SANT’AGOSTINO - da peccatore a Santo

IN ONDA IN PRIMA SERATA SU RAIUNO, DOMENICA 31 E LUNEDI’ 1 FEBBRAIO

Roma: Sullo sfondo della caduta dell’Impero Romano, la vita di uno dei più grandi protagonisti della Cristianità. Alessandro Preziosi interpreta Agostino di Ippona, Padre, Dottore e Santo della chiesa cattolica nel film in onda in prima serata su Raiuno, domenica 31 e lunedì 1 febbraio. Monica Guerritore è la madre di Agostino. Il Vescovo Ambrogio è interpretato da Andrea Giordana. Firma la regia Christian Duguay. La travagliata vita di Sant’Agostino, uno dei più grandi personaggi della storia del Cristianesimo, raccontata in un film in due puntate, in onda in prima serata su Raiuno il 31 gennaio e il 1 febbraio.
Una grande produzione internazionale, cooprodotta da RaiFiction, LuxVide, Eos Entertainment, Rai Trade e Grupa Filmowa Baltmedia, per la regia di Christian Duguay, con la sceneggiatura di Francesco Arlanch. Ad Alessandro Preziosi il compito di interpretare i complessi anni della maturità del Santo. Nei panni del giovane di Tagaste, invece, Matteo Urzia mentre Franco Nero è Agostino durante gli anni della vecchiaia. Monica Guerritore è la madre Monica, una figura portante così come quella di Ambrogio, il Vescovo cattolico interpretato da Andrea Giordana. Nel cast italiano, inoltre, Cesare Bocci, Cosimo Fusco, Sonia Aquino, Vincenzo Alfieri e Francesca Cavallin. Nato nel 354 in un piccolo paesino agricolo nell’entroterra nordafricano, nell’attuale Algeria, e morto a Ippona nel 430, Sant’Agostino ha vissuto una delle epoche di più profonda crisi e di più radicale cambiamento che la storia ricordi: la caduta dell’Impero Romano. Ambizioso e a volte spregiudicato Agostino intreccia la sua vita con i fasti e le miserie del suo tempo fino all’incontro con Dio. La sua esistenza cambia ancora una volta. Agostino si mette al servizio di Dio e della pace in un mondo assediato dalle barbarie. Il pensiero di Sant’Agostino, filosofo, teologo, mistico, scrittore, oratore, è riuscito a superare le barriere del tempo conservando una incredibile e straordinaria attualità L’immagine del film è nata dallo studio approfondito dei mosaici delle chiese di Ravenna da parte del regista Duguay e del costumista Stefano De Nardis (Gangs of New York, Coco Chanel).
Tra figurazioni ed attori sono stati utilizzati circa 3.000 costumi, un terzo dei quali realizzati appositamente per la miniserie. Per i vestiti di corte tutti i tessuti sono stati fatti venire dall’India, mentre quelli dei barbari sono stati cuciti con 200 pellicce provenienti direttamente dagli Stati Uniti. I mantelli indossati dalla famiglia imperiale nella scena del discorso celebrativo di Agostino sono stati realizzati utilizzando antichi abiti nuziali afghani dell’800, completamente ricamati con fili metallici d’oro. Tutti i gioielli dei personaggi principali (l’anello di Ambrogio, le collane ed i gioielli della corte) sono stati disegnati e realizzati da artigiani marocchini, utilizzando pietre indiane.
