Il 22 gennaio 2010 presso il Ministero della Salute, il ministro Fazio ha presentato il Piano Oncologico Nazionale 2010-2012 .
L’oncologia costituisce una delle priorità del Ministero. Tale priorità appare evidente se si considera non solo l’incidenza (oltre 250.000 nuovi casi/anno) ma anche la prevalenza (nel 2010 sono previsti oltre 2 milioni di casi) dei tumori in Italia.
Appare evidente quindi la necessità di una adeguata programmazione dello sviluppo tecnologico e della allocazione delle risorse disponibili. In tal senso il ministero ha sviluppato un piano triennale oncologico che cerca di affrontare tutti i problemi connessi all’oncologia, dalla prevenzione alla cure palliative.
Gli obiettivi più rilevanti consistono da una parte nella possibilità di offrire standard diagnostici e terapeutici sempre più elevati a tutti i cittadini italiani, riducendo il "gap" esistente fra le diverse aree del Paese e dall’altra nel contenimento della spesa sanitaria grazie ad una sempre maggiore razionalizzazione delle risorse.
Per tali motivi ampio risvolto è stato dato sia alla prevenzione (universale, secondaria e terziaria) che alla continuità di cura in fase diagnostica e terapeutica così come all’assistenza domiciliare e alle cure palliative.
Azioni Programmatiche Triennio 2010 " 2012
Definire standard di qualità telematiche di appropriatezza e di metodiche per la loro valutazione al fine di ridurre la mortalità per cancro a fronte di una riduzione degli sprechi;
Ridurre il divario in mortalità per cancro fra le varie Regioni mediante un più razionale impiego delle risorse disponibili nella lotta contro il cancro;
Ridurre la migrazione sanitaria fra le varie Regioni, favorendo una riduzione del divario tecnologico, organizzativo ed assistenziale;
Incrementare la copertura da parte dei Registri Tumori del territorio nazionale dal 32% attuale al ? 50%;
Facilitare la creazione di Reti telematiche dei Registri Tumori;
Sviluppare reti oncologiche con modelli tipo Hub -§ Spoke, dedicate in particolare allo sviluppo ed applicazione di nuove metodologie diagnostiche e terapeutiche ad alto contenuto tecnologico.
Prevenzione Universale (Primaria)
L’obiettivo di ridurre l’incidenza dei tumori riguarda l’attuazione di interventi di prevenzione universale o primaria che siano efficaci contro determinanti che possono essere caratteristici della popolazione e/o, di suoi sottogruppi e/o degli individui. Pertanto, una idonea pianificazione contro l’insorgenza dei tumori deve riguardare strategie e obiettivi sia a livello di popolazione che di individui con determinate caratteristiche: Poichè i determinanti dell’incidenza a livello di popolazione e della suscettibilità individuale sono interrelati, gli interventi contro di essi dovranno essere articolati su più piani e efficientemente coordinati Gli obiettivi di salute ritenuti allo stato attuale delle conoscenze, supportati da evidenze di efficacia e/o sui quali siano state definite a livello internazionale delle politiche cui l’Italia ha aderito:
Combattere il fumo
Promuovere alimentazione salubre e attività fisica
Combattere l’uso dell’alcol
Combattere gli agenti infettivi oncogeni
Combattere l’esposizione ad oncogeni negli ambienti di vita e di lavoro.
Sviluppo tecnologico
Prevenzione Secondaria (Screening)
Gli obiettivi di prevenzione secondaria dei tumori (screening) con finalità di riduzione della mortalità causa specifica (talora anche dell’incidenza), possono essere raggiunti mediante interventi di sanità pubblica di popolazione o mediante un’attività di iniziativa dei professionisti negli ambiti erogativi della specialistica.
Gli interventi di sanità pubblica di popolazione costituiscono i “programmi organizzati di screening” (PS). Tali interventi, sono inclusi dal 2001 nei Livelli Essenziali di Assistenza per quanto attiene ai tumori della mammella, cervice uterina e colon-retto.
Nel 2003 il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione, proposta dalla Presidenza Italiana, per l’adozione, uniforme in tutti i Paesi dell’Unione, dell’offerta attiva dello screening per i tumori della mammella, della cervice uterina e del colon-retto.
Il recente (2008) First Report della European Commission- Directorate-general for Health&Consumers “Cancer screening in the European Union - Report on the implementation of the Council Recommendation on cancer screening” nel ribadire l’importanza di proseguire nell’implementazione dei programmi di screening evidenzia un generale positivo aumento dell’attività e come l’Italia si situi in un’incoraggiante fase di attuazione.
La programmazione italiana ha agito su due piani: l’inserimento della erogazione dei PS nel Piano Nazionale della Prevenzione 2005-2008 e il sostegno alle infrastrutture regionali mediante i finanziamenti previsti dalla lg 138/04 e dalla lg 286/06.
Prevenzione Terziaria - La prevenzione delle complicanze e recidive di malattia
Oltre a quanto già detto sulla prevenzione primaria e secondaria, un ulteriore modo di prevenire i decessi per cancro è, ovviamente, anche quello di curare adeguatamente i tumori che recidivano (Prevenzione Terziaria).
Indubbiamente grazie al generale progresso delle scienze mediche ed in particolare al miglioramento delle tecnologie diagnostiche (soprattutto di imaging); della chirurgia, della chemioterapia e della radioterapia si è registrato un sempre migliore risultato terapeutico che si traduce in una diminuzione dei tassi di mortalità ; a tale performance è sostanzialmente riconducibile il fenomeno del differenziale tra incidenza e mortalità riscontrato per diversi tumori negli ultimi anni.
Tuttavia le persone che sopravvivono al cancro costituiscono un importante gruppo di popolazione, con caratteristiche particolari e bisogno di un risk-assessment personalizzato.
Fonte: ministero della Salute
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