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Welfare - Milano Nuove Regole per la Valorizzazione dei Beni Confiscati a Milano

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Milano, città in continua evoluzione, sta per compiere un passo significativo nella gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Il Comune, con l'obiettivo di stimolare la rinascita urbana e coinvolgere attivamente la comunità, ha varato nuove regole per l'assegnazione di 230 unità immobiliari, valutate complessivamente intorno ai 20 milioni di euro.

Investimenti Sostenibili e Rischi Imprenditoriali:

Le nuove direttive prevedono che i concessionari possano proporre investimenti per la ristrutturazione e l'efficientamento degli immobili. Gli investimenti non ammortizzati al termine della concessione saranno a carico del nuovo concessionario, con l'importo dell'investimento che potrebbe influire sulla durata della concessione. Questo approccio mira a rendere il rischio imprenditoriale sostenibile, favorendo un esito positivo della procedura di assegnazione.

Partecipazione Attiva dei Cittadini:

Un'altra innovazione è la possibilità per l'Amministrazione di raccogliere manifestazioni d'interesse da parte di privati prima di lanciare il bando pubblico. Questo processo consentirà di valutare progetti di valorizzazione e gestione, contribuendo a definire criteri e richieste del successivo bando di assegnazione. Inoltre, per alcuni immobili, si prevedono percorsi di progettazione partecipata con i cittadini e i Municipi interessati, garantendo una proposta progettuale aderente alle esigenze del territorio.

La "Partecipazione Attiva dei Cittadini" è un concetto chiave nell'ambito della gestione pubblica e urbanistica che sottolinea l'importanza del coinvolgimento diretto dei cittadini nei processi decisionali che riguardano la propria comunità e il proprio ambiente circostante. Nel contesto dell'articolo, si fa riferimento a tale partecipazione per quanto riguarda la valorizzazione e l'assegnazione di beni confiscati a Milano.

Ecco alcuni aspetti chiave della partecipazione attiva dei cittadini:

  1. Coinvolgimento nel Processo Decisionale: La partecipazione attiva implica che i cittadini siano coinvolti fin dalle prime fasi dei processi decisionali. Nel caso dei beni confiscati a Milano, ciò potrebbe tradursi nella possibilità per i residenti dei quartieri interessati di partecipare attivamente alle decisioni sulla destinazione d'uso degli immobili.
  2. Manifestazioni d'Interesse: Nel comunicato si menziona la raccolta di manifestazioni d'interesse da parte di privati prima dell'emissione del bando pubblico. Questo suggerisce che i cittadini e gli imprenditori locali hanno l'opportunità di presentare proposte e progetti per la valorizzazione di questi beni.
  3. Progettazione Partecipata: Un aspetto specifico della partecipazione attiva è la progettazione partecipata, che coinvolge i cittadini nei processi di progettazione urbanistica. In questo contesto, si potrebbero organizzare sessioni di lavoro in cui i residenti e gli stakeholder locali contribuiscono a definire progetti che rispondano alle esigenze e alle aspirazioni della comunità.
  4. Trasparenza e Comunicazione: La partecipazione attiva richiede una comunicazione aperta e trasparente da parte delle autorità locali. I cittadini devono essere informati in modo completo e comprensibile su questioni pertinenti, come le nuove regole per l'assegnazione dei beni confiscati, al fine di prendere decisioni informate.
  5. Valutazione delle Proposte: Nel caso specifico, le proposte emerse durante le manifestazioni d'interesse e la progettazione partecipata, sebbene non vincolanti, possono essere utilizzate per valutare e calibrare i criteri del bando pubblico di assegnazione. Questo processo assicura che le voci dei cittadini siano prese in considerazione nella definizione delle linee guida finali.

In sintesi, la partecipazione attiva dei cittadini promuove una forma di democrazia partecipativa, in cui i residenti sono coinvolti attivamente nelle decisioni che riguardano il loro ambiente di vita. Nel caso dei beni confiscati a Milano, questo approccio mira a garantire che le scelte relative alla destinazione d'uso di tali beni siano in sintonia con le esigenze e le aspettative della comunità locale.

Una Seconda Vita per Luoghi Confiscati:

L'assessore al Welfare e Salute, Lamberto Bertolè, sottolinea l'importanza di superare gli ostacoli che spesso impediscono l'assegnazione di beni confiscati. L'obiettivo è chiaro: trasformare luoghi precedentemente in mano alla criminalità in presidi di legalità, simboli della vittoria dello Stato. La volontà è quella di costruire al loro interno opportunità, servizi e attività a beneficio della comunità.

Alcuni dati : Attualmente, il patrimonio del Comune di Milano conta 230 beni confiscati, principalmente appartamenti, box, locali commerciali, magazzini e terreni, per un valore stimato di circa 20 milioni di euro. La gestione avviene secondo il Codice Antimafia, che prevede l'affidamento gratuito a enti del Terzo settore o l'utilizzo a scopo sociale.

Il "Codice Antimafia" è una legislazione italiana di fondamentale importanza che regola le attività e le misure di contrasto alla criminalità organizzata e alle infiltrazioni mafiose. Questo codice è stato creato con l'obiettivo di combattere e prevenire le attività illecite delle organizzazioni criminali, con particolare attenzione ai fenomeni mafiosi che hanno una lunga storia di infiltrazione nella società italiana.