Le pesanti acconciature di gioielli dell’Imperatrice, direttamente ispirate dai mosaici di Ravenna, avevano così tante pietre da dover essere tolte e rimontate ad ogni ciak, per non causare mal di testa all’attrice Francesca Cavallin. Monica Guerritore ha partecipato direttamente alla creazione di tutti i suoi costumi, fino all’abito finale della scena di Ostia, che doveva apparire come fatto di sola luce. Quattro i set principali realizzati dallo scenografo Carmelo Agate per ricostruire Ippona, Milano, Cartagine e Tagaste. Ognuno è stato realizzato secondo una gamma cromatica differente, come da precise indicazione di regia. Gli esterni della Basilica della Pace ed il Tempio dei Donatisti sono stati girati nell’antico monastero (ribat) di Hammamet. Nel ribat della città di Monastir sono state girate le scene ambientate a Cartagine. Gli altri set - Basilica di Ambrogio, Biblioteca di Agostino, Sala del Trono - sono stati invece ricostruiti negli Empire Studios di proprietà della Lux Vide in Tunisia. Per la sola biblioteca sono stati realizzati più di 1.500 fra libri e codici miniati e istoriati, strumenti per calligrafi, scrivanie, banchi e sedute, come da originali documentati. Sono stati inoltre realizzati circa 1.000 Mq2 di mosaici ed affreschi. LA STORIA PRIMA PUNTATA Ippona (Africa settentrionale), 430 d. C. Da mesi la città, provincia romana dai tempi di Cesare, è assediata dai Vandali guidati da re Genserico. Agostino - Vescovo di Ippona - ha la possibilità di fuggire a bordo di una nave inviata appositamente per lui dal Papa ma, nonostante le pressioni della nipote Lucilla, decide di restare accanto ai propri concittadini. Esorta il Consiglio della città a cercare una mediazione con gli assedianti, ma il tribuno imperiale Valerio si dimostra suo fiero oppositore: Roma non si piegherà mai dinanzi ai barbari. Al fianco di Valerio c’è anche il giovane centurione Fabio, anch’egli ostile ad Agostino ma innamorato di Lucilla. Agostino, dilaniato dall’esortazione del Papa a mettere in salvo se stesso e i propri scritti, ripensa al proprio passato. E i suoi ricordi ci riportano a? ?Tagaste, piccolo paesino agricolo nell’entroterra nordafricano. Agostino è un adolescente turbolento, indocile alle premure di sua madre Monica, che cerca inutilmente di trasmettere al figlio la propria fede cristiana. Più di ogni cosa, il giovane desidera diventare un grande avvocato, per primeggiare nei Tribunali dell’Impero. Per questo decide di recarsi a Cartagine e mettersi alla scuola di un vero principe del Foro, Macrobio. Nella grande città, Agostino vive ospite di un ricchissimo coetaneo, Valerio, che gli mette a disposizione una bellissima schiava, Khalida’. Gli anni passano e Agostino sembra realizzare i suoi sogni: diventa un grande oratore e ha a sua disposizione tutti i piaceri e i lussi che Cartagine può offrirgli. Ma tutto sembra crollargli addosso quando un imputato che lui aveva fatto scagionare pur sapendolo colpevole si macchia nuovamente di un terribile omicidio. In Agostino si apre così una profonda crisi di coscienza, che lo spinge a tornare da sua madre Monica assieme a Khalida’, l’unica donna che davvero ama. Con Monica affiorano vecchi e nuovi attriti che si placano con la nascita di suo figlio Adeodato. Agostino sembra aver dimenticato il suo passato e vive una vita da semplice insegnante di provincia insieme alla sua famiglia, finchè Valerio viene a cercarlo e riaccende le sue ambizioni: lo ha proposto come oratore alla corte imperiale di Milano per contrastare il potere del vescovo cattolico Ambrogio, inviso all’Imperatrice Giustina, di fede ariana. Trasferitosi a Milano, Agostino conquista immediatamente la corte. Ma la sfida con Ambrogio si rivela più difficile del previsto. SECONDA PUNTATA A Milano Khalidà comprende di essere di peso per la carriera di Agostino e decide di allontanarsi da lui e dall’amato figlio. La straziante separazione da Khalida’, il rapporto con il vescovo Ambrogio e la scoperta delle ipocrisie della vita di corte suscitano in Agostino un tormento sempre più acuto, finchè assiste, impotente, alla carica delle guardie dell’imperatrice contro i fedeli cattolici, tra i quali riconosce anche sua madre. La sua crisi giunge al culmine. Dopo una notte di angoscia e rimorso sente la famosa frase: ’’Prendi e leggi?’’ e, in un brano di San Paolo, trova la folgorazione e sotto gli occhi commossi della madre viene battezzato dal vescovo Ambrogio. Di lì a poco Monica morirà poco prima di ritornare a Tagaste. Anni dopo la sua conversione, Agostino è diventato vescovo di Ippona. In questa veste convince il capo dei vescovi eretici donatisti ad indire un concilio che ponga fine al conflitto ’’fratricida’’ fra loro e i cattolici. Il vescovo donatista accetta solo a patto che la contesa venga arbitrata dal giudice Ilario, uomo incorruttibile e di provata onestà. Il concilio termina con la vittoria per i cattolici ma costerà ad Ilario la morte, ucciso da mano donatista. Solo ora scopriamo che il figlio di Ilario, è Fabio, quello stesso Fabio che? Assedio di Ippona 430 d. C. ?si trova ora ad Ippona al fianco del tribuno imperiale Valerio, a contrastare