Milano: (Matteo Cornelius Sullivan) - Quando in nome dell’arte si crea il brutto, c’è proprio qualche cosa che non funziona nella società ; Il grande passato italiano ha ancora un’eco che spesso facciamo fatica a percepire: le meraviglie edificate nei ducati, principati, regni, imperi e anche nelle repubbliche marinare, sono ancora oggi motivo di interesse culturale, storico e turistico tali da attrarre milioni di persone verso la nostra penisola... noi forse non ce ne rendiamo conto ma la raffinata cultura che fioriva in Italia ha creato opere meravigliose, di uno splendore unico.
Oggi la cultura dozzinale lascia poco spazio per questo tipo di percezioni e la “cultura” emersa in epoche relativamente recenti afferma che quello che conta è il denaro oggi, non il concetto di bellezza per la “eternità ”; Così i palazzoni delle periferie urbane non sono un esempio negativo, sono uno sprone per chi ha la speculazione in mente, sono un “si può fare”, tanto.... sono ancora lì. Noi italiani non abbiamo la fortuna di avere un Principe di Galles che si batte apertamente contro questi scempi paesaggistici e sembra che l’unico paladino nostrano, Vittorio Sgarbi, si sia fatto rasare la criniera.... Già , proprio a Milano si ergerà un nuovo totem, forse in “armonia” con la società d’oggi, in sintonia con una città che vive una fase, ormai pluridecennale, di costante distruzione della storia e del tessuto sociale... il totem giusto per una città che vive ancora di riflesso ma che nei fatti è la capitale economica della mafia e della speculazione nostrana... Ecco progettato, per il 2011, il Grande Water... cinque piani, 18.000 mq e... le terme... Ecco tutte le autorità felici nel donare ai milanesi, nel mezzo del polo della fiera che sarà rasa al suolo, un grande cesso; Certo i vespasiani in città mancano da almeno un ventennio, non ce n’è più traccia neppure come memoria storica, non erano brutti ma sono stati sostituiti, per un breve periodo, con dei cessi in stile spaziale, presto divenuti alcove per drogati e quindi rimossi e forse rispediti in orbita...
Oggi ecco emergere il progetto di un nuovo ecomostro, concepito quale ennesimo Museo d’arte contemporanea e per il quale è stato chiamato Daniel Libeskind, l’architetto addetto alla ricostruzione del Word Trade Center... e i benpensanti diranno: “è un progetto firmato”.... Sarà anche “firmato” ma quando una cosa è brutta, è brutta, non si scappa. Forse l’amministrazione milanese aveva in mente che anche loro un “ground zero” sulla coscienza l’hanno: aver distrutto il vero simbolo di Milano, La Scala, non è da poco... Molti se lo dimenticano, ma la piccola mela lombarda, ex “capitale morale d’Italia”, deve la sua notorietà a quel teatro, il teatro più prestigioso al mondo... Proprio quel teatro che, con la scusa di un restauro, è stato devastato...
Dopo lo scempio scrissi che avremmo dovuto dedicare al sindaco Albertini un vespasiano per cani; La Moratti ha deciso di esaudire quel pensiero? C’è da chiedersi: perché fanno tanta propaganda contro i graffittari, quando loro hanno distrutto il teatro numero uno al mondo? Vandali! Certo se voi andate a vederlo magari non noterete nulla... ma un teatro non è qualche poltrona e un palcoscenico... Togliersi le fette di salame dagli occhi e guardare il progetto del Grande Water. Spazio d’arte? sicuramente non è stato scelto dagli artisti milanesi... Vagando il pensiero poterebbe portarci alla “merda d’artista” di Piero Manzoni, ma lui aveva anche uno spiccato senso dell’ironia, Libeskind se non era seduto, al massimo pensava a una centrale nucleare... Mah! speriamo almeno che interdicano l’ingresso ai petomani, un ecomostro tale potrebbe avere un effetto eco più risonante delle trombe di Gerico.... È possibile che la classe dirigente non sappia più distinguere tra il bello e il brutto? Evidentemente è così, è lapalissiano. Certo non tutto quello che è architettura contemporanea è orrendo, anzi, in giro per il mondo, ci sono edifici splendidi, ci sono città super efficienti che hanno fatto dell’architettura un loro cavallo di battaglia ma nella, sempre più misera, repubblica italiana la classe dirigente evidentemente non è più in grado di distinguere nulla; Ci sono quartieri universitari, come il campus Bovisa di Milano, che sembrano concepiti per deprimere gli studenti più che per donargli ispirazione, quartieri che sembrano fatti col copia e incolla: un pezzo di quello stile, un pezzo di quell’altro...
È il buon gusto che sbiadisce, è la mancanza di creatività sostituita con il livellamento mentale, è una società che non riesce a rialzarsi dalla sua decadenza... Costo dell’operazione Grande Water stimato intorno ai 40 milioni di euro, la sperequazione galoppa sul cavallo di testa, così, mentre i milanesi continueranno a scappare dalla città , i turisti arriveranno solo se gli scappa.
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