È di ieri la notizia riguardante l'appello del CIATDM (Coordinamento Internazionale Associazioni per la Tutela dei Diritti dei Minori) al Presidente Mattarella e al Governo italiano per il ritorno del piccolo Adelio Bocci, rapito dalla madre e portato in Kazakistan.
I Fatti e la Situazione Attuale
Il piccolo Adelio Bocci, cittadino italiano, è stato portato in Kazakistan dalla madre nel 2015, quando aveva poco più di un anno. Da mesi, il padre, Giovanni Bocci, e la zia Elsa Bocci, non hanno alcun contatto con Adelio, nemmeno attraverso Skype, e temono per la sua incolumità.
L'ulteriore inquietudine emerge dal fatto che la madre avrebbe abbandonato il bambino nelle mani di persone sconosciute, mettendo a repentaglio la sua sicurezza. Tale comportamento irresponsabile e potenzialmente dannoso è fonte di grande apprensione per il padre, che teme per la vita e l'incolumità del figlio.
La situazione si è complicata ulteriormente a causa della mancanza di collaborazione da parte dei Ministeri competenti del Kazakistan. Nonostante gli sforzi della famiglia Bocci e del CIATDM nel coinvolgere parlamentari italiani, i Ministeri kazaki hanno rifiutato di fornire informazioni senza una delega scritta da parte del padre di Adelio. Questa richiesta ha sollevato dubbi sulla trasparenza e sulla volontà delle autorità kazake di risolvere la situazione in modo equo e tempestivo.
L'appello del CIATDM, quindi, si basa su una situazione critica in cui un minore italiano è stato strappato dalla propria famiglia e si trova in una situazione incerta e potenzialmente pericolosa. La richiesta di intervento urgente al Presidente Mattarella e al Governo italiano mira a garantire il ritorno di Adelio in Italia, dove può essere riunito con la sua famiglia e vivere in un ambiente sicuro e familiare.
In questo contesto, la preoccupazione del CIATDM è fondata sulla necessità di risposte chiare e trasparenti, così come l'attivazione di canali certi e sicuri per assicurare il benessere e la sicurezza del piccolo Adelio Bocci.
L'Appello del CIATDM
Il CIATDM, consapevole degli incontri tra i rappresentanti italiani e il Presidente del Kazakistan, chiede un immediato ricongiungimento del piccolo Adelio con la sua famiglia italiana. Ritenendo che il rapporto rinnovato tra i due Paesi possa facilitare una soluzione, il CIATDM sottolinea l'importanza di agire rapidamente per proteggere i diritti del minore.
Intervento Ufficiale e Richiesta di Chiarezza
Il 20 gennaio, il CIATDM ha inviato un appello ufficiale al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al Governo italiano, chiedendo un intervento che favorisca il ritorno di Adelio in Italia. Questa richiesta segue la visita ufficiale in Italia del presidente kazako, durante la quale sono stati rinnovati i rapporti tra i due Paesi.
Mancanza di Collaborazione e Richiesta di Aiuto Pubblico
Nonostante gli sforzi della famiglia Bocci e del CIATDM nel coinvolgere parlamentari italiani per interloquire con i Ministeri competenti del Kazakistan, la situazione non si è sbloccata. I Ministeri kazaki hanno richiesto una delega scritta da parte del padre di Adelio per fornire informazioni, suscitando l'incredulità del CIATDM.
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Conclusione e Speranza per il Futuro
Il CIATDM auspica che il Presidente e il Governo italiano possano fornire risposte chiare e trasparenti sulla vicenda di Adelio Bocci. L'obiettivo principale è attivare canali certi e sicuri per garantire il ritorno del bambino in Italia e il suo immediato ricongiungimento con il padre e la zia, nel rispetto dei suoi diritti e della sua sicurezza.
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(AGI) - Roma, 20 gen. - Un intervento che possa favorire un immediato ricongiungimento del piccolo Adelio Bocci, 10 anni, portato in Kazakistan dalla madre nel 2015, "con i parenti da cui e' stato strappato: l'affetto dell'amato papa' Giovanni e della cara zia Elsa" - così chiede il CIATDM, Coordinamento internazionale delle associazioni per la tutela dei diritti dei minori.