El Nost Milan è molto più di una semplice rappresentazione teatrale: è un viaggio attraverso la città di Milano, un incontro tra passato e presente, tra il dialetto milanese e la società di oggi. Un progetto che, in tre anni, ha coinvolto centinaia di cittadini, tra cui disabili, bambini, anziani e giovani, unendo realtà diverse per raccontare le contraddizioni e la ricchezza della capitale economica d’Italia. L’opera si è sviluppata come un’esperienza collettiva che ha preso vita a partire dal famoso testo di Carlo Bertolazzi, El Nost Milan, una commedia scritta nel 1893 che descrive con grande acutezza la Milano di fine Ottocento, un mondo di contrasti sociali, tra la ricchezza dei benestanti e le difficoltà dei poveri.
Il progetto, ideato e curato dalla compagnia ATIR e dal Teatro Carcano, ha visto un approfondimento dei temi trattati nel testo di Bertolazzi, reinterpretandoli alla luce della realtà contemporanea milanese, tra povertà, ricchezza e cambiamenti sociali che caratterizzano la città di oggi. Ma l’obiettivo è stato quello di raccontare, quanto quello di coinvolgere direttamente le persone che vivono la città. Ogni capitolo del progetto ha messo in luce una dimensione diversa della metropoli, attraverso la partecipazione diretta di cittadini di tutte le età e provenienze.
Il Progetto Triennale: Un Viaggio tra le Contraddizioni di Milano
Il progetto triennale El Nost Milan è partito da un obiettivo chiaro: riunire le voci di Milano, dar spazio a chi spesso non ha visibilità e rappresentare la città attraverso le esperienze quotidiane di chi la abita. Nel primo anno, il focus è stato sulla povertà, portando il teatro nelle periferie di Milano, dove spesso la realtà sociale è ignorata dai grandi mezzi di comunicazione. Il secondo capitolo ha esplorato invece le zone più ricche della città, come il centro e le aree di lusso, rivelando un altro volto di Milano, quello delle disuguaglianze economiche. In entrambi i casi, i laboratori e le attività di preparazione hanno coinvolto centinaia di cittadini, che hanno avuto l’opportunità di esplorare le dinamiche sociali della città e di riflettere su di esse attraverso il teatro.
Il valore di El Nost Milan non sta solo nel raccontare storie, ma nel farle vivere alle persone. Gli attori erano professionisti, ed anche cittadini comuni che si sono immersi nel processo creativo e hanno contribuito alla realizzazione dell’opera. Milano è lo sfondo, è un attore protagonista del progetto: un contesto che è cambiato nel tempo, ma che conserva un’identità forte, fatta di tradizioni e di lotte sociali.
Lella Costa e il Coro dei Cittadini: Un’Interpretazione Corale della Milano di Oggi
Nel terzo anno del progetto, El Nost Milan ha assunto una forma nuova, con l’ingresso di Lella Costa come protagonista e la creazione di un vero e proprio coro di cittadini. Questo coro, composto da 30 partecipanti selezionati tra quelli che avevano preso parte ai laboratori nelle precedenti fasi, è stato chiamato a interpretare la Milano di oggi attraverso la lingua del dialetto milanese, quella stessa lingua che ha contraddistinto il testo di Bertolazzi. La sfida di Lella Costa è stata quella di trasmettere il messaggio dell’opera in modo che fosse comprensibile e attuale, utilizzando la lingua del dialetto come strumento di narrazione, ma anche come mezzo per riflettere sul valore della memoria e delle tradizioni culturali.
Il dialetto milanese, purtroppo, sta scomparendo lentamente, e El Nost Milan si propone di preservarlo, restituendo voce a una Milano che esiste nei grattacieli del centro, ed anche nelle strade, nei quartieri più lontani, nei mercati e nelle case popolari. Il progetto ha dato l’opportunità a ciascun partecipante di riscoprire le proprie radici e di esplorare le proprie origini culturali, stimolando una riflessione profonda sulla società di oggi e sulle sue contraddizioni.
La Collaborazione tra Enti e Cittadini: Un Progetto Socialmente Rilevante
Uno degli aspetti più significativi di El Nost Milan è la sua dimensione sociale. Il progetto non si è limitato a una semplice attività culturale, ma ha coinvolto una rete di organizzazioni che si occupano di inclusione sociale e di sostegno a persone in situazioni di vulnerabilità. Diverse realtà del terzo settore, tra cui la Cooperativa Sociale Comunità Progetto, l’Associazione Aiutiamoli e il CAG CD Giambellino, hanno partecipato attivamente, supportando il lavoro di laboratorio e favorendo l’inclusione di persone con disabilità, anziani e giovani provenienti da contesti svantaggiati.
