Quanti volti ha il piacere enoico!
Può scaturire dall’eleganza di un vino austero e sottile...dall’incedere sussurrato...come dalla possanza di un campione dall’elevato portato in estratti.
A volte quel che seduce è la storia...secolare,avventurosa...che c’è dietro un’etichetta e chi la produce;o il contesto ambientale in cui il “nettare“ è nato..(...penso a quel nido di aquile che è il Castello di Brolio,fucìna del Chianti,al fiordo di Furore,a certi vini etnei...).
Quando si cerca l’emozione in una bottiglia le possibilità sono pressoché infinite.
E per la “reunion“ della “ Setta dei bevitori estinti “,dopo la lunga,tormentata,involuta pausa invernale,forzatamente povera di eventi,la slot-machine del desiderio ha servito una sequenza insolita.
L’altra sera,nel contesto ormai familiare del wine-bar Cairoli,l’incipit gusto-olfattivo è stato appannaggio di un gioiello della scuderia di “La Flute“:il Carte Rouge Brut di FLEURY.
Cosa dire...che non sia stato già affermato,celebrato...di queste perle di assoluto artigianato enoico,di eroica agricoltura bio-dinamica che sono gli Champagnes selezionati dall’estro e dalla sensibilità gustativa tutta floreale di Delphine Veissiere?All’impeto iniziale di un perlage furibondo fa seguito una raffinatezza sedata,un’eleganza sobria,una spiccata sapidità,la delicatezza e la soavità dei profumi.
Al solito,nitore e pulizia esemplari!
Poi,il miglior Brunello del millesimo 2003 ,a detta di Luca Maroni:La Poderina.Non inganni l’appartenenza ad un colosso vitivinicolo del calibro di SAIAGRICOLA,che potrebbe suggerire l’adozione di pratiche di produzione da vino seriale e tecnologico...senz’anima:di anima ce n’è tanta e si traduce in una grande personalità.
La bottiglia è stata acquistata al cospetto delle vigne che l’hanno generata,nel podere omonimo.Il contesto ambientale in cui è inserita la cantina,assolutamente agreste,rustico e contadino,sembra quasi una promessa di autenticità e genuinità da ritrovarsi nel vino.Come autentica,genuina,di schietta umanità è stata l’accoglienza tributataci dall’unica presenza nel raggio di centinaia di metri d’attorno:il fattore.Dinanzi a lui nessun convenevole,breve saluto,breve conciliabolo,breve contrattazione.Poi...l’intesa;una stretta di mano e via...di ritorno sulla capezzagna polverosa...con poche bottiglie al seguito,“estorte“ a fatica nonostante l’impossibilità a cederle al primo venuto.
Potenze delle affinità elettive,di una passione percepita e condivisa!
All’assaggio si è levato un coro spontaneo e unanime:Luca ha visto giusto!Ancora una volta!Nessuna guida vinicola ha tributato onori al Brunello 2003 de “La Poderina“.Eccetto Maroni...che gli ha assegnato un rotondo 90/100.
Ancora una volta ha lasciato tutti al palo!
Frutti,freschi e conciati,spezie a iosa in un tripudio di sentori da saturare i sensi,con i 14,5° alcolici perfettamente integrati,svolgenti il compito cruciale di veicolare con più forza i profumi e sostenere con più sostanza la struttura.
Ancora storditi di piacere,ci siamo rivolti all’ultimo gioiello del lotto,un classicissimo: Tokaji(basterebbe la seduzione evocata dal nome...),nella versione Aszù da 6 puttonyos di Chateau Dereszla,millesimo 2000.
Credevamo di aver già raggiunto la massima ampiezza nella declinazione del piacere.Il Brunello era stato entusiasmante.Ma...come spesso accade...il fuoriclasse,ove sia veramente tale,scompagina tutti gli schemi.Qualcosa,nel guardare l’etichetta,si poteva presagire.
96/100 nel 2004 da “Wine Spectator“...Gold Medal per “Decanter“ nel 2005 erano indizi incoraggianti.
La realtà è andata oltre.
Come definire un succo quintessenziale di zuccheri e botrite dallo spettro aromatico “enciclopedico“,dove “nuances“ agrumate si accompagnano a polposità mielose,miriadi di frutti e spezie appaiono e scompaiono ai sensi,trefoli iodati innervano un tessuto gustativo di consistenza estrema e di persistenza pressoché infinita?
Il liquido dorato ha svolto sulla lingua una patina golosa.Me la son ritrovata a casa ancora lì...a distanza di ore...ancora succulenta.Ho dovuto a malincuore con lo spazzolino rimuoverla per la consueta igiene che precede il sonno.
Epilogo malinconico per una serata da ricordare.
Rosario Tiso
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