Italia / Misna su Ladysilvia; Mohammed Yunus, Premio Nobel per la Pace 2006, ha un sogno: “creare un mondo " ha detto stamani l’economista presso l’Università ’Roma tre’ della capitale " dove la povertà sia visibile solo nei musei e gli studenti che vi si recheranno condanneranno i loro antenati per aver tollerato per tanto tempo che così tante persone versassero in condizioni disumane”.
Intervenuto venerdì a un incontro sui vincitori dei Premi Nobel 2006 presso il Polo Fibonacci di Pisa, e protagonista tra sabato e domenica di un convegno promosso dall’Università di Bologna dove ieri ha inaugurato il primo Osservatorio internazionale sul microcredito, stamani Yunus ha tenuto una lectio magistralis su ’Microfinanza e sviluppo globale: dagli strumenti del microcredito allo sradicamento della povertà ’, una “lezione dal e sul Sud del Mondo” come l’ha definita il rettore Guido Fabiani. Yunus ha ripercorso le tappe che lo hanno portato dal dottorato di ricerca negli Stati Uniti a tornare nel 1972 in un Bangladesh finalmente indipendente a dirigere il Dipartimento di Economia dell’Università di Chittagong, dove anni addietro si era laureato, e da un microprestito di appena 20 euro, concesso durante la carestia del 1974 a 42 donne strette dalla morsa dell’usura nel vicino villaggio di Jobra, a fondare nel 1983 la ’Grameen Bank’, la ’Banca del villaggio’, prima banca al mondo a erogare prestiti ai più poveri tra i poveri. “La povertà non è creata dai poveri, ma delle istituzioni. I poveri non sono ’diversi’, ma esseri umani a cui sono state negate delle opportunità ed è possibile sottrarli alla miseria semplicemente facendo affari con loro” ha detto Yunus, ricordando che in trent’anni la ’Grameen Bank’ ha concesso microprestiti a circa 7 milioni di persone, il 97% dei quali donne, in 73000 villaggi del Bangladesh e ha pure fatto profitti. “Fare ’business’, fare affari, vuol dire fare soldi, fare ’social business’, vuol dire fare del bene alla gente” ha affermato l’inventore del microcredito, dopo avere enucleato le differenze tra le banche convenzionali che “aprono le proprie porte” solo a clienti ricchi, e in particolare a uomini ricchi, chiedendo loro documenti e garanzie sulla solvibilità , e la ’Grameen Bank’ che cerca i propri clienti tra i poveri dei villaggi, in particolare tra le donne povere, senza chiedere alcun documento, ma “semplicemente concedendo un’opportunità di riscatto agli esseri umani”.
Un esperimento di finanziamento che dal piccolo villaggio di Jobra si è diffuso in oltre 100 Stati e che funziona: il Bangladesh è riuscito a raggiungere l’obiettivo del millennio di dimezzare la povertà e, secondo Yunus, “una volta data a tutti i poveri l’opportunità di slegare la propria energia e creatività , la povertà scomparirà velocemente in tutto il mondo”. [RC]
LA REDAZIONE
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