Il risultato di questa collaborazione è stato un percorso che ha coinvolto i cittadini in prima persona, sia come spettatori che come attori principali della narrazione. La partecipazione ai laboratori non ha solo significato imparare a recitare, ma anche un’opportunità di crescita personale e di sviluppo sociale. In questo modo, El Nost Milan ha contribuito a rafforzare il legame tra i cittadini e il loro territorio, stimolando un senso di appartenenza e di responsabilità civica.
Inoltre, il progetto ha avuto un impatto positivo sulla città stessa, creando una rete di connessioni tra diverse realtà e favorendo il dialogo tra le diverse generazioni e i diversi ceti sociali. Le numerose attività svolte in collaborazione con le scuole, le università e altre istituzioni culturali hanno permesso di avvicinare anche i giovani a un’esperienza diretta di teatro partecipato, incoraggiando la riflessione sui temi trattati nella commedia di Bertolazzi, ma anche sui temi attuali della città di Milano.
Il Contributo di ATIR e del Teatro Carcano
ATIR e il Teatro Carcano sono stati i protagonisti principali di questo progetto, mettendo a disposizione la loro esperienza e la loro professionalità per realizzare un’opera che ha saputo combinare l’arte teatrale con l’impegno sociale. Il Teatro Carcano, con la sua lunga storia e tradizione, è stato il luogo ideale per ospitare El Nost Milan, un contesto che ha reso possibile l’incontro tra la cultura teatrale e le esigenze sociali della città.
La compagnia ATIR, con la sua attenzione alla dimensione sociale e partecipata del teatro, ha saputo guidare il progetto in modo innovativo, dimostrando che il teatro può essere uno strumento potente per l’inclusione e il cambiamento sociale. Grazie alla loro collaborazione, El Nost Milan è riuscito a portare in scena una Milano che è quella dei palazzi e dei grattacieli, ed è anche quella delle periferie, delle contraddizioni e delle sfide quotidiane.
Il Futuro del Progetto e la sua Rilevanza Sociale
L’ultima parte del progetto si concluderà il 6 dicembre 2024 con una grande recita finale, che vedrà il coinvolgimento del pubblico in un’esperienza che non sarà solo teatrale, ma anche sociale. Il ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto a Banco dell’energia, un ente che si occupa di sostenere le persone in situazioni di vulnerabilità, contribuendo a combattere la povertà energetica che affligge molte famiglie milanesi.
Per concludere
Nel cuore di Milano, un progetto teatrale che ha saputo intrecciare le storie di chi vive la città ogni giorno, portando in scena non solo le tradizioni ma anche le disuguaglianze che segnano la realtà contemporanea. El Nost Milan non si limita a raccontare un’epoca lontana, quella di Carlo Bertolazzi, ma diventa specchio di una Milano che si trova a fare i conti con il proprio presente. Ogni incontro tra le diverse realtà sociali milanesi è un atto teatrale, ed è un momento di riflessione profonda sulla condizione economica, sociale e culturale della città.
Il progetto ha fatto incontrare le generazioni, ha creato ponti tra le periferie e il centro, tra i giovani e gli anziani, coinvolgendo cittadini di ogni tipo. È stato un esercizio artistico, ed è un'opportunità concreta di partecipazione attiva per coloro che spesso sono invisibili agli occhi dei grandi media. Eppure, è proprio in queste storie, nei gesti quotidiani, nelle parole più semplici, che risiedono le radici della vera Milano.
L’opera, infatti, è un mero spettacolo, ed un viaggio che trasforma il teatro in uno spazio di dialogo diretto tra la città e i suoi abitanti. Ogni esibizione ha creato una connessione che va oltre la scena, offrendo a chi partecipa una nuova prospettiva sulla propria comunità. L’arte, qui, è uno strumento di espressione, e diventa motore di cambiamento, capace di smuovere la coscienza collettiva e far emergere una realtà fatta di sfide, ma anche di sogni e speranze comuni.
E, mentre il palco si trasforma in un luogo di incontro, il dialetto milanese, simbolo di una tradizione che rischia di svanire, diventa la lingua di un nuovo riscatto culturale. El Nost Milan è un omaggio alla città, ed un impegno verso il futuro: quello di far risuonare di nuovo, nelle strade e nei cuori, la lingua e la cultura che ci legano, restituendo dignità a chi troppo spesso viene messo ai margini.
In questo contesto, El Nost Milan si fa specchio della Milano che guarda avanti, ma non dimentica da dove viene. La solidarietà che attraversa ogni fase del progetto, il coinvolgimento diretto dei cittadini, le diverse voci che hanno arricchito la rappresentazione, sono il segno che la cultura può diventare strumento di cambiamento, capace di abbattere le barriere e di costruire una comunità più consapevole, più inclusiva, più forte.
