Volontari Touring prolungano apertura 4 siti museali

Milano: Comune e Touring Club hanno raggiunto un accordo che consentirà di prolungare l’apertura al pubblico di alcuni siti museali di Milano. Grazie alla presenza dei volontari del Touring Club Italiano per il Patrimonio Culturale sarà esteso l’orario di visita al Museo-Studio dello Scultore Francesco Messina, all’Antiquarium “Alda Levi” " Parco dell’Anfiteatro Romano, alla Casa-Museo Boschi di Stefano e alla Cripta di San Giovanni in Conca.

“Con questa iniziativa " ha detto l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory " possiamo offrire un nuovo punto di incontro per milanesi e turisti grazie all’apertura prolungata di 4 siti culturali della città , che durante l’estate saranno valorizzati con presentazioni di libri e spettacoli”.

“Un’apertura di siti " ha aggiunto l’assessore " che è anche un’apertura della città alla Milano romana, che è la tradizione, e alla Milano moderna, che è il suo futuro. Ma c’è anche un’altra apertura non meno importante: quella di pensare alle politiche culturali attraverso volontari specializzati, con orari coerenti con gli interessi della gente e con la riscoperta di spazi artistici dimenticati”.

La collaborazione tra Comune e Touring si propone di aumentare il numero dei siti culturali visitabili a Milano e prolungarne gli orari di apertura, per offrire al pubblico, milanese e non, una più ampia e completa offerta dei tesori artistici del capoluogo lombardo. La collaborazione tra i due soggetti è stata avviata nel 2006 con l’apertura straordinaria della Chiesa di san Maurizio, adiacente al Museo Archeologico di corso Magenta, e dell’Antiquarium “Alda Levi” di via De Amicis, che appartiene al patrimonio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Saranno circa 230 i volontari selezionati tra i soci del Touring Club che, alternandosi nelle diverse strutture, contribuiranno a tenere aperte le sedi museali, sotto il coordinamento del Servizio Sicurezza e Sorveglianza dei Civici Musei. I volontari riceveranno una formazione mirata a cura del Touring.

I nuovi orari entreranno in vigore da domani e si riferiscono:

”¢ Museo-Studio dello scultore Francesco Messina (Chiesa sconsacrata di San Sisto " via San Sisto 4/a) aperto dal martedì al sabato, dalle 14.00 alle 18.00,

”¢ Antiquarium “Alda Levi”- Parco dell’Anfiteatro Romano di via De Amicis 17, dal martedì al sabato, dalle ore 9.00 alle ore 14.00,

”¢ Casa-museo Boschi Di Stefano di via Jan 15, dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00,

”¢ Cripta di San Giovanni in Conca (piazza Missori " via Albricci), prima aperta solo un giorno alla settimana, sarà visitabile dal martedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00 e il sabato dalle 14.30 alle 18.30.

LE SEDI

MUSEO STUDIO FRANCESCO MESSINA
Il museo, che è stato per diversi anni anche lo studio dell’artista, espone circa ottanta sculture (gessi, terrecotte policrome, bronzi, cere) ed una trentina di opere grafiche (litografie, pastelli, acquerelli, disegni a matita). “Le opere donate devono costituire beni per destinazione inalienabili da esporre permanentemente nella ex chiesa di S.Sisto, recentemente trasformata in studio-museo dello scultore Messina". Così veniva suggellata quella donazione di sculture e disegni che nel lontano 1974, lo scultore siciliano offriva al Comune di Milano in cambio di un piccolo ma prezioso studio nel cuore della città : la chiesa di S.Sisto, fatta risalire dai più a Federico Borromeo, allorchè su preesistenti fondamenta d'età longobarda faceva costruire dal suo architetto F.M.Richini e dedicava a S. Sisto una chiesetta. Giunta fino a noi, in grave stato di degrado, la chiesetta venne restaurata da Francesco Messina, che oltre a farne il suo studio la aprì al pubblico, che poteva ammirare al suo interno le ottanta sculture e le ventisei opere su carta, scelte fra la produzione di un intero arco di vita dell’artista di Linguaglossa (Catania).
Indirizzo: via San Sisto 4/A " Milano

ANTIQUARIUM “ALDA LEVI” E PARCO DELL’ANFITEATRO ROMANO
Le imponenti fondazioni dell’anfiteatro di Milano (I sec. d.C.), uno dei più grandi dell’Italia settentrionale, sono conservate nel Parco Archeologico, al quale è annesso l’Antiquarium “Alda Levi”. In questo edificio si svolgevano duelli tra gladiatori, lotte tra uomini e animali feroci, pubbliche esecuzioni di condannati ad bestias (cioè ad essere sbranati dalle fiere), e addirittura battaglie navali. L’imponente edificio, che poteva ospitare 20.000 spettatori, nel corso del V secolo d.C. venne spogliato dei materiali edilizi dell’anello esterno, reimpiegati per nuove costruzioni, come la vicina basilica di San Lorenzo, o per rinforzare alcuni tratti della cinta muraria urbana. In seguito a recenti indagini archeologiche, alcuni studiosi ipotizzano l’utilizzo dell’anfiteatro ancora in epoca longobarda (VI-VII secolo d.C.), forse come sede della guarnigione militare per le sue caratteristiche di luogo protetto e fortificato.
I combattimenti si svolgevano nel grandioso edificio a pianta ellittica di 155x125 metri, con arena di 41x75 metri e gradinate sorrette da arcate; il muro esterno, alto più di 38 metri, sorreggeva i pali del velario che proteggeva gli spettatori dal sole. La ricostruzione dell’alzato dell’edificio si basa sui materiali architettonici reimpiegati nelle fondazioni della vicina basilica paleocristiana di San Lorenzo, mentre la pianta, con due muri esterni concentrici collegati da muri radiali a un anello interno, è ricostruibile grazie ai resti di fondazioni rinvenuti nel corso di numerosi scavi archeologici e attualmente visitabili nel Parco Archeologico dell’Arena. Nulla si sa invece degli ambienti di servizio sottostanti l’arena, che ospitavano uomini e animali prima degli spettacoli e consentivano rapidi spostamenti, anche con l’aiuto di attrezzature quali montacarichi e argani.

