Bruxelles - Si è alzata moltissima polvere ieri, con la pubblicazione ufficiale da parte della Commissione Europea di una proposta di direttiva sui brevetti che già appare destinata ad attirarsi critiche da ogni dove. Secondo molti, infatti, il libero sviluppo di software è in gravissimo pericolo.
La proposta viene propagandata come un modo per armonizzare le diverse legislazioni in ambito comunitario in materia di brevetti sul software. E si afferma che con questa direttiva i software brevettabili saranno solo quelli che conterranno "nuove idee". Questa almeno è la visione che della cosa ha dato ieri il commissario al Mercato Interno Frits Bolkestein, secondo cui proprio nelle "nuove idee" risiedono le distanze dal modello americano, che consente invece, a suo dire, brevetti anche privi di "idee fresche".
Secondo Bolkestein, la Commissione ha dovuto trovare una via di mezzo tra le richieste dei grandi produttori di software, che tendono a brevettare qualsiasi cosa e a far valere i brevetti come fonte di reddito, e la visione di un software aperto o con pochissime protezioni.
Le prime critiche alla proposta, che in sede di discussione parlamentare subirà certamente imponenti modifiche, sono arrivate da Francisco Mingorance, alto funzionario della BSA, l’associazione che riunisce i produttori di software. Secondo Mignorance la proposta di direttiva "si allontana da quanto avevamo sperato di vedere" e si tradurrebbe in un incremento dei costi per le imprese intenzionate a proteggere la proprietà intellettuale.
Eppure, proprio su Mingorance si sono abbattuti gli strali di EuroLinux Alliance, il celeberrimo gruppo europeo che si batte contro la brevettabilità di ogni singolo processo del software e per l’adozione di standard aperti e di sistemi open source. EuroLinux, infatti, in un comunicato stampa sostiene che la bozza di proposta è stata redatta proprio da Francisco Mingorance.
La prova di quella che viene definita "collusione" tra Commissione e BSA, si trova nelle "proprietà " del documento che contiene la bozza di direttiva. Proprietà nelle quali come autore è indicato appunto Mingorance.
Ma l’attacco di EuroLinux alla proposta di direttiva è molto più ampio, perché l’Alliance ritiene che "invece di proteggere i produttori di software, i brevetti creano una incertezza giuridica terribile e consentono alle grandi aziende dell’IT di controllare interamente l’economia del software, bloccare l’innovazione e la competizione, impedendo che un software sia compatibile con un altro".
Il punto più grave della proposta, secondo EuroLinux, è la mancata definizione dei limiti della brevettabilità : "Il contenuto della proposta di direttiva legalizza la pratica illegale dell’Ufficio dei brevetti europei che garantisce brevetti sul software e su metodi di business. La direttiva richiede che le invenzioni siano "tecniche" ma non definisce cosa questo significhi, creando dunque un limite non definito alla brevettabilità in Europa".
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