Donne in sanità 2009: molte in corsia, poche nelle stanze dei bottoni

Roma: Il Consiglio dei Ministri d'Europa il 30 gennaio 2008 ha formulato una raccomandazione agli Stati membri nella quale ha sottolineato che “l’obiettivo per produrre uguaglianza, equità e rispetto dei diritti umani per la dignità dell’individuo nell’ambito della salute richiede che gli effetti delle differenze di genere e le loro conseguenze siano prese in considerazione nella pianificazione delle politiche sanitarie, nelle prestazioni sanitarie e nei processi derivanti“.
È in quest'ottica che il Ministero ha deciso di avviare un'ampia riflessione sulla femminilizzazione della sanità, sulle problematiche ad essa correlate, sulle proiezioni future del Servizio sanitario nazionale.

Il 1° Forum del Ministero “La voce alle donne della sanità“
Il Ministero ha voluto dare voce alle donne che lavorano nel Servizio sanitario nazionale in un apposito Forum, ed è la prima volta che accade, “La voce alle donne della sanità“ attivo a partire da oggi fino al 10 aprile prossimo su www.ministerosalute.it.
Il Forum è un luogo di discussione dove le donne della sanità possono portare le proprie esperienze e proposte e stabilire un filo diretto con il Ministero.

Donne in sanità: i dati indicano una difficoltà diffusa ad accedere ai ruoli apicali
Il punto di partenza della riflessione del Ministero sono i dati sulla dirigenza del SSN che fotografano una situazione con molte donne in corsia e poche nelle stanze dei bottoni.
È una tendenza cronica a giudicare dai dati del Conto annuale della Ragioneria dello Stato relativi agli anni 2005-2007 e dell’Ufficio di statistica del Ministero del lavoro, della salute e delle Politiche sociali – Settore Salute.
Le sproporzioni più rilevanti riguardano in generale proprio l’accesso alla professione medica e specificatamente i vertici dei ruoli sanitari.

Nel Servizio Sanitario Nazionale infatti la presenza femminile è la maggioranza, intorno al 60 per cento circa, ma nella distribuzione dei ruoli le donne costituiscono, in base ai dati del 2007, il 33 per cento dei medici (erano il 30 per cento nel 2005) che lavorano nel SSN mentre superano il 73 per cento del personale infermieristico.

A fronte quindi di un medico donna ogni tre, soltanto una donna su dieci occupa un posto di dirigente medico di struttura complessa, cioè l’ex primario. Nel 2007 infatti su un totale di 9638 “primari“ le donne sono 1184 con una percentuale sostanzialmente stabile nel corso del triennio 2005-2007 pari circa all’11-12 per cento. E la stessa proporzione di circa uno a dieci si rileva nell’ambito dei manager delle aziende sanitarie dove nel 2007 i direttori generali sono complessivamente 941 di cui 132 donne, cioè il 14 per cento (erano 133 nel 2006 e 113 nel 2005).

Va meglio nelle posizioni dirigenziali intermedie, per esempio nel 2007 i camici rosa a capo di strutture semplici sono quasi 4900 su un totale di oltre 18mila dirigenti, e sono la metà circa del totale dei dirigenti medici con incarichi professionali diversi dalla direzione di un dipartimento o di un reparto, circa 30mila su più di 76 mila dirigenti.

La parità dei sessi si registra nella dirigenza sanitaria non medica (per esempio farmacisti, biologici, chimici, psicologi, ingegni, dirigenti amministrativi) dove il rapporto uomo-donna è in pratica uno a uno (11 mila donne su un totale di più di 20 mila dirigenti).

I dati sembrano confermare come in un contesto sociale in cui si danno per acquisiti elementi fondamentali quali le pari opportunità, sia ancora in atto un processo di differenziazione e gerarchizzazione in grado di attribuire alle differenze biologiche una capacità di strutturazione sociale, soprattutto in campo medico.

A fronte di un processo che ormai sembra irreversibile di “femminilizzazione del SSN“ e la futura inversione delle proporzioni, appare opportuno intraprendere una serie di misure organizzative e culturali volte a facilitare e valorizzare il ruolo della donna medico nel SSN.

Al via Indagine conoscitiva sulle donne in sanità
Il Ministero per una migliore comprensione del fenomeno relativo alla femminilizzazione del Ssn avvierà una Indagine conoscitiva con i seguenti obiettivi:

  • analisi dei dati esistenti e comprensione dei trend
  • studio delle principali cause che determinano le differenze di accesso delle donne ai ruoli apicali del Ssn nonché ad alcune discipline mediche quali ad esempio neurochirurgia, cardiochirurgia, urologia, etc
  • studio delle dinamiche, anche psicologiche e socio-culturali, che possono incidere negativamente sul rapporto medico donna –paziente
  • studio dei modelli organizzativi delle strutture del Ssn in riferimento alle esigenze delle donne che vi lavorano.

l’Indagine sarà coordinata da un'apposita Commissione del Ministero che sulla base dei risultati acquisiti avanzerà proposte per un'azione di Governo efficace.

A giugno la I Conferenza nazionale “Ssn: un sistema sempre più al femminile“
I risultati dell’Indagine conoscitiva sulle donne in sanità e le proposte avanzate dalla Commissione del Ministero saranno presentati in occasione della I Conferenza nazionale “Ssn: un sistema sempre più al femminile“ che si terrà prima dell’estate a Roma.
La Conferenza sarà aperta a rappresentanti di istituzioni, sindacati, associazioni e federazioni delle professioni sanitarie, ordini professionali, Università, Regioni, Asl, Commissioni parlamentari, Comitati Pari opportunità della sanità.

ministerosalute.it - 11 marzo 2009