità di un’amministrazione”… però viviamo in questa città, ci muoviamo in essa, abbiamo figli che vanno a scuola, abbiamo attività economiche in questa città.
Ma perché siamo qui a “disturbare il manovratore”? No, non è così. Con la nostra esperienza di aiuto e informazione ai consumatori abbiamo acquisito una capacità pratica di muoversi nelle difficoltà e nella melma di burocrazie e norme opprimenti o applicate in modo arrogante, che non siamo per niente interessati a bofonchiare. E lo stiamo dimostrando con l’impegno ad informare e consigliare anche e soprattutto in questo momento difficilissimo.
Stiamo solo facendo “toc toc” a chi abbiamo mandato a rappresentarci nelle istituzioni.
E siamo convinti di questo perché partiamo da un presupposto, che ci caratterizza sempre, ma oggi dovrebbe coinvolgere tutti, ma proprio tutti: se non ci si dà una mano, il braccio e il corpo intero, fra tutti, nessuno ce la farà. Non basta leggere gli ingenui cartelli che ancora ci sono in alcuni balconi e finestre della città “ce la faremo”… occorrono i fatti. Da parte di chi scrive questi cartelli e da parte di chi ha la guida delle nostre istituzioni. E i fatti sono quelli di trovare rimedi provvisori alla tragedia in atto, che per quelli definitivi ci sarà tempo… se quelli provvisori ci avranno consentito di non morire, civicamente e umanamente e fisicamente.
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