Sembra che questa regia occulta che continua imperterrita a segnare questa vicenda non voglia fermarsi mai, ma proprio mai. I fatti non esistono più, Le leggi internazionali non esistono più, la sovranità nazionale non esiste più e cosa esiste? Un miserabile tentativo di continuare a prendere in giro i cittadini italiani, ora al coro si è aggiunto il segretario generale dellOnu, Ban Ki Moon, non bastavano i rappresentanti del governo italiano nelle loro deliranti azioni e rappresentazioni, cera bisogno anche del riconoscimento internazionale, e puntualmente è arrivato.
“Spero che il caso venga risolto armoniosamente, giudiziosamente, con il dialogo“, ha dichiarato il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon rispondendo ad una domanda di un giornalista e ha poi aggiunto” di aver parlato di questa spiacevole situazione con il presidente Giorgio Napolitano questa mattina”
Ban Ki Moon, ha quindi spiegato di aver discusso del caso dei due marò italiani anche con il vice ministro degli Esteri Staffan De Mistura. “E’ una situazione spiacevole che coinvolge due importanti paesi membri dell’Onu“ ha ricordato il segretario generale .
E secondo Ban Ki Moon il caso è stato affrontato anche in un colloquio con Monti a cui ha detto "di seguire la vicenda con particolare apprensione e manifestato l’auspicio che essa possa trovare una soluzione rapida e giusta”.
Parallelamente alle dichiarazioni del segretario generale dellOnu , da New Delhi, il ministro dell’Interno indiano Sushil Kumar Shinde in un intervista fatta al quotidiano Economic Timesha detto: “Il nostro governo ha preso un impegno internazionale con l’Italia secondo cui per i marò non sarà richiesta la pena di morte. Ed esso sarà onorato Il problema da superare era rappresentato dal fatto che l’Agenzia nazionale di investigazione (Nia) aveva giorni fa formalizzato una denuncia contro Latorre e Girone evocando fra l’altro la sezione 302 del Codice penale indiano, riguardante i casi di omicidio, e la pesante sezione 3 della Legge sugli atti illegali contro la sicurezza della navigazione marittima (SUA) del 2002, che prevedono apertamente l’ipotesi di pena di morte. Per questo il governo indiano ha deciso di prendere in considerazione l’articolo 34C della Legge sulle Estradizioni che ha per titolo ’Disposizione di ergastolo invece di pena di morte’. “In deroga a quanto possa essere contenuto in qualsiasi altra legge attualmente in vigore - recita l’articolo - laddove un imputato profugo, che ha commesso un reato estradabile punibile con la pena di morte in India, viene consegnato o restituito da uno Stato straniero su richiesta del governo centrale e se le leggi dello Stato straniero non prevedono la pena di morte per quel reato, l’imputato profugo sarà soggetto solamente all’ergastolo“.
Gira e rigira ritorniamo sempre allo stesso punto di partenza, la famiglia è la stessa, non quella dei cittadini, del diritto, della legalità…ma quella del business, degli affari degli impicci grazie Onu, grazie Europa, grazie Nato ma un sentito forte e caloroso ringraziamento va al governo italiano e al creatore e attento osservatore re Giorgio Napolitano.
Alfredo dEcclesia.
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