Accanto ai resti dell’Anfiteatro, nel 2004 è stato aperto un Antiquarium dove sono raccolte tutte le testimonianze sulla storia e sulle caratteristiche degli anfiteatri romani e in particolare di quello milanese. In un’altra sezione si trovano reperti particolarmente significativi provenienti da scavi archeologici effettuati nel quartiere dell’anfiteatro, che offrono un panorama molto articolato dei quartieri meridionali della città in età romana..
Indirizzo: via De Amicis 17 - Milano

CASA MUSEO BOSCHI DI STEFANO
Nel 2003 il Comune di Milano apriva al pubblico in via Jan al n.15 la Casa-Museo Boschi Di Stefano, al secondo piano di un palazzo anni trenta progettato da P.Portaluppi, adempiendo così alla clausola testamentaria legata alla donazione di una prestigiosa collezione di oltre duemila opere del Novecento da parte di Marieda Di Stefano ed Antonio Boschi. Coniugi collezionisti i Boschi avevano donato nel 1974 la loro ricca collezione che illustra cinquant'anni di storia dell’arte milanese ed italiana dal 1908 alla fine degli anni sessanta. Un considerevole testimonianza della collezione per i due terzi costituita da opere informali, è esposta nella Casa-Museo come è per i Sironi, Morandi, De Chirico, Martini, Marussig, Campigli... fino ai numerosissimi e importantissimi Fontana oltre vari pezzi di Piero Manzoni e un nutrito numero di Spazialisti, Nucleari.
Affianca il Comune di Milano nella gestione della casa-museo Boschi Di Stefano, l’omonima Fondazione nata nel 1998 per iniziativa dei nipoti dei collezionisti, al fine di promuoverne l’immagine attraverso la scelta di mobili di finissima fattura come la sala della manifattura Ducrot o la sala Sironi, meglio conosciuta come sala Aimetti, come pure i raffinatissimi lampadari Venin, ma anche con tutta una serie di iniziative finalizzate allo studio del collezionismo.
Indirizzo: Via Jan, 15 - 2° piano " Milano

CRIPTA DI SAN GIOVANNI IN CONCA
In piazza Missori si conservano parte dell’abside e la cripta della basilica di San Giovanni in Conca, ricostruita in forme romaniche tra XI e XIII secolo su uno dei più importanti edifici di culto paleocristiani milanesi, sorto tra V e VI secolo in un avvallamento del terreno da cui deriverebbe l’appellativo “in conca”. Sconsacrata alla fine del Settecento e successivamente spogliata e mutilata, la chiesa venne definitivamente sacrificata nel secondo dopoguerra alle esigenze del traffico cittadino, che imposero la sua quasi completa demolizione per l’apertura di via Albricci. Dopo un restauro conservativo, la cripta è oggi spazio espositivo e punto di partenza per visite guidate alle aree archeologiche circostanti.
Le indagini archeologiche condotte nel 1881 sotto la navata centrale, in concomitanza con la riduzione della lunghezza della chiesa per l’apertura di via Carlo Alberto (attuale via Mazzini), riportarono in luce resti di un’abitazione romana di III sec.d.C. con un pavimento a mosaico (oggi al museo archeologico); esso occupava l’area prima dell’edificazione della chiesa paleocristiana. Allo stesso edificio doveva appartenere una cisterna in laterizi rivestita da cocciopesto impermeabilizzante e alimentata da condutture in piombo, visibile nella cripta.
Tra V e VI secolo l’area acquistò nuove funzioni religiose e funerarie; sulle precedenti abitazioni sorse una chiesa ad aula unica absidata, stretta e allungata (17x53 metri), con pareti scandite esternamente da paraste, di cui si sono rinvenuti resti durante le indagini archeologiche condotte tra il 1948 e il 1952 in occasione della demolizione dell’edificio. Della basilica paleocristiana, dedicata a San Giovanni Evangelista, si conserva una porzione del pavimento in piastrelle di marmo bianco e basalto, recuperata negli scavi del 1881. Attorno alla chiesa si estendeva una necropoli di cui si sono rinvenute diverse tombe, una delle quali internamente affrescata con immagini allusive alla morte e alla resurrezione dell’anima: su un lato lungo della cassa in pietra sono due cervi affrontati in un giardino, ai lati della croce, su un lato breve due pernici rivolte verso una palma. L’affresco, di V-VI secolo, è uno dei pochissimi esempi di pittura paleocristiana conservati a Milano (al Castello Sforzesco).
Nell’XI secolo la chiesa fu completamente riedificata in forme romaniche e dotata di una cripta, l’unica di tale epoca ancora conservata e visibile a Milano (insieme alla chiesa sotterranea del santo Sepolcro, sotto la Biblioteca Ambrosiana, attualmente non visitabile); essa costituisce oggi la sola testimonianza superstite della basilica, nuovamente ricostruita nel XIII secolo e demolita dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Indirizzo: piazza Missori/via Albricci - Milano