Multe a Roma, una vera usura di Stato

Roberto Soldà (Idv) : “l’importo di ogni ammenda sfiora il 10% dello stipendio medio italiano“

Roma - “La sanatoria chiesta dal Codacons non risolve il problema della mal organizzazione nella quale versano gli uffici preposti alla gestione delle contravvenzioni cittadine“.


Così Roberto Soldà, segretario romano dell’Italia dei Valori, risponde alla proposta sollevata dal presidente del Codacons, Carlo Rienzi, di annullare tutte le multe elevate nel 2008.Due le richieste emesse dal fautore dell’iniziativa. La prima chiede al prefetto e al sindaco di azzerare tutte le sanzioni per evitare una paralisi istituzionale degli uffici giudiziari nonché per limitare lo smisurato costo gravante sull’intera collettività.

La seconda invita la Corte dei Conti ad aprire un'inchiesta sulle presunte responsabilità relative agli errori che stanno alla base dei ricorsi presentati dagli utenti. Istanze che, a fine anno, potrebbero raggiungere secondo le stime un ammontare di 900mila contestazioni.“I cittadini - continua Roberto Soldà - pagano le tasse e hanno diritto ad un servizio efficiente.

Le inesattezze dal punto di vista organizzativo e funzionale non possono gravare sulla collettività“. Poi aggiunge: “ Non bisogna dimenticare il divario esistente tra l’importo delle contravvenzioni e il costo medio della vita. Molti automobilisti non pagano le multe per problemi economici.

Ma il rinvio dell’estinzione della sanzione amministrativa non fa che crescere a dismisura il conto da saldare“.