La legge bavaglio è già in azione

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Da un Amministratore di “Writer’s Dream:“. un gruppo di cui faccio parte ,arriva una notizia per certi versi sconvolgente,una notizia che fa capire bene il senso della legge bavaglio,come togliere parola ai cittadini,il fatto è di una gravità inaudita ,qua si vuol togliere la parola a tutti e lasciarla solo a quell’un per cento che deve rappresentare tutti ,senza che la Costituzione sia ancora cambiata e senza che la legge bavaglio sia ancora entrata in funzione.ma andiamo subito ai fatti.

"E successa una cosa che non possiamo e non dobbiamo ignorare. Non possiamo farlo perché non è una cosa che tocca solo Sul Romanzo; ci riguarda tutti, e da vicino, perché si tratta di diritti costituzionali fondamentali che non possono e non devono essere violati.

Eppure, è successo.
A febbraio, Morgan Palmas pubblica sul blog Sul Romanzo due articoli sulla vicenda di Maria Antonietta Pinna, una studentessa universitaria che accusa la sua correlatrice di laurea di plagio nei confronti della sua tesi. La professoressa Turrini replica che il suo saggio è uno studio ben più approfondito di quello della studentessa, che ha ben poco da spartire con la tesi di Maria Antonietta Pinna.

Si arriva a una causa per plagio da un lato, a una per diffamazione dallaltro.
Non è questo però che interessa a noi, bensì ciò che è successo negli ultimi giorni. A Morgan arriva una mail di Google, dove gli viene notificato loscuramento dei due post su richiesta della Polizia di Stato (Compartimento dellEmilia Romagna, sezione di Ferrara) per una richiesta di accertamenti. Nella mail è allegato il documento ufficiale della Polizia, dove viene specificato che la richiesta viene avanzata perché vè un reato di cui allart. 595 del Codice Penale per diffamazione con pubblicazione di articoli postati sul sito internet www.sulromanzo.blogspot.com.

Un oscuramento avvenuto senza processi, senza sentenze.

Alessandro Gilioli, nel suo blog su LEspresso, scrive:
Google si è immediatamente adeguata e gli articoli del 26 febbraio e del 3 marzo sono stati quindi eliminati dimperio dal sito senza che il titolare del blog potesse farci nulla ma soprattutto senza che il reato di diffamazione fosse discusso ed eventualmente provato in unaula di tribunale. Uno è poi riapparso mentre laltro è rimasto oscurato.

Oggi Morgan ne scrive, appunto, sul suo sito.
Ho chiesto un parere in merito allamico giurista Guido Scorza. Ecco quello che mi ha risposto:
«Il provvedimento – credo raro, se non unico nel suo genere – è a mio avviso illegittimo. Un PM, evidentemente, non può da un lato ordinare lacquisizione di elementi di prova utili a verificare se via stata una diffamazione e, contemporaneamente, ordinare la "cancellazione” degli articoli asseritamente diffamatori dei quali ha domandato lacquisizione proprio allo scopo di verificare se SONO O MENO diffamatori».
Chiaro no? Prima si censura, poi si decide se andava censurato.

Potrebbe capitare a ognuno di noi.
Ecco perché non possiamo – né, in alcun modo, dobbiamo – rimanere in silenzio di fronte a un tale avvenimento. Si tratta di una violazione grave dellart. 21 della Costituzione Italiana. Un articolo fondamentale, che recita quanto segue:

Art. 21.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dellautorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per lindicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dellAutorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia allAutorità giudiziaria.
Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro sintende revocato e privo di ogni effetto.
Il reato di diffamazione non rientra tra i casi che prevedono il sequestro.
Vi prego di leggere larticolo di Morgan sulla questione e, sopratutto, di condividere la notizia in tutti i modi possibili. Non è la vicenda di Maria Antonietta Pinna e di Miriam Turrini loggetto di questa notizia, non è questo il problema: il problema è la limitazione della libertà di parola, una limitazione che non dobbiamo in alcun modo accettare.”