Milano: Venti oggetti della collezione islamica, conservati presso le Civiche Raccolte d'Arte Applicata, saranno esposti al pubblico per la prima volta nelle Sale Panoramiche del Castello Sforzesco dal 26 novembre al 15 febbraio 2009 per la mostra “Dalla Turchia. Una scelta di opere ottomane dalle collezioni del Castello Sforzesco”.
L’esposizione, curata dal prof. Giovanni Curatola, vuol far conoscere il processo di conservazione di 5 preziosi tappeti risalenti al XVI e al XVII secolo, che sono stati riportati al loro originario splendore con un impegnativo intervento di restauro.
Il restauro di tre tappeti è stato eseguito dal Laboratorio Restauro Tappeti di Open Care, sotto la direzione di Luisella Belleri, mentre il lavaggio degli altri due da Vanessa Lysèn e Aga Wojciechowska del laboratorio di David Sorgato.
In mostra anche alcuni reperti che illustrano le arti della corte ottomana: una selezione di velluti e una serie di rivestimenti ceramici che ornavano moschee e scuole coraniche di provenienza siriana.
Una serie di stampe e illustrazioni originali della Raccolta Bertarelli illustrano la cronologia dell’impero ottomano, i costumi locali e la grandiosità di Istanbul.
Per informazioni: tel. 02 884.63744
Apertura: da martedì a domenica, dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 17,30
(lunedì chiuso)
Ingresso libero
LA COLLEZIONE DI AREA ISLAMICA DELLE RACCOLTE EXTRAEUROPEE DEL CASTELLO SFORZESCO
La mostra “Dalla Turchia. Una scelta di opere ottomane dalle collezioni del Castello Sforzesco” nasce da un progetto di valorizzazione delle raccolte di area islamica del Castello Sforzesco che ha previsto la catalogazione informatizzata dell’intero nucleo collezionistico (319 manufatti), delle azioni di restauro e conservazione, e finalmente l’esposizione di una selezione di 30 opere tra tappeti, velluti e ceramiche di area ottomana.
Mai esposta prima se non con qualche eccezione, la collezione islamica del Castello Sforzesco si è formata grazie a legati testamentari ad acquisti e donazione. Le sezioni che compongono la collezione sono i reperti in ceramica, i tessili, i tappeti e le armi. Gli esemplari più antichi sono i tessuti di epoca fatimide (X-XI secolo). Le zone geografiche di provenienza sono quanto mai varie: dall’Egitto alla Persia, dalla Siria all’Anatolia. La collezione di maioliche ispano-moresche infine, pur facendo parte delle Raccolte d’Arte Applicata, completa il quadro della produzione di arte islamica del Mediterraneo presente al Castello.
La collezione dei tappeti riunisce esemplari tra i più vari di tappeti che vengono dal mondo anatolico, con una cronologia che spazia dal XVI secolo ai primi del Novecento. Grazie alla diversità della collezione si possono documentare anche varie tecniche di tessitura: l’annodatura classica, il ricamo, la tecnica del kilim. Una grande parte della collezione dei tappeti viene da casa Boschi (oggi un museo), dove era usata per l’arredamento della dimora come dimostrano numerose foto d’epoca.
Il nucleo dei tappeti più antichi (5 esemplari qui esposti) invece, è frutto di acquisti mirati effettuati con lungimiranza dall’amministrazione comunale. Tale gruppo è presente nelle collezioni del Castello sin dagli inizi del Novecento: vennero esposti per un breve periodo in Sala della Balla. Su di essi si sono concentrati gli interventi più importati di consolidazione e recupero.
Il progetto di valorizzazione che ha interessato l’intera collezione è la prima tappa verso l’esposizione permanente, che avverrà con la prossima apertura di un museo dedicato alle Culture del Mondo presso l’area dell’ex-Ansaldo nella zona di Porta Genova.
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