Rom, giudici; Sentenza politica, discriminati i milanesi, non i rom

De Corato: “Sentenza politica, discriminati i milanesi, non i rom. Si’ a ricorso a tribunale collegiale ma tocca a prefetto decidere”. Fa pensare che pezzo dello Stato bocci altro pezzo dello Stato

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Milano: “Qui i discriminati sono i milanesi e non i rom. E deve far pensare che un pezzo dello Stato, la magistratura, bocci un altro pezzo dello Stato, rappresentato dal ministro dell’Interno, dal Prefetto e dal sindaco. Va pur detto che la decisione del Tribunale è stata presa con caratteri di urgenza e che la trattazione nel merito è già fissata per il 6 aprile. Dunque è solo il primo tempo. Personalmente farei ricorso per una rivalutazione della sentenza in composizione collegiale, anzichè per opera sempre di un giudice monocratico. Ma la decisione spetta al prefetto, che è commissario per l’emergenza nomadi”.

Lo afferma il vice Sindaco di Milano Riccardo De Corato dopo che il Tribunale civile di Milano ha accolto il ricorso presentato da 10 rom di via Triboniano contro la mancata assegnazione di 25 case popolari.

“E’ una sentenza, spiace a dirlo, " spiega De Corato " che suona un po’ politica. E lascia spazio al ricorso. Perchè non c’è alcun atto firmato dove c’è scritto che delle case vadano ai rom. C’è una delibera di Giunta regionale che esclude 25 abitazioni Aler dalla disciplina Erp per situazioni di fragilità sociale. Seguita da contratti di locazione tra Aler e Casa della Carità e altre associazioni. Nel piano nomadi approvato dalla Prefettura si prevedono percorsi di accompagnamento all’ autonomia abitativa. E nelle schede abitative firmate dai rom si fa riferimento solo a un contributo dato dal Comune per l’affitto calmierato. Il giudice ha contestato il carattere discriminatorio non a in base quanto scritto nero su bianco ma a dichiarazioni effettuate a mezzo stampa”.

“Non vorrei -sottolinea De Corato " che questo continuo trattamento coi guanti bianchi in punta di cavillo di chi finora ha sostanzialmente beneficiato degli aiuti comunali, e dunque a spese della collettività , possa a un certo punto provocare un senso di frustrazione tra la gente comune. Che si possa sentire meno privilegiata dei nomadi”

Riccardo De Corato - Vice Sindaco