l'abitazione, l'ospedale o la piscina sono il nostro rifugio sicuro, facciamo in modo che l'acqua non rovini tutto.
Un killer per l'uomo caramente pagato dalla società
Costo umano
La letalità della Legionellosi è maggiore per le infezioni ospedaliere o in case di riposo che per quelle comunitarie. Le morti totali sono nell'ordine del 10-15%. Le morti in Ospedale sono tra il 30 e 50%. In pazienti in condizioni cliniche scadenti o trattati tardivamente può arrivare all'80%. Quindi si possono indicare in 1000/1200 i morti da legionella annui in Italia nelle sole strutture comunitarie.
Costo sociale
Per tutte le patologie delle quali è portatrice anche senza morte, la Legionella è causa di ricoveri impropri stimati con un costo annuo di 200 ml. Euro.
Proposta
In letteratura sono stati proposti diversi metodi per debellare la Legionella, mai risolutivi, pertanto pensiamo è importante prendere in considerazione il sistema con ozono, sull'efficacia del quale come antivirale - antibatterico vi è un'amplissima documentazione scientifica.
Multiossigen ha ora studiato e messo a punto un sistema brevettato particolarmente adatto a prevenire e/o radicare la legionella dalle acque ospedaliere.
Prof. Marianno Franzini - Docente di Ossigeno Ozono Università Degli Studi di Pavia
POLMONITE DA LEGIONELLA PNEUMOPHIEA
Legionella pneumophila produce diverse esotossine ed un'endotossina che sembrano coinvolte nella patogenesi dell'infezione come pure nelle manifestazioni extra polmonari che caratterizzano questa forma di polmonite. Sono state isolate alcune di queste tossine che inibiscono le funzioni fagocitarie, ed in particolare una fosfolipasi che inibisce il metabolismo ossidativo ed il killing intralcucocitario, come pure un inibitore della chemotassi.
Legionella pneamophila è un patogeno a localizzazione intracellulare: le cellule chiave nella difesa contro questo microrganismo sono i monociti ed i macrofagi alveolari.
Negli ultimi anni si è potuto stabilire che è causa di epidemie non solo in comunità ma anche in ambiente nosocomiale. Si calcola che Legionella pneamophila e le altre specie di legionelle siano responsabili di infezioni respiratorie in diversa proporzione: per l'85% circa la prima e per il 10-20% le seconde.
Spesso è sottostimata la reale incidenza delle polmoniti nosocomiali da L. pneumophila, che si calcola essere compresa fra l'1 ed il 30% circa, mentre l'incidenza delle polmoniti da L. pneumophila in comunità è compresa fra il 2 ed il 14% circa. Le altre specie dilegionelle causano infezioni respiratorie soprattutto nel paziente immunocompromesso. Recentemente si è aggiunta un'altra nuova specie alle 28 già note, vale a dire la L. tucsonensis, che è stata isolata per la prima volta dal liquido pleurico di un paziente trapiantato.
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Prendendo in considerazione la polmonite da L. pneumophila, il quadro clinico può essere molto vario: infatti, dopo un periodo che va da 2 a 10 giorni la maggior parte dei pazienti sviluppano polmonite, oppure l'infezione può avere svariate manifestazioni, alcune delle quali decorrono pressochè asintomatiche. l'esordio della polmonite è graduale, brusco nell'immunodepresso; i primi sintomi sono rappresentati da malessere, letargia, cefalea, confusione mentale, mialgie ed anoressia. La tosse non è produttiva nella maggior parte dei casi; nel 25% dei pazienti invece l'espettorato può risultare purulento o ematico. Sono presenti in genere diarrea, nausea e vomito. La febbre è elevata, spesso con brivido, nel 60% dei pazienti vi è bradicardia relativa. l'obiettività toracica è quella classica, di un addensamento flogistico. Fra i sintomi extrapolmonari, presenti in molti pazienti, possono esservi anomalie neurologiche, cefalea, letargia, pericardite, miocardite, insufficienza renale.
