Milano, - Alle ore 17:30 di ieri i Vigili del fuoco hanno spento completamente l'incendio di via Chiasserini. Qualche ora prima era stata abbattuta anche la struttura dentro la quale erano ammassati i rifiuti andati a fuoco.
Da oggi, secondo ATS, sarà nuovamente possibile aprire le finestre, sostare e svolgere attività all'aperto senza alcun disagio anche nelle aree vicine al luogo del rogo. Resta valido, per le aree limitrofe all'evento, il consiglio di lavare accuratamente i vegetali coltivati all’aperto, prima del consumo.
Per quanto riguarda le concentrazioni di diossine e furani del secondo filtro prelevato dal campionatore installato nella zona del rogo Arpa conferma la classificazione tra quelli con impatto medio-basso rispetto ad eventi analoghi, come quelli di Corteolona e Bruzzano, i valori si sono attestati a 6.7 picogrammi per metrocubo/teq relativamente al lunedì, con un incremento prevedibile rispetto al precedente campione raccolto nella notte dell'incendio. Le attività di monitoraggio proseguiranno precauzionalmente, presso la scuola via De Castelli e la caserma dei carabinieri, almeno fino al mattino di lunedì 22 ottobre.
I tecnici dell'Agenzia regionale per l'ambiente attribuiscono questo innalzamento, rispetto ai valori rilevati sul primo filtro e diffusi ieri, a un insieme di concause. Innanzitutto, man mano che i Vigili del fuoco hanno proseguito con le operazioni di spegnimento dell'incendio raffreddandolo con l'acqua, la temperatura dell'incendio si è abbassata. Di conseguenza, il pennacchio più freddo, che in origine si alzava verso il cielo fino a quote rilevanti per poi disperdersi su grandi volumi, ricadeva più rapidamente al suolo e con una inevitabile minore diluizione delle sostante presenti, come già rilevato anche in occasione di altri incendi di lunga durata. Seguono i dettagli da ARPA.
19 ottobre 2018 - 0.75 picogrammi per metrocubo/teq: è questo il valore delle concentrazioni di diossine e furani rilevate dalle analisi del primo filtro del campionatore ad alto volume per il monitoraggio di microinquinanti dell'incendio alla all'impianto RiEco a Novate Milanese. Divampato la notte del 15 ottobre scorso, il rogo, che ha coinvolto circa 300 tonnellate di imballaggi e circa 3000 di carta, è stato completamente domato il 17 ottobre.
Per quanto riguarda invece l'incendio di via Chiasserini a Milano, si sono attestate a 6.7 picogrammi per metrocubo/teq le concentrazioni di diossine e furani del secondo filtro prelevato dal campionatore installato nella zona dell'incendio, con un incremento rispetto al precedente campione prevedibile anche dai risultati dei monitoraggi puntuali effettuati nella stessa area. Si conferma comunque, come già evidenziato nella giornata di ieri, che i valori riscontrati consentono di classificare questo incendio tra quelli con impatto medio-basso rispetto ad eventi analoghi (es. Corteolona e Bruzzano)
I tecnici dell'Agenzia attribuiscono questo innalzamento, rispetto ai valori rilevati sul primo filtro e diffusi ieri, a un insieme di concause. Innanzitutto, man mano che i Vigili del Fuoco hanno proseguito con le operazioni di spegnimento dell'incendio raffreddandolo con l'acqua, la temperatura dell'incendio si è abbassata. Di conseguenza, il pennacchio più freddo, che in origine si alzava verso il cielo fino a quote rilevanti per poi disperdersi su grandi volumi, ricadeva più rapidamente al suolo e con una inevitabile minore diluizione delle sostante presenti. Questo passaggio inevitabile negli incendi di lunga durata è stato rilevato anche in altre occasioni.
Inoltre, occorre considerare che, nell'evoluzione degli incendi di questa natura, l'impatto complessivo può modificarsi in relazione alle possibili modifiche delle procedure operative imposte dalle quantità del materiale combusto, e dalle opportunità logistiche (accessibilità in sicurezza ai focolai, disposizioni di aree di manovra dei mezzi operativi, stoccaggio dei materiali combusti di risulta). In questo caso particolare, dopo la combustione della parte più superficiale dei rifiuti andati a fuoco nelle prime fasi dell'incendio, il materiale sottostante, composto da ammassi molto compressi di rifiuti misti, ha cominciato a produrre molto fumo a causa della scarsissima circolazione di ossigeno al suo interno.
Non da ultimo, occorre tener presente la componente meteo: se nella fase iniziale dell'evento, infatti, le condizioni erano favorevoli all'innalzamento e alla dispersione della colonna di fumo in atmosfera, nei giorni successivi sono cambiate diminuendo la dispersione degli inquinanti.
Questa mattina tecnici Arpa hanno constatato che i focolai sono stati completamente spenti. Le attività di monitoraggio proseguiranno precauzionalmente, presso la scuola via de castelli e la caserma dei carabinieri, in relazione ai valori riscontrati almeno fino al mattino di lunedì 22 ottobre.
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