Le ’nuove luci’ di candele e lampade a olio celebrano, dal tramonto di ieri fino al 23 dicembre, l’ “Hanukka”, (anche Chanukkah), festa di ’purificazione, inaugurazione e ridedicazione’ del tempio di Gerusalemme e del suo altare dopo la vittoria dei Maccabei, al tempo della persecuzione di Antioco IV Epifanio, nel II secolo a.C. (anno 3595 del calendario ebraico, 165 a.C).
A partire dal 25 del mese di ’Kislev’ (calendario ebraico), viene accesa una luce per sera fino a un totale di otto.
La lampada di Hanukka, la “hanoukiyya”, deve essere collocata in ogni casa in un luogo visibile dall’esterno, di solito vicino una finestra o anche all’esterno della casa; migliaia le finestre illuminate, per esempio, nei palazzi e nei quartieri ebraici di Brooklyn, a New York.
Secondo alcune fonti, la festività è chiamata “festa delle luci” anche in ricordo delle luci che un tempo illuminavano Gerusalemme durante la festa delle tende (Souccot); altre fonti sottolineano che in realtà , proprio come il Natale cristiano, la festa e l’uso delle luci è probabilmente legato anche ad antichi riti connessi al solstizio d’inverno (21 dicembre). [CO]
Fonte: Misna
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