SANTA LUCIA: Da Siracusa la sua Nascita

FOTO: E. Orciani, Verosimile volto di S. Lucia

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Nacque a Siracusa, ma non si conosce con certezza la data. La sua vita d'altra parte è intessuta di elementi leggendari, che stanno a testimoniare l’enorme venerazione di cui la santa ha goduto e gode.
La sua passio afferma che Lucia subì il martirio sotto Diocleziano, per cui si è voluto fissare la data di nascita al 283.

Secondo la passio la giovane apparteneva a una ricca famiglia siracusana, promessa sposa a un pagano.

Per una malattia della madre compì un viaggio a Catania, per visitare il sepolcro di S. Agata, sul quale pronunciò il voto di conservare la verginità . Lì, Dio le comunicò il progetto che aveva per lei: dedicare la vita ai poveri.

Lucia obbedì: lasciò il fidanzato e distribuì la sua dote ai più poveri, in giro per le case e per le catacombe, dove a quei tempi si rifugiavano i cristiani perseguitati. Secondo la leggenda, per potersi addentrare nell’oscurità delle catacombe lasciando le mani libere, portava delle candele sul capo (e così in Svezia viene rappresentata ancor oggi).

l’ex promesso sposo, preso dalla rabbia, la denunciò, accusandola di essere cristiana. Lucia fu arrestata e sottoposta a diverse torture: condotta in un lupanare, trascinata da una coppia di buoi, cosparsa di pece bollente, posta sulla brace ardente. Secondo un'altra leggenda, si strappò gli occhi con le proprie mani, senza provare alcun apparente dolore, e li consegnò al carnefice su di un piatto. Nonostante questi tremendi tormenti, solo una pugnalata alla gola da parte di un soldato potè ucciderla.

Le sue ossa non si trovano a Siracusa, perché, trafugate dai Turchi durante le loro scorrerie (pare che questi, scaramanticamente, non disdegnassero le reliquie dei Santi cristiani), furono recuperate a Costantinopoli dai Veneziani, che le custodiscono ancor'oggi nella chiesa dedicata alla Santa, nei pressi della stazione ferroviaria che da lei prende il nome.

l’iconografia risente fortemente dell’episodio dello strappo volontario degli occhi in quanto la santa viene raffigurata con un piatto in mano su cui sono posti gli occhi. A Siracusa il pesante fercolo d'argento della Santa, a grandezza naturale, la raffigura con un mazzo di spighe in mano, la tazza con gli occhi e un pugnale conficcato in gola.

La sua festa cade il 13 dicembre. Prima dell’introduzione del calendario moderno, il 13 dicembre era il giorno del solstizio invernale, da cui il detto "S. Lucia: il giorno più corto che ci sia". Per questa ragione la tradizione di festeggiare Santa Lucia è diffusa anche nel Nord Europa dove la sua festività preannuncia l’arrivo dei mesi di luce, dopo il lungo inverno polare.

La festa siracusana è caratterizzata da pratiche devozionali di tipo magico-esorcistico e solare- agrario. Si confezionano in questo giorno pani a forma di occhi che, benedetti, si mangiano con lo scopo di preservarsi da malattie oculari e la "cuccìa", minestra a base di frumento bollito. A lei si offrono anche ex voto d'argento a forma di occhi, che vengono appesi sulla "vara" il giorno della festa.

Santa Lucia porta i suoi doni anche a Brescia, Bergamo, Mantova, Cremona, Verona e in Trentino. Ma, come abbiamo detto, è amata e molto attesa anche in Nord Europa: Svezia, Norvegia e Danimarca. Nel Nord Italia S. Lucia arriva nelle case accompagnata da un asinello: bisogna fargli trovare sotto il camino della paglia per nutrirlo. Ma vanno bene anche mazzetti di carote alle finestre, per indicargli la strada e invogliarlo a fermarsi. Attenzione: i bambini non devono vederla, altrimenti Lei butta la cenere negli occhi, senza lasciare regali.

Il 20 dicembre, in occasione della processione per l’ottava di Santa Lucia, Siracusa ospita tradizionalmente "Lucia di Svezia", una giovane fanciulla svedese, accompagnata da due "ancelle", che in Svezia rappresenta Lucia, con il capo cinto di una corona di candele, come quelle che facevano luce alla Santa nella notte permanente delle catacombe siracusane.

FONTE: http://www.syracusae.info


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