SOPRA LA MEDIA INTERNAZIONALE LUCE E GAS COSTANO TROPPO AL CITTADINO E IMPRESA

SOPRA LA MEDIA INTERNAZIONALE LUCE E GAS COSTANO TROPPO AL CITTADINO E IMPRESA

IL Presidente dell’Authority Alessandro Ortis denuncia "Nella sua relazione annuale" la grande scarsità di concorrenza. 2003 "annus horribilis" per i cittadini e per le Imprese.

"Il 2003 è un anno da archiviare con amara insoddisfazione, come un'esperienza di disservizio da cui si deve e si può muovere rapidamente verso livelli di affidabilità e competitività coerenti con gli obiettivi di adeguatezza, sicurezza ed economicità del sistema energetico".

Così il presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, Alessandro Ortis, ha avviato oggi la sua relazione annuale sullo stato dei servizi del mercato energetico italiano. Il 2003 sarà infatti anche ricordato come l’anno dei black out di giugno e settembre, che hanno arrecato disagi piuttosto gravi agli utenti-cittadini e che sono, secondo Ortis, effetto di carenze funzionali e strutturali che indicano la vulnerabilità e l’onerosità del sistema energetico nazionale. Uno scenario negativo, quindi, che il Governo, il Parlamento e l’Autorità sono chiamati a correggere per superare e possibilmente evitare questo tipo emergenze.

ESTRATTO della realazione
ESTRATTO - Gli ultimi mesi del 2003 hanno anche visto aumenti dei noli, dovuti soprattutto agli ingorghi di traffico delle petroliere nello Stretto dei Dardanelli, che hanno causato attese di 3-4 settimane. Gli effetti sono soprattutto evidenti nelle raffinerie del Mediterraneo, normalmente alimentate da greggio proveniente dalla Russia e dal Caucaso, ma l’intasamento del Bosforo ha provocato una riorganizzazione nei flussi di petrolio con dirottamenti di carichi dall’Atlantico al Mediterraneo e dal Golfo Persico all’Atlantico, con conseguente alterazione dei prezzi di altri greggi.

L’inizio del 2004 è stato caratterizzato da acquisti speculativi di hedge funde dalla presenza di investitori istituzionali in previsione di una ripresa economica. Nonostante l’elevata produzione mondiale, attestatasi su un valore medio di 82,09 milioni di barili/giorno a gennaio e superiore a 80 milioni di barili/giorno per il quinto mese consecutivo, i prezzi sono cresciuti a livelli prossimi ai massimi raggiunti prima della guerra in Iraq. Sia le compagnie, sia i fondi e gli speculatori hanno continuato a coprire posizioni lunghe nell’anticipazione che gli stockdi greggio detenuti negli Stati Uniti, ai minimi dal 1975, sarebbero diminuiti ulteriormente.

La produzione di greggio OPEC a gennaio è stata di 28,1 milioni di barili/giorno, ovvero con un surplus di 1,5 milioni di barili/giorno (incluso l’Iraq con circa 2 milioni di barili/giorno) rispetto alle quote di 24,5 milioni di barili/giorno (escluso l’Iraq) concordate al vertice del 24 dicembre. Al vertice di Algeri del 10 febbraio si è deciso di eliminare subito tale sovrapproduzione e di tagliare le quote produttive di un milione di barili/giorno, a partire dall’1 aprile. Secondo l’OPEC i mercati erano ben riforniti e i prezzi rimanevano alti per via del basso livello degli stockcommerciali negli Stati Uniti, della speculazione e delle persistenti tensioni internazionali.

Il calo atteso nel secondo trimestre del 2004 era di circa 3 milioni di barili/giorno. Se l’Iraq fosse riuscito a mantenere una produzione attorno a 2 milioni di barili/giorno, i restanti paesi OPEC sarebbero stati costretti a ridurre la produzione a 23-24 milioni di barili/giorno, al fine di mantenere i prezzi nella “forchetta” di riferimento. Sottostante la decisione dell’OPEC è stata anche la debolezza del dollaro, che stava erodendo le entrate dei paesi membri e la cui continuazione nel corso del 2004 sembrava essere confermata dalle incertezze del G-7 di fine gennaio.

ESTRATTO - All’inizio dell’anno l’AIE rivedeva al rialzo le previsioni per il 2004, con una stima di 79,63 milioni di barili/giorno come media per l’anno con il consueto andamento trimestrale: prossimo al valore medio nel primo e terzo trimestre (rispettivamente 79,98 e 79,20 milioni di barili/giorno); con minimo e massimo nel secondo e quarto trimestre (rispettivamente 77,44 e 81,89 milioni di barili/giorno).

Tali previsioni non si discostavano apprezzabilmente da quelle dell’OPEC, secondo le quali la domanda complessiva si sarebbe attestata su un valore medio di 79,83 milioni di barili/giorno.

Il previsto aumento dell’offerta non OPEC (soprattutto di petrolio russo) e l’auspicabile incremento della produzione irachena spingevano molti osservatori a ipotizzare un calo del prezzo del Brent a livelli prossimi a 25 $/barile, come media del 2004. Altri tuttavia osservano come le incertezze relative alla ripresa dell’industria petrolifera irachena, le persistenti tensioni politiche, il terrorismo internazionale, la crescita della domanda asiatica e il basso livello delle scorte degli Stati Uniti avrebbero limitato eventuali ribassi, con prezzi probabilmente non inferiori a 28 $/barile.

Le previsioni pubblicate dall’AIE in gennaio indicavano un surplus di produzione pari a 0,7 milioni di barili/giorno nel primo trimestre del 2004, che cresceva a 1,7 milioni di barili/giorno nel secondo trimestre, con il forte rischio, quindi, di un crollo dei prezzi. L’AIE evidenziava che una continuazione dell’impetuosa crescita della domanda cinese anche nel 2004 avrebbe potuto ridurre questo divario e che, tuttavia, rimaneva l’incognita della produzione irachena un cui sostanziale aumento avrebbe creato forti pressioni sul cartello OPEC a effettuare ulteriori tagli per sostenere i prezzi. In questo quadro appariva determinante la capacità dei paesi OPEC di rispettare le quote concordate. Secondo alcuni osservatori, la maggior parte dei paesi OPEC continuava a non aderire alle quote anche perché la sovrapproduzione pareva non influenzare i prezzi, quanto l’effetto psicologico degli annunci dei tagli.

Gas naturale - Nel 2003 il prezzo del gas si è spiccatamente differenziato tra i principali mercati regionali. Il valore medio dei prezzi alla frontiera dei paesi europei (escluso il Regno Unito), calcolato come media annuale dei valori medi mensili, può stimarsi in 3,9 $/MBtu. Il prezzo medio al Balancing Pointdel Regno Unito è stato di 3,6 $/MBtu.

Molto più alti i prezzi verificati mediamente nel corso del 2003 in Giappone e negli Stati Uniti pari, rispettivamente, a 4,4 e 5,4 $/MBtu.

RELAZIONE COMPLETA