MENOPAUSA - Terapia ormonale sostitutiva e tumori

L’attività ovarica, con la corrispondente produzione di estrogeni e progesterone, promuove lo sviluppo del tumore della mammella, la cui incidenza tende infatti a livellarsi dopo la menopausa. In riferimento alle terapie ormonali sostitutive (TOS), diversi studi osservazionali avevano riportato un moderato aumento di rischio di tumore mammario nelle utilizzatrici correnti e recenti. Studi osservazionali hanno riportato anche una forte associazione tra rischio di tumore dell’endometrio e utilizzo di soli estrogeni. I trattamenti combinati con estrogeni e progestinici sembravano, invece, ridurre tale eccesso. Anche il rischio di tumore dell’ovaio sembra aumentato dall’uso delle TOS. D’altra parte le TOS sono state associate a una diminuzione di rischio di tumore colorettale.

L’informazione più importante sul rischio di cancro nelle utilizzatrici di TOS combinate (estrogeni e progestogeni) proviene dalla “Women’s Health Initiative” (WHI), uno studio controllato randomizzato di prevenzione primaria che includeva 8,506 donne, tra i 50 e 70 anni di età , trattate con TOS combinate e 8,102 donne non sottoposte al trattamento.
La terapia del gruppo trattato con TOS combinata è stata interrotta nel maggio 2002.
Per il tumore mammario non si osservava alcuna differenza di rischio durante i primi 4 anni dall’inizio del trattamento, ma un eccesso di rischio si rendeva evidente con il prolungamento dell’utilizzo. Complessivamente, a un follow-up di 7 anni si sono osservati 166 casi di tumore mammario nel gruppo trattato con TOS contro 124 nel gruppo trattato con placebo (rischio relativo, RR = 1,24).
Sono, inoltre, disponibili i dati provenienti da altri due studi randomizzati più piccoli, uno (“Heart and Estrogen/Progestagen Replacement Study”, HERS II) sull’uso di TOS combinata (estrogeni/progestinici) e l’altro (“Women’s Estrogen for Stroke Trial”, WEST) sull’uso di TOS con solo estrogeni.
In un’analisi combinata dei 3 studi randomizzati sono stati registrati 205 casi di cancro della mammella nel gruppo di donne che utilizzava TOS rispetto a 154 nel gruppo trattato con placebo (RR combinato = 1,27).

Per ciò che concerne il cancro coloretta le, nello studio WHI sono stati osservati 45 casi nel gruppo trattato con TOS contro 67 nel gruppo trattato con placebo (RR = 0,63, 95% CI: 0,41-0,92).
Come per i tumori mammari, la differenza di rischio tra il gruppo trattato con TOS e quello trattato con placebo emergeva dopo 4 anni dall’inizio dell’utilizzo.
Tale relazione tempo-rischio suggerisce, quindi, che l’associazione osservata sia reale. La rianalisi combinata con i dati dello studio HERS includeva 56 casi di tumore colorettale nel gruppo trattato con TOS combinate e 83 in quello trattato con placebo (RR = 0,64).

Per quanto riguarda, quindi, la relazione tra TOS e rischio di cancro, i risultati dei più recenti studi clinici randomizzati concordano ampiamente con quelli degli studi osservazionali (coorte e caso-con-trollo) e indicano che:
1) le TOS, e in particolare le TOS combinate, sono associate a un moderato eccesso di rischio di tumore mammario che si evidenzia dopo alcuni anni di utilizzo;
2) le TOS combinate non sono associate ad un eccesso significativo di rischio di tumore dell’endometrio;
3) le TOS sembrano avere un effetto favorevole sul tumore colorettale riducendone il rischio.
È importante infine sottolineare che i dati rivisti in questo commento si riferiscono a terapia sostitutiva di lungo periodo.
L’indicazione finale delle TOS " ossia il controllo della sintomatologia di menopausa " resta valida. In realtà , le TOS per durata di 2-3 anni allo scopo di controllare i sintomi di menopausa sono sotto-uti-lizzate in Italia con la conseguenza che molte donne italiane soffrono inutilmente di disturbi della menopausa. Ciò che viene posto in discussione dagli studi clinici controllati è invece l’utilizzo della TOS a scopo di prevenzione prima-ria che non è più accettabile alla luce dei recenti risultati.

CARLO LA VECCHIA
IRFMN Milano e Istituto di Statistica Medica e Biometria Università degli Studi di Milano

FARMACI ANTITUMORALI

Il Mario Negri coordina il progetto STROMA
L’efficacia della maggior parte dei farmaci disponibili per combattere i tumori solidi è limitata dalla scarsa selettività e da effetti tossici molto pesanti per il paziente. La ricerca antitumorale si è quindi indirizzata alla messa a punto di farmaci meglio tollerati e soprattutto mirati solo ai tessuti tumorali, risparmiando i tessuti sani e limitando così gli effetti collaterali.

Questi sono gli obiettivi del progetto STROMA che ha iniziato la propria attività di ricerca nel gennaio 2004 dopo avere ottenuto l’approvazione scientifica da parte dell’Unione Europea e ricevuto finanziamenti comunitari. L’Istituto Mario Negri di Bergamo, nella persona della Dottoressa Raffaella Giavazzi, è coinvolto nell’impresa con una duplice responsabilità : come sede del Coordinamento gene-rale del Consorzio e come uno degli investigatori rivolti all’identificazione e allo sviluppo di molecole in grado di agire esclusivamente sullo stroma, il tessuto di sostegno per tutti i tumori solidi. La ricerca si avvale della collaborazione di 17 prestigiosi centri di ricerca universitari, pubblici e privati, presenti in 8 diversi Paesi europei.

Si tratta di uno studio internazionale molto prestigioso che rientra nel VI Programma Quadro Europeo per la Ricerca e che accompagnerà i potenziali farmaci fino al disegno della sperimentazione clinica. La scelta dei centri di ricer-ca partecipanti e la condivisione delle conoscenze e delle competenze all’inter-no del progetto renderanno possibile una sinergia che si auspica favorirà il raggiungimento dei risultati attesi.