CRISTIANI PROMOTORI DIGNITÙ DELLA DONNA

CITTA' DEL VATICANO. Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il 9 Feb in Vaticano i partecipanti al Convegno Internazionale “Donna e uomo, l’humanum nella sua interezza”, promosso dal Pontificio Consiglio per i Laici in occasione del ventesimo anniversario della pubblicazione della Lettera apostolica di Giovanni Paolo II, “Mulieris dignitatem”.

“Il rapporto uomo-donna nella rispettiva specificità , reciprocità e complementarità costituisce senz’altro un punto centrale della ’questione antropologica’, così decisiva nella cultura contemporanea”, ha detto il Papa ricordando i numerosi documenti che la Chiesa ha dedicato al tema, dalla “Mulieris dignitatem” alla “Lettera alle donne” di Giovanni Paolo II (1995), alla “Lettera ai Vescovi della Chiesa cattolica sulla collaborazione dell’uomo e della donna nella Chiesa e nel mondo”, della Congregazione per la Dottrina della Fede.
“Nella ’Mulieris dignitatem’, Giovanni Paolo II ha voluto approfondire le verità antropologiche fondamentali dell’uomo e della donna, l’uguaglianza in dignità e l’unità dei due, la radicata e profonda diversità tra il maschile e il femminile e la loro vocazione alla reciprocità e alla complementarità , alla collaborazione e alla comunione. Questa unità -duale dell’uomo e della donna si basa sul fondamento della dignità di ogni persona, creata a immagine e somiglianza di Dio, il quale ’maschio e femmina li creò’, evitando tanto una uniformità indistinta e una uguaglianza appiattita e impoverente quanto una differenza abissale e conflittuale”.

“Quando, pertanto, l’uomo o la donna pretendono di essere autonomi e totalmente auto-sufficienti, rischiano di restare rinchiusi in un’auto-realizzazione che considera come conquista di libertà il superamento di ogni vincolo naturale, sociale o religioso, ma che di fatto li riduce a una solitudine opprimente”.

Il Santo Padre ha insistito sulla necessità di una “rinnovata ricerca antropologica che, sulla base della grande tradizione cristiana, incorpori i nuovi progressi della scienza e il dato delle odierne sensibilità culturali, contribuendo in tal modo ad approfondire non solo l’identità femminile ma anche quella maschile, essa pure oggetto non raramente di riflessioni parziali e ideologiche”.

Ricordando l’apertura dei lavori della V Conferenza Generale dell’Episcopato Latino Americano e dei Carabi (2007), il Santo Padre ha affermato come “persista ancora una mentalità maschilista, che ignora la novità del cristianesimo, il quale riconosce e proclama l’uguale dignità e responsabilità della donna rispetto all’uomo”.

“Ci sono luoghi e culture dove la donna viene discriminata o sottovalutata per il solo fatto di essere donna, dove si fa ricorso persino ad argomenti religiosi e a pressioni familiari, sociali e culturali per sostenere la disparità dei sessi, dove si consumano atti di violenza nei confronti della donna rendendola oggetto di maltrattamenti e di sfruttamento nella pubblicità e nell’industria del consumo e del divertimento”.

“Dinanzi a fenomeni così gravi e persistenti” - ha proseguito il Pontefice - “ancor più urgente appare l’impegno dei cristiani perché diventino dovunque promotori di una cultura che riconosce alla donna, nel diritto e nella realtà dei fatti, la dignità che le compete”.

“Dio affida alla donna e all’uomo, secondo le proprie peculiarità , una specifica vocazione e missione nella Chiesa e nel mondo. Penso qui alla famiglia” - ha affermato il Santo Padre - “comunità di amore aperto alla vita, cellula fondamentale della società . In essa la donna e l’uomo, grazie al dono della maternità e della paternità , svolgono insieme un ruolo insostituibile nei confronti della vita”.

“Sin dal loro concepimento i figli hanno il diritto di poter contare sul padre e sulla madre che si prendano cura di loro e li accompagnino nella loro crescita. Lo Stato, da parte sua, deve appoggiare con adeguate politiche sociali tutto ciò che promuove la stabilità e l’unità del matrimonio, la dignità e la responsabilità dei coniugi, il loro diritto e compito insostituibile di educatori degli figli”.
Il Santo Padre ha concluso il suo discorso invocando “la materna intercessione di Maria, perché aiuti le donne del nostro tempo a realizzare la loro vocazione e la loro missione nella comunità ecclesiale e civile”.
AC/DONNA/.../CON-L