Tutto il mondo dei credenti dice grazie a Chiara Lubich

Roma: La riconoscenza del mondo cattolico, e non solo, a Chiara Lubich è in centinaia e centinaia di messaggi che giungono da ogni parte del mondo al Centro internazionale dei Focolari a Rocca di Papa, in provincia di Roma, dove è allestita la camera ardente e dove una fila ininterrotta di persone continua a rendere omaggio alla fondatrice del movimento morta nelle prime ore di venerdì 14 marzo. "Una grande personalità che in molti del mondo cattolico e non abbiamo amato e ammirato - ha detto ieri il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, che martedì alle 15 presiederà le esequie - speriamo che la sua grande eredità , il suo lavoro appassionato, la fedeltà alla Chiesa, l’amore a Cristo, che è al centro di ogni vera unità secondo Dio, continuino a realizzarsi ben oltre le mete che essa ha preparato".

Il cordoglio dello Stato italiano è stato espresso, in particolare, dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che definisce Chiara Lubich "una delle figure più rappresentative del dialogo interreligioso e interculturale, una voce rigorosa e limpida nel dibattito contemporaneo".

Fra le personalità ecclesiastiche che nelle ultime settimane di vita hanno fatto visita alla fondatrice dei focolarini si ricordano il presidente del Pontificio Consiglio per i Laici ("ogni incontro con lei è stato nella mia vita un avvenimento che ha lasciato tracce profonde" ha detto il cardinale Stanislaw Rylko), il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, e il pastore Samuel Kobia, segretario generale del Consiglio mondiale delle Chiese, che riunisce 349 comunità ecclesiali di tradizione protestante, ortodossa e anglicana di 110 Paesi. "Il nostro amore per Chiara e l’immensa gratitudine per il dono di Dio che lei ha rappresentato per il movimento ecumenico - scrive Kobia in un messaggio - continueranno a motivare e a ispirare il nostro lavoro per l’unità visibile della Chiesa". Un altro protagonista del dialogo ecumenico, frère Alois, priore della comunità di Taizè, ha partecipato con tre fratelli alla messa solenne celebrata ieri pomeriggio alla "Mariapoli" di Rocca di Papa: "Noi a Taizè - ha detto frère Alois - rendiamo grazie a Dio per la vita di Chiara e per tutto quello che ha compiuto. È una luce per noi. E questa luce rimane tra noi. Frère Roger aveva una grande stima e un grande amore per Chiara".
La Conferenza episcopale italiana, con un messaggio firmato dalla presidenza, sottolinea come la Lubich abbia arricchito con la sua presenza "la vita della Chiesa in Italia e nel mondo" e ricorda "con particolare riconoscenza la forza della sua testimonianza, che ha proposto un cammino di fede fondato sul principio di unità ". I vescovi svedesi, attraverso monsignor Anders Arborelius, alla guida della diocesi di Stoccolma, hanno diffuso un comunicato nel quale esaltano "l’esemplare impegno ecumenico" di Chiara. l’arcivescovo di Buenos Aires, cardinale Jorge Mario Bergoglio, lunedì alle ore 18 celebrerà una messa in cattedrale in suffragio della Lubich.
Alle istituzioni ecclesiali fanno eco le comunità e i movimenti cattolici fondati dopo il Concilio Vaticano II. "La mancanza di Chiara si sentirà nella Chiesa" rileva il fondatore della Comunità di Sant'Egidio, Andrea Riccardi.

Il presidente dell’Azione cattolica italiana, Luigi Alici, tiene a ricordare che la Lubich sottolineava con gratitudine come la scelta di intraprendere la sua strada fosse giunta "durante una riunione che l’Azione cattolica teneva, proprio a Loreto, in quegli anni difficili della fine della guerra e del dopoguerra". Paola Vacchina, vicepresidente delle Acli (Associazioni cristiane lavoratori italiani), la definisce "un luminoso e intrepido volto femminile di Chiesa" che "ha mostrato la forza della mitezza nella costruzione della fraternità tra le religioni, della giustizia economica e sociale e della pace tra i popoli". Ricordano Chiara Lubich anche le donne del Centro italiano femminile (Cif), per le quali la sua laicità era segnata "da una straordinaria creatività e da un carisma profetico".
Don Julián Carrón, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, ha inviato un messaggio a Eli Folonari, stretta collaboratrice della fondatrice dei Focolari: "Nulla di ciò che è stata andrà perduto" scrive.

Il presidente del movimento Rinnovamento nello Spirito Santo, Salvatore Martinez, parla di "commozione profonda, gratitudine grande, responsabilità rinnovata" e osserva che "la testimonianza evangelica" di Chiara è "difficile da organizzare in un pensiero, in una tesi, in un racconto, perché ancora più grande, e spinta dal vento dello Spirito". E il Sermig (Servizio missionario giovani), che proprio quest'anno ha proclamato la Lubich "Artigiano della Pace", ricorda il rapporto di amicizia e confronto con lei e i focolarini.

La camera ardente resterà aperta fino alle 10 di martedì. Poi, nel pomeriggio, l’ultimo grande abbraccio nella basilica di San Paolo fuori le mura.

-© l’Osservatore Romano - 16 marzo 2008

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