Torino entra nel vivo delle cerimonie per il 150° Anniversario dell’Unità d'Italia in contemporanea con l’Ostensione della Sacra Sindone, con l’apertura, il prossimo giovedì 15 Aprile, della Mostra Casa Savoia e l’Unità d'Italia.
Il Principe Emanuele Filiberto ha dichiarato: “Torino è per Casa Savoia il luogo della memoria, amato e rispettato, non solo l’antica Capitale del Regno di Sardegna e la prima Capitale d'Italia. l’apertura della Mostra Casa Savoia e l’Unità d'Italia a Torino è per me una grande soddisfazione perché consente a Casa Savoia di poter contribuire fattivamente al programma delle celebrazioni per il 150° Anniversario dell’Unità d'Italia. Sono anche particolarmente felice che questa mostra sia coincidente con l’Ostensione della Santa Sindone che fu conservata per mezzo millennio da Casa Savoia e che fu donata a Papa Giovanni Paolo II da mio nonno Re Umberto II. Vale la pena ricordare che un Reliquiario del 1532 contenente un frammento della Sindone sarà esposto alla Mostra a Torino. Abbiamo voluto organizzare linaugurazione ufficiale il 1 Maggio prossimo in occasione della Visita del Santo Padre a Torino.“
La Mostra sarà aperta al pubblico da Giovedì 15 Aprile 2010
orario continuato dalle ore 10 alle ore 19, Lunedì sarà chiusa.
Linaugurazione sarà il 1 Maggio alla presenza delle Loro Altezze Reali i Principi Vittorio Emanuele, Marina ed Emanuele Filiberto di Savoia. Levento sarà in occasione della Visita del Santo Padre, Papa Benedetto XV, a Torino per lOstensione della Sacra Sindone lasciata in eredità nel 1983 da Re Umberto II a Papa Giovanni Paolo II.
Sono previste visite guidate a tariffe ridotte per i Gruppi di Pellegrini, per le Scuole e le Istituzioni Religiose.
Per informazioni rivolgersi alla Segreteria della Mostra: info@mostracasasavoia.it Tel. 348 4313087
Casa Savoia e Torino
La Mostra "Casa Savoia e lUnità dItalia”, nellimminenza della Celebrazioni per il 150° Anniversario dellUnità dItalia, non poteva esimersi dal scegliere Torino come punto focale. Il fuoco unitario è certo stato alimentato da Casa Savoia e dai piemontesi, con i loro patrimoni e col loro sangue, ma la moda odierna di contestare lUnità sembra il frutto di semplificazioni e di disinformazione costruita ad arte. Casa Savoia accarezzò un "programma italiano” sin da tempi remotissimi e operò per realizzarlo mediante la politica, la diplomazia, le alleanze matrimoniali, guardando realisticamente a un modello federale. Le modalità con cui quel programma giunse alla fase realizzativa, nella prima metà del XIX secolo, furono adottate anche sotto la spinta di protagonisti stabilitisi a Torino da ogni parte dItalia e furono condivise da un gran numero di Italiani nelle rispettive regioni che propugnarono lunità. A fianco dei Piemontesi, nelle battaglie e nelle lotte risorgimentali vi erano cittadini lombardi, veneti, emiliani, liguri, napoletani…, insomma vi era uno spaccato vivo e numericamente consistente dellItalia intera. Perché oggi accanirsi contro i sensi di unità del Paese, che pure conobbero in passato anche momenti alti e toccanti, come accadde nel 1921 quando, attorno al treno che trasportò la salma del Milite Ignoto, si raccolsero lungo il percorso milioni e milioni di italiani legati in un unico grande abbraccio ideale? Lalto senso della Patria che oggi si vuole piegare agli interessi delle singole regioni senza ricordare che il vero decentramento era la chiave del governo Sabaudo. Re Vittorio Emanuele II espresse nel 1864 la celebre frase: "governare da lontano, amministrare da vicino” che sintetizza questa impostazione. Se levoluzione del Paese prendesse un indirizzo federativo non vi sarebbe quindi nulla di nuovo o di rivoluzionario: non si farebbe altro che tornare al progetto di Casa Savoia.
Torino è culla della Dinastia Sabauda ed è la culla dellItalia Unita. Una città che risplende per il suo essere stata Capitale Sabauda: coronata dalle Regge, abbellita dallimpianto urbanistico degno delle più importanti capitali europee, dai palazzi che furono del governo, e dai maestosi monumenti architettonici come Palazzo Reale, Palazzo Madama e molti altri. Torino nucleo propulsivo della ricerca dellequilibrio tra bellezza e maestosità, con la discrezione e lattenzione tipica dei piemontesi che fu anche tratto distintivo nel carattere dei Sovrani di Casa Savoia lultimo dei quali, Re Umberto II, volle vivere proprio a Torino durante gli anni più felici della sua giovinezza.