Le forme di polmonite causate da altre specie di Legionella non sono distinguibili clinicamente da quella da L. pneumophila, con l'eccezione della polmonite da L. micdadeie L. bozemanii: la febbre è meno elevata; vengono colpiti quasi esclusivamente soggetti immunodepressi.
l'aspetto radiografico è caratterizzato da un addensamento lobare, o segmentario, nodulare o sfumato, ed in genere è presente versamento pleurico.
Nella polmonite da L. micdadei vi sono infiltrati nodulari che ricordano il quadro causato dalla localizzazione polmonare di emboli settici.
La diagnosi di polmonite da Legionella si basa sull'isolamento dei microrganismi, sulla messa in evidenza del germe o dei suoi antigeni solubili nei liquidi organici, sull'impiego di sonde genetiche, o su indagini sierologiche (tab.11x).
La specificità delle indagini sierologiche è attorno al 90%: è necessario dimostrare la sieroconversione (un aumento di 4 volte del titolo anticorpale) che si verifica da 4 a 6 o 8 settimane dopo l'esordio della malattia.
l'immunofluorescenza diretta è il metodo più rapido attualmente per far diagnosi di polmonite da Legionella: può essere eseguita sull'espettorato, sull'aspirato transtracheale, su biopsia polmonare. l'isolamento della Legionella da campioni patologici deve essere effettuato utilizzando terreni particolari.
La terapia della polmonite da L. pneumophila si avvale dell'impiego di eritromicina, eventualmente associata a rifampicina nei casi più gravi. Anche i fluorochinoloni che sono in grado di penetrare e raggiungere concentrazioni terapeutiche all'interno dei fagociti, si sono rivelati attivi in vitro nei confronti di questa specie e sembrano essere molto promettenti per questo tipo di impiego.
Legionella
Occorre rispettare alcune condizioni per evitare lo sviluppo dei batteri (Legionella) che sono all'origine della Malattia del Legionario, un tipo di polmonite ,così denominato in seguito ad una grande epidemia che si è manifestata nel 1976 a Filadelfia tra i partecipanti ad un convegno della legione americana.
Per impedire la proliferazione dei batteri, la prima condizione da rispettare è lo stoccaggio dell'acqua calda ad una temperatura almeno pari a 60°C . Occorre inoltre assicurarsi che, tutta l'acqua sia riscaldata in modo da non lasciare zone fredde o tiepide.
Ecco le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS):
"l'acqua calda deve essere stoccata ad una temperatura superiore a 60°C e distribuita almeno a 50°C. Tuttavia per certe categorie di utilizzatori, può essere necessario ridurre le temperature dell'acqua calda al rubinetto di spillamento a circa 40/45°C. Ciò deve essere realizzato attraverso rubinetti miscelatori termostatici locali per evitare che l'acqua sia mantenuta, anche solo per breve tempo, a temperature che favoriscono la crescita della Legionella Pneumofila."
Quale tipo di apparecchio occorre dunque scegliere?
Lo scambiatore accumulatore, altrimenti detto bollitore, deve in primo luogo poter resistere ad uno stoccaggio dell'acqua calda ad una temperatura minima di 60°C.
Molti studi tecnici impongono, ancora oggi, di stoccare l'acqua a temperature inferiori.. È nostro dovere, in quanto specialisti dell'acqua calda sanitaria, fare in modo che essi non prescrivano una temperatura di stoccaggio inferiore a 60°C.
Inoltre, occorre che tutto il volume di stoccaggio dell'accumulo sia portato a queste temperature minimali. Nell'illustrazione è possibile constatare che i classici bollitori a serpentino ed i classici bollitori ad intercapedine non sono idonei. Infatti, la circolazione naturale dell'acqua all'interno dell'accumulatore fa in modo che l'acqua calda essendo più leggera si diriga verso la parte superiore del bollitore, mentre l'acqua fredda , più pesante, resta nel fondo. È dunque importante che anche quest'acqua sia riscaldata.
Certi costruttori hanno modificato i loro apparecchi in modo da eliminare queste zone fredde.
Il "Tank in Tank", "Delta" e "Heat Master" superano questo problema dal momento che il volume del sanitario è interamente riscaldato dal fluido primario.
