Chiedete a uno studente universitario medio dove intende andare in vacanza e molto probabilmente la risposta sarà una combinazione delle parole "spiaggia", "ballare" e "festa". Ma un centinaio di studenti giapponesi hanno deciso di fare una pausa nei propri studi in un altro modo: sono andati in India a scaricare blocchi di cemento e scavare fondamenta per il progetto di alloggi gratuiti di Amma in soccorso delle vittime dello tsunami.
Gli studenti fanno parte dell’IVUSA (International Volunteer University Student Association - Associazione Studentesca Universitaria di Volontariato Internazionale), la quale ha stabilito un rapporto con l’Ashram di Amma in base al quale quasi ogni anno a partire dal 1998 alcuni dei suoi membri arrivano in India per partecipare al programma di alloggio gratuito Amrita Kuteeram - dando una mano in luoghi diversi, dal Kerala al Gujarat. (news)
Dato che lo tsunami ha devastato migliaia di case in tutta l’India meridionale, quest'anno gli studenti hanno stabilito il proprio campo nel distretto Ernakulam del Kerala, concentrandosi sul villaggio di Edavanakkad, dove l’Ashram sta costruendo oltre 50 abitazioni.
"Hanno lavorato molto duramente," afferma Vivek, ashramita giapponese che ormai da molti anni aiuta a coordinare gli studenti dell’IVUSA. "Si divertono, ma trovano il proprio divertimento nel lavoro. Sono davvero entusiasti. Iniziano a lavorare intorno alle 8:00 del mattino e smettono solo al tramonto. Dopodichè, cantano dei bhajan. Una volta è venuto anche Swami Purnamritananda e ha suonato il suo flauto. Per loro è stata una meditazione con il flauto."
"Il loro atteggiamento è estremamente in sintonia con ciò che Amma ci insegna essere il lavoro in relazoione alla volontà di trascendere le comodità fisiche," dichiara Gautam, un ashramita proveniente dagli Stati Uniti, anch'egli coinvolto nel coordinamento del progetto. "Uno degli appezzamenti era un vero e proprio pantano fangoso. Io gli ho detto che dovevamo ripulirlo, e loro ci sono saltati dentro trascorrendo quasi tre giorni interi a sparare fuori tutta la fanghiglia. Alla fine sembravano fatti di fango."
Altri lavori a cui hanno partecipato gli studenti comprendono lo scaricamento di una trentina di camion carichi di blocchi di cemento, lo scavo di fondamenta per 18 abitazioni e compiti generici di pulizia del terreno.
Sebbene gli studenti abbiano compiuto ciò che la maggior parte dei giovani considererebbe "un enorme sacrificio" - pagare per volare in un altro paese, dove lavorare gratuitamente durante le vacanze - gli studenti dell’IVUSA sentono di aver ricevuto più di quanto abbiano dato.
"Quando vengo qui, vedo che anche gli occhi dei poveri brillano così luminosi," dice Hayato Eto, un giovane studente di Tokio alla sua terza esperienza di partecipazione nel progetto dell’Ashram. "Continuò a chiedermi il perché. Credo che sia perché sono ricchi nel cuore. Anch'io ho imparato ad adattarmi moltissimo. I lavori edili in Giappone sono molto diversi: tutto viene fatto con le macchine. Qui invece trasportiamo tutti i mattoni a mano. Impari davvero ad adattarti."
Ogni giorno gli studenti venivano trasportati dal luogo in cui si erano sistemati al cantiere di costruzione. Dato che l’ultimo chilometro di strada era troppo stretto per i pullman, dovevano scendere e andare a piedi, e ogni giorno gli abitanti del villaggio uscivano a salutarli mentre passavano. "Era davvero molto bello," dichiara Gautam. "l’ultimo giorno è stato come una processione. Dicevano 'Om Namah Shivaya' a tutti, e tutti rispondevano loro allo stesso modo, anche le famiglie musulmane. È stata la dimostrazione dell’insegnamento di Amma secondo cui l’amore è la lingua universale."
Prima di ritornare in Giappone, gli studenti hanno fatto un breve viaggio ad Amritapuri per ricevere il darshan di Amma. La maggior parte delle persone incontra Amma e dopo trae ispirazione dal Suo esempio per iniziare a servire il mondo. Per questi studenti è stato l’opposto.
"Il darshan è stato così caldo," dice Akina Tomimatsu, una ragazza di vent'anni di Tokio. "Era un genere d'amore che non avevo mai provato prima. Tutte le persone che ho incontrato qui avevano questo calore nel cuore. Quando tornerò in Giappone, è questo che voglio cercare di portare con me: trattare tutti con gentilezza e amore."
”€ Tulasi
Amma-Italia
www.amma-italia.it
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