l’esortazione alla pace del vescovo Agostino. Valerio è passato dalle parole ai fatti: si è posto alla testa di un gruppo di uomini in armi che tenteranno una sortita contro le truppe di Genserico che assediano la città. Prima di partire, Fabio rivolge un appassionato addio a Lucilla. La spedizione si rivela un totale fallimento: i Vandali catapultano in città sacchi pieni delle teste di alcuni dei soldati di Ippona fatti prigionieri. Lucilla è sconvolta al pensiero di aver perso per sempre Fabio. Agostino decide di fare un ultimo disperato tentativo e, rischiando la propria vita, si reca da Genserico. Contro ogni previsione, riesce ad ottenere la libertà dei prigionieri in cambio della resa della città. Malgrado ciò molti cittadini preferiscono affidarsi a Valerio e aspettare l’arrivo della flotta romana. Agostino decide comunque di restare a Ippona e ordina che le casse dei suoi libri vengano sbarcate dalla nave papale per far posto a quanti scelgano di lasciare la città. Tra questi, anche Lucilla e Fabio, che Agostino unisce in matrimonio prima della partenza. Quella sera stessa la flotta romana viene completamente sconfitta e i Vandali invadono Ippona, mentre sulle mura in fiamme della città che Dio gli ha affidato Agostino vede allontanarsi la nave papale, con i suoi concittadini in salvo. Mesi dopo, fra le rovine di Ippona, vediamo un bambino inoltrarsi nello studio saccheggiato del vescovo e? cominciare a sfogliare uno dei suoi libri. Oggi l’esercito vandalo non esiste piu’. L’impero romano è solo un ricordo. Ma i libri di Agostino sono letti in tutto il mondo. Perchè una fiction su Sant’Agostino, oggi. Note dei produttori Non è la fine del mondo. Ma la fine di un mondo. Che si tratti della crisi economica, o di quella demografica, o di quella ecologica, da tempo nelle nostre società è diffusa la sensazione che le cose stiano cambiando e che la Storia stia voltando pagina. Ogni crisi, ogni cambiamento, ogni voltare di pagina provoca ansia, disagio, disorientamento. Agostino d’Ippona visse una delle epoche di più profonda crisi, di più radicale cambiamento, di più irreversibile voltar di pagina che la Storia ricordi: il crollo dell’Impero romano. Ciò che sembrava eterno si rivelava caduco. Ciò che appariva assoluto risultava relativo. Ansia, disagio e disorientamento, per Agostino e per i suoi contemporanei così come per noi, uomini e donne di oggi. Agostino stesso aveva vissuto, fin da adolescente, in una condizione di costante crisi e cambiamento: prima studente indisciplinato, poi studioso brillante; prima adolescente inquieto, poi giovane dai molti amori, quindi compagno fedele di una donna che lo renderà padre; prima maestro di provincia senza prospettive, poi oratore ufficiale dell’imperatore; prima scrittore senza successo, poi autore di decine di opere che continuano a dare forma alla coscienza e alla cultura dell’Occidente; prima cristiano non battezzato, poi manicheo anti-cattolico, poi scettico, quindi battezzato, sacerdote e, infine, vescovo. Tempi di crisi. Esistenza piena di cambiamenti. La Storia che volta pagina. Fu attraverso queste esperienze che Agostino giunse a scrivere, rivolto a Dio: il nostro cuore è inquieto finchè non riposa in Te.
BIOGRAFIA
Nato a Tagaste nel 354, Agostino studia retorica a Cartagine, tormentato da una profonda inquietudine e dissolutezza, come egli stesso racconta nelle Confessioni. A diciannove anni abbraccia il manicheismo, religione di origine persiana largamente diffusa in Africa settentrionale, attratto dall’importanza che questo culto sembra attribuire alla ragione. Insegna retorica e grammatica prima a Tagaste poi a Cartagine. Successivamente si trasferisce a Milano, dove l’incontro con il vescovo Ambrogio sarà fondamentale per il suo percorso di conversione spirituale. è proprio a Milano infatti, tra il 384 e il 386, che Agostino approda alla fede cristiana, dopo travagliate vicissitudini esistenziali.
Lascia la cattedra di retore della città e si ritira a Cassiciaco, nei pressi di Milano, dove conduce vita di ritiro spirituale e dove scrive Contro gli Accademici, La Vita Felice, Sull’ordine e i Soliloqui. Nel 387 ottiene il battesimo proprio da Ambrogio e lascia Milano per tornare a Tagaste dove si libera di tutti i beni e fonda una comunità religiosa.
Nel 391 viene ordinato sacerdote e nel 395 consacrato vescovo d’Ippona. A questo periodo risalgono le sue opere più importanti: tra il 399 e il 419 scrive La Trinità, opera dogmatico-teologica; tra il 396 e il 427 La città di Dio, in cui convergono considerazioni e temi a carattere storico, filosofico e teologico, La dottrina cristiana e I commenti a Giovanni.
Le Confessioni, scritte nel 397, sono il suo capolavoro letterario. Con quest’opera Agostino inaugura un genere, quello dell’introspezione autobiografica, che avrà grande fortuna nella letteratura occidentale. In esse, oltre a ricapitolare la sua complessa vicenda spirituale e di vita, formula importanti e fondamentali considerazioni a carattere filosofico e teologico. Notevolissima la sua teoria sulla relazione fra tempo, eternità e creazione.
Muore nel 430 durante l’assedio di Ippona da parte dei Vandali.