NOTA DI S.A.R. IL PRINCIPE DI PIEMONTE E DI VENEZIA

COMUNICATO DI S.A.R. IL PRINCIPE DI PIEMONTE E DI VENEZIA EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA

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ROMA, SCRITTO IL 6 AGOSTO 2007 , E’ con un certo imbarazzo che intervengo personalmente in una questione che risulterebbe essere ridicola se non fosse stata comunicata anche all’esterno dell’ambiente monarchico tramite un complicato quanto improbabile comunicato stampa. Mi riferisco al comunicato emesso dal Coordinamento Monarchico Italiano, firmato dal suo portavoce Armando Dondero, nel quale questo pignolo sodalizio mi ha aspramente criticato per il mio articolo pubblicato su “Libero” lo scorso 27 Luglio.

Inizialmente non avrei voluto rispondere, riflettendo mi sono invece convinto che certe situazioni vanno chiarite subito prima che da “fastidiose” divengano “scomode”.

Innanzitutto noto come il CMI, anzichè approfondire con acume critico costruttivo, si limita a polemizzare con un atavico puntiglio sintomo di una quasi disarmante ottusità .

Veniamo quindi a quanto questi “monarchici” mi contestano:

1) Il CMI si trastulla criticando la mia affermazione sulla “rivoluzione elettorale”. Ebbene, la “rivoluzione” elettorale a cui mi riferivo sul quotidiano diretto da Vittorio Feltri era evidentemente una provocazione. Con quel termine ho voluto significare al lettore la necessità di un cambiamento profondo nel sistema elettorale stesso: una nuova legge elettorale, infatti, non potrebbe mai risolvere gli annosi problemi di governabilità del Paese. Sorrido, quindi, al pensiero che il CMI abbia addirittura scomodato la povera Principessa di Lamballe e la Rivoluzione Francese per contestare questa mia provocazione!

2) Il CMI afferma che “ripete da ormai ben nove mesi: il problema fondamentale è istituzionale, dunque costituzionale”. Bene, per quanto mi riguarda sono circa tre anni che personalmente assisto e partecipo a convegni, tavole rotonde e simposi accademici nei quali si sta democraticamente cercando di realizzare una proposta concreta proprio per fronteggiare questa profonda crisi sociale, politica ed istituzionale nella quale è caduta la nostra amata Patria. Su questi importanti temi ho rilasciato decine di interviste televisive, radiofoniche, su quotidiani e periodici, forse il CMI, così impegnato a festeggiare le ricorrenze storiche, a raccontare storie di Santi e così avulso da ogni cosa che abbia una benchè minima connotazione politica, non se ne è accorto. A loro dispetto invece gli italiani se ne sono accorti, eccome! Ed è per questa ragione che con “Libero”, e con altri mezzi d’informazione anche congressuale, è iniziata una collaborazione nella quale, passo per passo, verrà trasmesso agli italiani il mio ideale per costruire insieme l’Italia del futuro. E’ chiaro che in un solo articolo non potevo certo permettermi di ridisegnare ogni aspetto relativo ai possibili ed auspicabili cambiamenti da proporre agli italiani per promuovere un rinascimento del Paese

3) Il CMI ha dedicato una pagina intera del comunicato stampa in oggetto disquisendo in modo quasi enciclopedico su come funziona l’ordinamento della Repubblica Francese, scomodando addirittura il mio povero nonno, Re Umberto II, mia nonna la Regina Maria Josè e la mia amata bisnonna la Regina Elena, che, purtroppo, riposano ancora in quella bella terra. Il tutto solo per criticare la mia affermazione sul fatto che Sarkozy, Presidente della Repubblica Francese, ha promesso agli elettori di presentarsi dinnanzi all’Assemblea Nazionale per fare una verifica annuale dell’operato del suo governo. Anche questa critica è talmente maldestra ed ottusa da suscitare l’ilarità del lettore. Ho chiaramente usato l’esempio di Sarkozy perché è facilmente comprensibile al lettore di un quotidiano; se avessi voluto fare una disquisizione giuridico amministrativa ed istituzionale sul sistema vigente in Francia non avrei certo utilizzato “Libero”, quotidiano provocatorio ed intelligente, ma un periodico scientifico di approfondimento distribuito nei circoli accademici.

4) Il CMI sulla mia proposta di voto elettronico dice che “non è sempre un’alternativa sicura per evitare brogli: si pensi, ad esempio, al voto per corrispondenza che dovrebbe seriamente insegnare.”. Forse gli amici del CMI, così presi dalla furente critica al Principe Ereditario che vuole impegnarsi per il Suo Paese, non si sono resi conto che il voto per corrispondenza, ahinoi, non era affatto informatico! Anzi, per il voto degli italiani all’estero è stato utilizzato un metodo quasi da “vendita per corrispondenza”: un pacco postale recapitato a tutti gli italiani presenti nei registri dell’Albo Italiani Residenti all’Estero, sia morti che vivi. Ognuno ha ricevuto all’indirizzo di residenza, (spesso cambiato da molti anni con la conseguenza che il pacco andava in mani diverse), una busta nella quale vi era la scheda di voto cartacea con altrettanto cartacea busta già intestata da inviare al Consolato di competenza. Se ci fosse stato il voto elettronico anche l’italiano all’estero realmente desideroso di votare si sarebbe personalmente recato al proprio Consolato con la tessera elettronica personale per esprimere il voto senza possibilità di brogli come purtroppo è accaduto nelle scorse elezioni.

Il sodalizio CMI conclude mettendo a nudo la vera motivazione per cui si sono dati per l’ennesima volta un gran daffare a criticarmi, ossia con il fatto che questi miei interventi sarebbero di natura politica e che un Principe Ereditario non deve immischiarsi con queste cose perché prenderebbe posizione per l’una o l’altra parte compromettendo il proprio ruolo super partes.

Non vedo come si possa dire che farsi portavoce della volontà degli italiani e tentare con eminenti tecnici di trovare le migliori soluzioni per la riforma del Paese sarebbe “gettarsi nell’agone politico”. E’ dovere di un Principe Ereditario, vi sia una monarchia o meno, prendere a cuore la sorte del proprio Paese e dei propri concittadini anche proponendo alla classe politica delle riforme. Ma questo i “monarchici” del CMI non lo comprendono, troppo presi dallo sfogliare trattati enciclopedici di ogni sorta su cui basare le critiche contro il mio operato.

Tuttavia devo segnalare al CMI che grazie all’articolo su “Libero” ho ricevuto più di cinquecento messaggi di italiane ed italiani felici di aver trovato finalmente in un Savoia una persona che con concretezza ha preso a cuore il destino dei suoi concittadini. A differenza di coloro, vicini a Casa Savoia e presenti nel Paese, che per sessant’anni sono rimasti impassibili ed inconcludenti dinnanzi allo sfacelo a cui questa nostra cara ed amata Patria andava incontro!

Concludo invitando il CMI a smetterla di perdere tempo a criticare tutto e tutti, se proprio ha a cuore il bene dell’Italia e degli italiani dedichi le sue energie in questo senso e tutti gliene saremo grati.

Fonte: segreteria di S.A.R. il Principe di Piemonte e Venezia