Pino Ammendola ed i suoi “BRAVI” risolvono il giallo del computer scomparso a capodanno

CARABINIERI SI NASCE - UNA INDAGINE DEL MARESCIALLO SICCHIETTA IN SCENA AL GHIONE DI ROMA

Dire bene di Pino Ammendola è poco, è limitativo perché il bravo attore napoletano, nel cui sangue si mescolano influenze spagnole e siciliane, specialmente in questa commedia brillante, semplice e assolutamente comica, supera veramente se stesso.
Nell’interpretare un simpatico maresciallo che comanda una stazione ubicata in un’isola sperduta e che si trova ad affrontare, la sera di capodanno, un “serio “ problema di carattere poliziesco e dai contorni gialli, il nostro Pino esprime con passione, con modestia ed affetto tutto ciò che la sua carriera ha saputo donargli: dalla ferma volontà di farci ridere all’umanità del maresciallo che distingue i suoi colleghi della Benemerita che per ciò sono famosi.
Il contorno umano che completa la commedia è integrato da altri tre simpatici e realistici Carabinieri che, tra il serio ed il faceto, stimolano la verve comica di Pino mentre sul palcoscenico viene anche evidenziata una notevole presenza femminile espressa attraverso due bellissime ed attive compartecipanti ( una nei panni di una finta cameriera e l’altra nei panni di una “corruttrice “ che corrompe, nientemeno, uno degli appuntati in servizio alla stazione ) esprime veramente l’atmosfera di un giallo imperniato su comicissime incomprensioni, tentativi di espressioni linguistiche raffinate ma intrise di errori grammaticali che sanno suscitare risate spontanee ed attenzione per quella che sarà poi la conclusione di una intrigata vicenda, quasi una spy story.
L’atmosfera che la Compagnia riesce a creare è di una particolare attenzione per lo svolgimento della vicenda, di un desiderio di ascoltare, se non di prevedere, le battute che escono dalla bocca degli artisti e di attendersi, in ogni espressione, in ogni atteggiamento, quella sana risata che l’attenta preparazione del protagonista e del suo entourage ha per intento.
La simpatica ed avvincente comicità di Pino Ammendola, che si esprime con mosse ed atteggiamenti che ricordano in pieno tutto uno scibile di suoi predecessori napoletani, da Eduardo e fino a Troisi, viene premiata per circa un’ora e mezzo da applausi spontanei da parte del pubblico, da apprezzamenti ad alta voce che ogni spettatore rivolge al suo vicino quasi a volergli far comprendere che uno dei tanti voluti strafalcioni che escono dalla bocca del maresciallo Sicchietta, che sa anche, immodestamente, atteggiarsi ad uomo di mondo, deve essere interpretato in un certo modo e non in un altro: insomma Pino sa addirittura suscitare nello spettatore la voglia di confrontarsi con gli altri esprimendo così il più puro apprezzamento per la sua opera.
Con la messa in scena di “ Carabinieri si nasce “ Ammendola fa la parte del mattatore: suoi sono i testi, sua è la direzione dello spettacolo e sua è la magnifica ed impareggiabile, quasi vera, interpretazione di un maresciallo invitato finalmente fuori della sua zona di competenza, una poco più che sperduta isola, per la festa di capodanno, in un luogo definito terraferma sul quale, però, a causa del peggioramento delle condizioni atmosferiche non può recarsi malgrado i suoi asseriti e vanagloriosi tentativi di farsi venire a prelevare da motovedette o da elicotteri che lo lasciano - per fortuna nostra e per il lavoro in scena - sull’isola ad affrontare un caso misterioso, prima descritto ipoteticamente da una cameriera, poi aggravato dalla comparsa in scena di una misteriosa segretaria di un altrettanto misterioso tizio alla ricerca di un computer, coadiuvato da tre splendidi personaggi: un militare di Conegliano, spettacolare, e da due romani affamati sia di cibo che di tornare a vivere nella loro città dopo che il servizio sull’isola nella quale si svolge la vicenda non può apparire altro che una sorta di punizione.
Insomma, non ci addentriamo oltre nei dettagli della vicenda perché “Carabinieri si nasce “ è veramente uno spettacolo da vedere, di quelli da non perdere perché la comicità, quella vera, si fa proprio cosi, come l’ha vista ed interpretata Pino Ammendola.
Paola Di Pietro
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