Come si rilanciano i consumi? Con la rottamazione (del frigo)

Potrebbero tornare anche gli eco-incentivi per le auto

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Dall’auto al forno? Certo è che gli incentivi alla rottamazione sono state una delle poche misure realmente positive per l’economia italiana, che stenta a lasciarsi la crisi alle spalle.

Ed è una questione soprattutto di consumi che non decollano. Così il governo ha cominciato a pensare alla rottamazione degli elettrodomestici.

"È una delle misure che si ipotizzano - ha detto il ministro per le Attività produttive, Antonio Marzano - ma è tutto allo studio". Qualsiasi intervento, secondo il ministro, andrà comunque calibrato con le condizioni della finanza pubblica.

"Ricordiamoci che non sono stati prorogati neanche gli eco-incentivi per l’acquisto di automobili". Il problema, ha sottolineato Marzano, è quello di rilanciare la domanda, fiaccata dalla congiuntura internazionale e dall’impoverimento finanziario legato alla caduta delle Borse.

"Come si fa a far riprendere la domanda internazionale? Da liberista - ha detto il ministro - annetto molta importanza alla politica monetaria, che in questo momento è più preoccupata dell’inflazione, che poi io non vedo molto in giro, che della ripresa. Non posso sollecitare la Bce, che è autonoma, ma esisterà anche la possibilità di dire che ci sono altri aspetti da prendere in considerazione?".

Le condizioni della finanza pubblica, ha ribadito Marzano, dovranno essere tenute in conto nella definizione degli interventi. "Lo strumento fiscale si utilizza quando il bilancio pubblico permette di farlo. Si possono fare interventi più mirati, che se consentono la ripresa della produzione in campi specifici, permettono di recuperare da un lato quello che si perde dall’altro".

Il ministro per le Attività produttive non è entrato nel dettaglio delle ipotesi allo studio del governo: "Non sono di mia diretta competenza". Ha tuttavia ribadito che gli ecoincentivi a sostegno dell’industria automobilistica andrebbero riesaminati.

Quanto al turismo, infine, Marzano ha sottolineato che qui la competenza è delle Regioni, ma ha riferito che gli operatori del settori segnalano l’asimmetria tra il livello dell’Iva in Italia e quello di altri paesi, in particolare la Francia.