CASI RECENTI
(24 AGOSTO 2002, ORE 15:40)
Legionella, altri 4 casi in Gran Bretagna
Un nuovo focolaio del morbo è stato scoperto a Sandwell. Finora sono morte 4 persone, i casi confermati sono 131.
LONDRA - Un nuovo focolaio di legionella allarma la Gran Bretagna. A Sandwell, nel West Midlands, quattro donne sono state colpite dal morbo che ha già ucciso quatttro persone in Cumbria, a Barrow-in-Furness.
Finora i casi confermati in Cumbria sono 131, e quaranta persone sono al mopmento ricoverate in ospedale.
Il morbo del legionario, che può provocare una polmonite "mortale,- è comparso nel 1976 tra i partecipanti a un convegno a Filadelfia dell'American Legion, da cui ha anche preso il nome. In quell'occasione le vittime furono 26.
22 Agosto 2002 - 12:46
SANITA': LEGIONELLA; MELFI (CCD), INTERVENGA MAGISTRATURA
(ANSA) - POTENZA, 22 AGO - Il Presidente del gruppo Ccd al consiglio regionale della Basilicata, Antonio Melfi, ha chiesto alla Procura della Repubblica di Matera di accertare eventuali responsabilita' penali per i casi di legionella verificatisi nel nuovo ospedale di Matera. "Ci si augura - ha detto Melfi - che la Procura possa accertare che i servizi, come quello di climatizzazione, siano stati realizzati nel rispetto di tutte le procedure". (ANSA).
21 Agosto 2002 - 17:14
SANITA': LEGIONELLA, TRE CASI IN OSPEDALE MATERA
(ANSA) - MATERA, 21 AGO - Tre casi di legionella sono stati accertati nell' ospedale "Madonna delle Grazie" di Matera. Secondo quanto riferito dalla direzione sanitaria, "la situazione è sotto controllo e non vi sono problemi nè per i degenti nè per gli utenti degli ambulatori". Nell' ospedale è stata avviata la bonifica degli impianti, mentre il comitato per le infezioni ospedaliere sta analizzando tutti i casi di polmonite verificatisi dalla seconda meta' del mese di luglio ad oggi, periodo nel quale si ritiene siano insorti i tre casi accertati. Inoltre, è stato attivato il monitoraggio permanente ambientale. La legionella è una malattia infettiva causata da un batterio che si annida negli ambienti caldo-umidi di tubature e dei sistemi di condizionamento di grandi edifici. (ANSA).
PADOVA, UN MORTO PER LEGIONELLA
PADOVA, 20 NOVEMBRE 1999- è stato ucciso dalla legionella, ma quella del trapiantato deceduto all'ospedale di Padova ieri è un caso isolato, secondo la direzione sanitaria. La persona deceduta - come riportano alcuni quotidiani locali - aveva subito un trapianto cardiaco e quindi era esposta alle infezioni, come quella risultata fatale, che potrebbe aver contratto ovunque. Un evento del tutto casuale quindi per l'ospedale patavino che non ha precedenti al suo interno e che permette di escludere, sempre secondo la direzione, che ci sia stata o ci siano epidemie in corso. Il paziente, un uomo di 60 anni trapiantato di cuore a luglio scorso, aveva manifestato i sintomi di una polmonite da legionella in ottobre. l'infezione avrebbe trovato facile presa per le condizioni di immunodepressione susseguenti all'intervento subito e che è stata fatale per il sessantenne. «Nessuno potrà mai dire dove l'uomo abbia preso la legionella - dice Adriano Cestrone, direttore sanitario dell'ospedale di Padova - che è presente nell'acqua ed è facile far giungere ai polmoni per aspirazione usando condizionatori d'aria, a cominciare da quelli dell'auto, ma anche semplicemente facendo una doccia».
«La legionella - aggiunge - colpisce solo chi è debole, come un trapiantato, e per questo gli ospedali seguono una profilassi che la Regione Veneto ha individuato con passaggi rigorosi, per evitare che avvengano questa o altre infezioni».
fonti:
http://www.chirurgiatoracica.org
http://www.farmacia.it
http://www.ilnuovo.it
http://www.ossigenoozono.it
http://www.acv-world.com
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