Negli ultimi tempi si sente molto parlare di elettrosmog e di inquinamento elettromagnetico, a causa del propagarsi del sistema telefonico cellulare e degli impianti e centrali a esso collegato. Molti non sanno che il sistema cellulare è solo la punta dell’iceberg e che gran parte della popolazione è da anni sottoposta ad una irradiazione elettromagnetica costante e molte volte di grande intensità .
Parliamo di elettrodotti, meglio conosciuti come linee elettriche ad alta tensione.
Parliamo di impianti di ripetizione e trasmissione dei segnali radiotelevisivi e radiofonici.
Parliamo di cabine elettriche di trasformazione e non per ultimo dei sistemi per la telefonia cellulare.
Sono tutti sistemi tecnologici che in una maniera o nell’altra generano un inquinamento elettromagnetico (ad alta o a bassa frequenza), che salvo parere contrario sono pericolosi per la salute della popolazione esposta, ma che sono indispensabili per poter mantenere il tipo di vita attuale.
Chi di voi sarebbe per esempio disposto a rinunciare alla luce elettrica ed a tutto quello che funziona con la corrente, oppure alla tanto amata/odiata televisione od al telefono cellulare che per alcune persone è diventato parte integrante dell’abbigliamento nonchè status symbol.
Dobbiamo fare un esame di coscenza e vedere quando il livello tecnologico comincia ad incidere troppo su altri fattori importati della vita, quali la salute dell’uomo.
In parole povere :
- Il gioco vale la candela?
- Il legislatore italiano dice che i limiti applicati in Italia sono più garantisti rispetto a quelli europei, ma purtroppo non c’è nessuno che ci possa dire con estrema certezza se anche questi limiti "garantisti" non siano comunque dannosi.
Pensiamo per esempio alle varie scuole ed asili che si trovano in una zona interessata dall’inquinamento elettromagnetico. l’effetto di una stessa "dose di irradiazione"su un uomo adulto o su un bambino ha un effetto completamente differente.
Infatti quello che incide sulla valutazione della "dose media" accettabile è dovuto alla massa corpore che la deve subire.
Chi può garantire che il limite di 6 V/m (nel caso di segnali a radiofrequenza) non sia dannoso per il corpo di una persona adulta e pertanto ancora più dannoso per il corpo di un bambino?
Alla data attuale, nessuno!
Bisogna anche dire che negli ultimi tempi, specialmente gli addetti all’informazione, si sono buttati,- lancia in resta , contro il sistema cellulare. Molti comitati civici hanno intentato cause contro le varie società di telecomunicazione che hanno installato centrali o antenne nelle varie località italiane, ma io vi inviterei a far controllare il telefonino che quasi tutti abbiamo sempre a portata di mano.
Infatti, se l’antenna di una centrale radiotelefonica puo avere un segnale di circa 1 V/m o al massimo 2 V/m alla distanza di 150 metri, un telefonino cellulare può avere in antenna ( e perciò in un punto che normalmente stà a pochi centimetri dalla testa) da 10V/m fino a 40 V/m .
La differenza del segnale rilevato dipende dal modello e dalla marca del telefonino e dalla distanza che intercorre tra la centrale radiotelefonica a cui siamo agganciati ed il telefonino stesso. Infatti il cellulare modifica la potenza di uscita in base al segnale ricevuto.
Più siamo distanti dalla centrale o più è debole il segnale ricevuto, più aumenta la potenza di uscita del telefonino.
Ridurre la potenza del segnale irradiato dalle centrali radiotelefoniche o ridurne il numero sul territorio otterrebbe infatti una riduzione dell’inquinamento da esse generato ma aumenterebbe il livello del segnale che viene trasmesso dai vari telefonini che, come sopra indicato, si trovano a pochi centimetri dalla nostra testaed hanno già un valore di emissione molto superiore al valore massimo giornaliero previsto dalla legge.
La soluzione migliore, secondo il mio modesto parere, sarebbe quello di ridurre il traffico telefonico e perciò il tempo che una persona passa con il telefono cellulare attaccato all’orecchio.
l’inquinamento elettromagneti dovuto al cabine di trasformazione o da linee di alta tensione merita un capitolo a parte, ma per non dilungarmi troppo invito gli interessati a contattarmi direttamente.
Se siete interessati a conoscere la legislazione vigente in materia, quali sono i limiti applicabili e quali sono i rischi, quando e come eseguire le misure di elettrosmog, vi invito a scrivermi al seguente indirizzo: calligaris@supereva.it
Sarò lieto di rispondere alle vostre domande
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