Nel contesto dei beni confiscati menzionati nel comunicato, il Codice Antimafia fornisce le linee guida e le disposizioni necessarie per la gestione di tali beni. Ecco alcuni aspetti chiave del Codice Antimafia in relazione ai beni confiscati:

  1. Gestione dei Beni Confiscati: Il Codice stabilisce le modalità attraverso le quali i beni confiscati alle organizzazioni criminali devono essere gestiti. Può prevedere che questi beni siano assegnati direttamente all'Amministrazione o affidati a enti e associazioni per scopi sociali.
  2. Affidamento Gratuito: Uno degli strumenti principali è l'affidamento gratuito di questi beni a enti del Terzo settore, che possono utilizzarli per progetti sociali o culturali. Questa pratica contribuisce a reinvestire i proventi ottenuti dalla gestione dei beni a scopi sociali.
  3. Assegnazione tramite Avviso Pubblico: Il Codice Antimafia prevede spesso che l'assegnazione dei beni confiscati avvenga attraverso procedure trasparenti come gli avvisi pubblici. Questi meccanismi mirano a coinvolgere il maggior numero possibile di soggetti interessati, garantendo la massima concorrenza e trasparenza nelle assegnazioni.
  4. Utilizzo a Scopo Sociale: I beni confiscati possono essere destinati a progetti di residenzialità, diritti e inclusione dei cittadini, cultura della salute e supporto alle persone con disabilità, promuovendo così un impatto positivo sulla società.
  5. Reinvestimento dei Proventi: Nel caso in cui i beni confiscati vengano utilizzati a scopo di reddito, il Codice Antimafia stabilisce che i proventi ottenuti debbano essere reinvestiti per fini sociali o comunitari.

In sintesi, il Codice Antimafia è un quadro normativo completo che fornisce strumenti e disposizioni per contrastare e gestire i beni confiscati provenienti da attività criminali. Nel caso specifico di Milano, le nuove regole per l'assegnazione dei beni confiscati, come descritte nel comunicato, sono in linea con i principi e gli obiettivi stabiliti dal Codice Antimafia, puntando a favorire la rinascita di tali luoghi attraverso l'assegnazione a soggetti che promuovano la legalità e il benessere sociale.

Conclusioni: Il cambiamento delle regole per l'assegnazione dei beni confiscati rappresenta un passo fondamentale verso la rinascita urbana e la creazione di nuovi spazi sociali a Milano. Queste nuove direttive promuovono la partecipazione attiva dei cittadini e degli imprenditori, garantendo che la valorizzazione di questi luoghi contribuisca al benessere della comunità. La città si prepara a una nuova fase di crescita e rigenerazione, dimostrando che anche da situazioni difficili può nascere un futuro luminoso.

Glossario:

  • Beni Confiscati: Proprietà, immobili o asset confiscati da organizzazioni criminali a seguito di attività illegali o infiltrazioni mafiose.
  • Codice Antimafia: Normativa italiana che disciplina le misure e le azioni per contrastare la criminalità organizzata, le infiltrazioni mafiose e la gestione dei beni confiscati.
  • Concessionario: Soggetto a cui viene assegnato l'uso di un bene confiscato, spesso tramite procedure pubbliche e trasparenti.
  • Investimenti Sostenibili: Progetti e interventi finalizzati a migliorare l'efficienza, la sostenibilità e la fruibilità degli immobili confiscati.
  • Progettazione Partecipata: Processo collaborativo che coinvolge i cittadini, gli stakeholder locali e le autorità nella definizione dei progetti urbani e delle destinazioni d'uso.
  • Manifestazioni d'Interesse: Richieste o proposte presentate da privati o enti interessati a partecipare alla gestione o valorizzazione di beni confiscati.
  • Bando Pubblico: Annuncio ufficiale emesso dalle autorità che invita potenziali concessionari a presentare proposte per l'assegnazione di beni confiscati.
  • Durata della Concessione: Periodo temporale per cui un concessionario ottiene l'uso di un bene confiscato, spesso influenzato dagli investimenti proposti.
  • Rinascita Urbana: Concetto che indica il processo di rigenerazione e revitalizzazione di aree urbane attraverso interventi che favoriscono la crescita economica, sociale e culturale.
  • Partecipazione Attiva dei Cittadini: Coinvolgimento diretto dei residenti e degli stakeholder locali nei processi decisionali che riguardano la propria comunità.
  • Democrazia Partecipativa: Modello di governo in cui i cittadini sono attivamente coinvolti nelle decisioni che influenzano la vita della comunità.
  • Transparenza: Principio che promuove l'apertura e la chiarezza nelle azioni e nelle decisioni delle autorità pubbliche.
  • Legalità: Principio che sottolinea la conformità alle leggi e alle normative, contrastando l'illegalità e la criminalità organizzata.
  • Comunità Locale: Insieme di persone che vivono in una specifica area geografica e condividono interessi, risorse e responsabilità comuni.
  • Democrazia Urbana: Concetto che enfatizza la partecipazione dei cittadini nei processi decisionali riguardanti lo sviluppo e la gestione delle città.

Fonti: Comune di Milano, Codice Antimafia.