DOPO MAREMOTO: OGGI MESSA IN SUFFRAGIO DELLE 225.000 VITTIME ACCERTATE

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ASIA - Una messa in suffragio delle vittime del maremoto del 26 dicembre scorso nel sudest asiatico sarà celebrata domani 24 gennaio, alle 17:00, nella basilica vaticana, dal cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato. Lo riferisce la Santa Sede, precisando che il porporato presiederà la celebrazione eucaristica a nome del Papa. L’invito a prendere parte alla messa, esteso a tutti i fedeli, è rivolto “in particolare ai sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli che provengono dai Paesi colpiti dal devastante cataclisma”.

DOPO MAREMOTO: OLTRE 225.000 LE VITTIME FINORA ACCERTATE

Sono oltre 225.000 le vittime finora accertate del maremoto che il 26 dicembre scorso ha travolto alcuni Paesi del sudest asiatico e dell’Africa orientale. Il significativo ’balzo in avanti’ rispetto all’ultimo bilancio è dovuto alle nuove cifre diffuse oggi dal ministero della Sanità indonesiano, che ha riferito di 166.320 morti contati fino a questo momento nel Paese; il dicastero ha spiegato che la cifra comprende molte persone in precedenza date per disperse, provenienti soprattutto dalla provincia occidentale di Aceh. Inoltre il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono ha dichiarato a una conferenza dei Paesi donatori che, ad Aceh, restano tuttora disperse circa 40.000 persone. Intanto sembra proseguire il dialogo avviato tra governo e ribelli separatisti di Aceh a pochi giorni dalla tragedia: il ministro degli Esteri Hassan Wirajuda ha auspicato l’inizio dei colloqui con il Gam (Movimento per Aceh libera) entro la fine del mese, senza però specificare data e luogo dell’incontro. In Sri Lanka, dove si stima che circa 38.195 persone abbiano perso la vita per lo tsunami, la presidente Chandrika Kumaratunga ha dato il via oggi a un piano di ricostruzione nazionale, già ampiamente pubblicizzato nei giorni scorsi, per rimettere in piedi case e villaggi. Nelle stesse ore un rapporto del Fondo monetario internazionale (Fmi) formulava previsioni piuttosto pessimistiche sul futuro dell’ex Ceylon, rilevando che, dopo il maremoto, “l’industria della pesca è devastata, la produzione agricola in crisi e anche il turismo subirà una brusca caduta con un 15% in meno dello scorso anno; la ricostruzione poi richiederà un aumento delle importazioni che potranno incidere negativamente sulla bilancia dei pagamenti”. In India " unico Paese colpito dalla catastrofe a rifiutare gli aiuti internazionali - il consiglio dei ministri ha varato oggi un primo pacchetto di aiuti finanziari per le vittime dello tsunami, della somma di 27,31 miliardi di rupie (oltre 447 milioni di euro). Il ministero delle finanze del ’gigante’ asiatico " nel quale lo tsunami ha provocato 16.383 vittime (compresi i dispersi) " ha inoltre fatto sapere che ulteriori fondi saranno dati agli abitanti delle isole Andaman e Nicobar, dove molte persone risultano ancora introvabili. In Thailandia i morti sono, a tutt’oggi, 5.322 (1866 stranieri, 1719 tailandesi e 1738 di nazionalità non accertata), in Malesia 74 così come nelle Maldive, mentre in Myanmar (ex Birmania) i dati ufficiali parlano di 59 deceduti. In Bangladesh i morti sono stati due, in Somalia 298, in Tanzania 10 e in Kenya uno. [CO / LM]

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