Milano: Il Tribunale di Milano ha condannato il professor Edoardo Austoni, primario di Urologia della clinica San Giuseppe a sei anni e mezzo di reclusione per aver chiesto del denaro per aggirare le liste di attesa.
La responsabile milanese dell’Italia dei Diritti Silvia Michela Carrassi giudica deprecabile l’azione del primario nel caso in cui ne verrà accertata la colpevolezza e confermata la condanna.
Dichiara infatti la Carrassi : "Il caso di presunta colpevolezza dell’urologo Austoni, ci ricorda un vecchio proverbio «l’occasione fa...». Non ho nulla di personale verso il primario che svolge probabilmente un lavoro eccellente ma questo caso ci deve far riflettere sull’arma a doppio taglio che è la privatizzazione delle liste d'attesa".
La responsabile per il capoluogo lombardo del movimento presieduto da Antonello De Pierro invita infatti ad una valutazione riguardo l’esatta applicazione della disposizione del 2007 dell’ex Ministro della Sanità Livia Turco di svolgere intramoenia l’attività libero- professionale.
Lo scopo di tale provvedimento dovrebbe essere quello di assicurare al cittadino la scelta di un determinato medico per una visita specialistica con il pagamento di un contributo stabilito dalla struttura sanitaria.
La buona applicazione di tale provvedimento è ovviamente soggetta, come ricorda la Carrassi , a: "l’etica stessa del singolo medico che non dovrebbe abusare di tale opportunità. Tuttavia, un buon servizio sanitario non dovrebbe far nascere una tale occasione, ma dovrebbe far fluire una lista già esistente attraverso un adeguato sistema di monitoraggio, verificare in base alla patologia del paziente il giusto iter medico.
Una anamnesi computerizzata del paziente aiuterebbe di molto il medico di base evitando così un afflusso agli sportelli per patologie non sempre esatte, riducendo in questo modo le liste di attesa,così dette sterili, in quanto il paziente dopo la visita si ritrova spesso al punto di partenza".
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