La notizia è decisamente preoccupante, soprattutto per gli amanti della cucina a base di pesce. Dal 2048 sarà difficile trovare vongole, ricci, tonni, merluzzi, orate e altre specie, che difficilmente riusciranno a finire nei nostri piatti, perché saranno collassate o ridotte ai minimi termini da non riuscire più ad essere pescate.
La drammatica prospettiva si materializzerà se continueremo a trattare male i nostri mari, in particolare il Mediterraneo che sta peggio degli altri.

La pesca a strascico è tra le principali indiziate della decimazione dei pesci, essendo uno degli interventi più dannosi, perché la metà di quanto raccolto non serve e viene eliminato. L’annientamento di molte specie, inoltre, provoca squilibri ecologici su vaste regioni favorendo la fioritura delle alghe o la crescita abnorme delle meduse. In Italia, la pratica con le reti a strascico, con il rapido (un attrezzo con intelaiatura in ferro) o la sfogliera (rete da traino a bocca fissa) è praticata da ben 3.724 imbarcazioni.
Rosario Scavetta
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