Casa Savoia e la Sacra Sindone
Non è un caso che la Mostra su Casa Savoia giunga a Torino in contemporanea con lOstensione della Sacra Sindone. Il Sacro Lenzuolo fu infatti donato da Casa Savoia al Santo Padre nel 1983.
Un frammento della Sacra Sindone, inserito in un reliquiario del XVI secolo, è esposto nella Mostra “Casa Savoia e l’Unità d'Italia“ ospitata a Torino. Il Sacro Lenzuolo fu custodito per piú di 500 anni (dal 1453 al 1983) dalla Real Casa Savoia. La Reliquia esposta alla Mostra Casa Savoia risale all’epoca dell’incendio nel Castello di Chambery, in Savoia, luogo in cui Casa Savoia, custode del Sacro Lenzuolo fino al 1983 anno in cui Re Umberto II la lasciò in eredità al Santo Padre, conservava la Sacra Sindone. Durante il Rinascimento, nel 1532, nella Sainte Chapelle di Chambéry dei Duchi di Savoia la Sindone era ripiegata in una cassetta dargento. Ci fu un grave incendio e una goccia di metallo fuso cadde sulla Sindone trapassandone tutti gli strati e rovinando in parte il tessuto. Le bruciature furono riparate dalle Duchesse di Savoia e dalle Clarisse di Chambéry. Le suore ripararono il lenzuolo e con i frammenti ritagliati dal Sacro Lino confezionarono tre reliquari. Solo uno ha raggiunto indenne i giorni nostri. Fu sempre conservato nelle dimore dei Capi della Real Casa e oggi è esposto a Torino in occasione dell’ostensione della Sacra Sindone.
Casa Savoia e lUnità dItalia
Torino, Palazzo Saluzzo di Cardè
Piazza San Carlo
dal 15 aprile al 15 giugno 2010
Istituzioni ed Enti promotori
Real Casa di Savoia
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Associazione Principe di Venezia
Comitato per il 150° Anniversario dell’Unità d'Italia
Comitato Promotore: Paolo Lasagna - Presidente, Ubaldo Revel Chion, Gustavo Mola di Nomaglio, Filippo Bruno di Tornaforte.
Comitato Storico e Scientifico: Filippo Bruno di Tornaforte, Giulio de Renoche, Waldimaro Fiorentino, Enrico Genta Tarnavasio, Gustavo Mola di Nomaglio, Roberto Sandri Giachino.
Comitato d'Onore: Carlo Buffa di Perrero - Presidente, Guido Accusani di Retorto, Marco Albera, Fabrizio Antonielli d'Oulx, Maria Teresa Armosino, Gherardo Balbo di Vinadio, Domenico Baldessarre, Simonetta Bella Gianelli, Edoardo Bodo di Albaretto, Ludovico Boetti di Cavallerleone Villanis-Audifredi, Giulio Bourbon, Dagoberto Brion, Gabriella Buffa di Perrero, Emanuela Cacherano d'Osasco, Paolo Cisa Asinari di Gresy, Niccolò Caissotti di Chiusano, Carlo Corporandi d'Auvare, Giorgio Cottrau, Marco Datrino, Adalberto Donna d'Oldenico, Fabio Falzoni, Carlo Gustavo Figarolo di Gropello, Guido Gay di Quarti, Francesco Gianazzo di Pamparato, Piero Gondolo della Riva, Giuseppe Gorgoglione, Bruno Maria Guglielmotto-Ravet, Alessandro Guidobono Cavalchini, Julia Langosco di Langosco, Giorgio Lombardi, Carlo Luda di Cortemiglia, Albina Malerba, Luigi Michelini di San Martino, Silvie Mola di Nomaglio, Gherardo Morelli di Popolo, Niccolò Palici di Suni della Planargia, Giovanni Luca Pansoya di Borio, Alessandro Perrone di San Martino, Alberto e Paola Quaglino, Paolo Ripa di Meana, Alessandro Roccavilla, Luigi Rossi di Montelera, Andrea Rosso Paolo Thaon di Revel Vandini, Alberto Turinetti di Priero, Roberto Vittucci Righini di SantAlbino, Guglielmo Zavattaro.
Ideazione e cura della mostra : Filippo Bruno di Tornaforte
Ufficio stampa: Studio Puggina di Cristina Puggina
Progetto Grafico ed Espositivo: Roberto Casanova
Tipografia e Composizione Grafica: Lisa e Anna Scanferla - LArtestampa (Limena - Padova)
Prestatori: Prince of Venice Foundation, Ordini Dinastici della Real Casa Savoia, Marco Datrino Antiquario, Movimento Monarchico Italiano, Diego Maria Bruno di Tornaforte, Julia Giavi Langosco di Langosco, Paolo Thaon di Revel, Silvie Mola di Nomaglio.
Il più vivo ringraziamento al Presidente del Comitato Promotore il Cav. Uff. Paolo Lasagna.
Si ringraziano S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele e S.A.R. la Principessa Marina di Savoia per la loro preziosa collaborazione.
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