Unioni civili: il Movimento Lgbti dice no al voto di fiducia e fa appello ad accordo politico PD/M5S/Sel

Le associazioni incontrano M5S e SEL

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Sul tema voto di fiducia il movimento lgbti italiano ribadisce il proprio dissenso, difendendo la linea parlamentare della legge sulle unioni civili. Le Associazioni lgbt hanno pertanto chiesto un incontro con il direttorio M5S che potrebbe avvenire già nella mattinata di domani. Anche SEL si è resa disponibile ad incontrare nelle prossime ore le Associazioni.

Accordo di governo con mediazioni al ribasso e fiducia equivalgono a svuotamento della legge e quindi diciamo chiaramente no! Chiediamo alle forze politiche di mantenere gli impegni presi con gli elettori e con le persone LGBTI e di trovare le strade regolamentari per farlo.

Se necessario tornare al voto degli emendamenti in aula del Senato subito! Qui le forze politiche ed i singoli senatori e senatrici si assumeranno la propria responsabilità. Non servono i proclami e giocare ad un ignobile scaricabarile; ognuno lavori per il risultato senza alibi. Avremo buona memoria. Facciamo appello perché Pd M5S e Sel si incontrino nelle prossime ore per trovare un accordo politico che escluda il voto di fiducia.

L’attuale legge è già una MEDIAZIONE e non sono accettabili altre mediazioni al ribasso, a partire dalla cancellazione della stepchild adoption, per questo saremo davanti al senato dal 24 febbraio alla ripresa dei lavori d’aula e confermiamo la manifestazione del 5 marzo a Roma invitando tutte le persone che hanno a cuore i diritti umani a partecipare e la società civile a mobilitarsi in queste ore.

21 Feb: Unioni civili, associazioni lgbt a colloquio con Renzi: "Stepchild adoption è il cuore della legge. Stralcio inaccettabile"

Una delegazione del movimento Lgbti, in occasione dell’assemblea del PD, ha incontrato oggi il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ringraziamo per averci ascoltato. Durante l’incontro Renzi ha ribadito le due opzioni espresse nel suo intervento, relativamente alla possibilità di procedere con un voto d’Aula o con un’intesa di governo. Quest’ultimo punto ci preoccupa molto in quanto alcune forze politiche di governo non hanno mai espresso posizioni favorevoli al ddl nella sua interezza, anzi si sono sempre poste in maniera ostruzionistica e denigratoria nei confronti delle persone omosessuali e delle loro famiglie. Le associazioni compatte hanno fortemente ribadito la posizione netta rispetto alla necessità di portare a casa il ddl Cirinnà così com’è. La stepchild adoption non è da considerarsi uno dei punti della legge ma è il cuore della stessa, pertanto ogni soluzione al ribasso è da considerarsi inaccettabile. Le associazioni Lgbti continueranno a seguire con attenzione i lavori parlamentari con presidio al Senato a partire da mercoledì 24. Speriamo che la manifestazione del 5 marzo veda una piazza in festa e non una piazza di protesta. - See more at: http://www.arcigay.it/comunicati/unioni-civili-ass...#sthash.bJSbzYX8.dpuf