Ogni scena racconta la vita vera di una città che, pur nelle sue contraddizioni, sa ancora guardare al futuro con speranza. E così, mentre le luci si spengono sulla scena, le storie dei protagonisti, di chi è salito sul palco e di chi ha assistito, rimangono nell’aria, portando con sé una promessa: quella di una Milano che, attraverso il teatro e la partecipazione, si è riappropriata di sé stessa.
- Adattamento per voce sola e coro ispirato all’omonima commedia di Carlo Bertolazzi
- Un progetto triennale di arte partecipata a cura di ATIR e Teatro Carcano
- Ideato e diretto da Serena Sinigaglia
- Con Lella Costa e un coro di cittadini milanesi
NOTE DI REGIA
Siamo arrivati al terzo e ultimo capitolo del progetto El Nost Milan, un’opera di teatro partecipato ispirata al capolavoro di Carlo Bertolazzi, debutto al Teatro Carcano nel 1893 e riallestito da Giorgio Strehler nel 1955 al Piccolo Teatro di Milano. Un allestimento che ha segnato un momento importante per il teatro italiano, aprendo la strada ai successivi lavori del regista, tra cui quelli tratti dalle opere di Brecht.
El Nost Milan racconta una Milano di fine ‘800, in un’affresco crudo e poetico. Bertolazzi, uno dei maggiori esponenti del verismo italiano, descrive la città con una potenza e concretezza che ancora oggi colpisce. E sorprende come quella Milano, nonostante il passare del tempo, sembri così familiare a quella che viviamo oggi. Il testo, che potrebbe sembrare datato, è invece intriso di una modernità che lo rende attuale, facendone un classico che, come tutti i classici, supera i confini temporali e spaziali. L'influsso di El Nost Milan è talmente forte che, partendo da queste parole, abbiamo potuto viaggiare per tre anni alla scoperta della nostra città.
Il primo anno, ispirati dalla prima parte del testo, quella della Povera Gente, abbiamo esplorato i luoghi della povertà a Milano, creando una narrazione originale che ha portato sul palco l’esperienza vissuta. Il secondo anno, seguendo la parte dedicata ai Signori, abbiamo cercato di penetrare il segreto della vera ricchezza milanese. Alcuni luoghi ci hanno aperto le porte, ma la maggior parte è rimasta inaccessibile, ed è da questa inaccessibilità che abbiamo scritto il secondo capitolo. Più di 170 cittadini hanno partecipato a questi percorsi, trasformandosi in attori e contribuendo con il loro impegno e la guida di registi, attori, educatori, drammaturghi, in un’esperienza di esplorazione della città.
Arriviamo dunque al terzo e ultimo capitolo. La lunga premessa è necessaria, perché conoscere quanto accaduto prima di questo momento aiuta a comprenderne appieno la portata. Un viaggio collettivo che ha coinvolto ATIR, il Carcano, i cittadini e tanti altri che hanno reso possibile tutto questo. Milano racconta se stessa, attraverso un processo identitario che unisce passato e presente. Questo è stato El Nost Milan fino ad ora.
Ora è il momento di tornare all’origine, di onorare il testo che ha guidato il nostro cammino. Racconteremo El Nost Milan di Bertolazzi, la Milano di allora, con i suoi personaggi iconici: Nina, Peppon, Togasso, Bella Helen, Marchese Riccardo e tanti altri. Un racconto che ci permetterà di vedere la Milano di fine ‘800, ancora viva nel nostro presente. Sul palco 30 cittadini, selezionati tra coloro che hanno partecipato alle esperienze precedenti, daranno vita a questo racconto. Il gruppo di attori, composto da anziani, bambini, adolescenti, diversamente abili e amatori, interpreterà le scene corali previste dal testo. A guidarci nel racconto sarà Lella Costa, che, insieme al dialetto milanese, restituirà la lingua e gli snodi fondamentali della storia. Così, come in un sogno, vedremo emergere la Milano di allora, con il sapore del teatro antico, con le sue quinte e fondali dipinti che descrivono gli ambienti e segnano i cambi di scena. Un omaggio a un passato che, nonostante tutto, rimarrà sempre con noi.
I poveri, i ricchi, il bisogno disperato di equità sociale, che sembra impossibile da realizzare. Ecco la fatica di essere umani.
Serena Sinigaglia - regista e co-direttrice Teatro Carcano
NOTE DI DRAMMATURGIA
La creazione di un "teatro città", nata grazie al lavoro triennale su tutto il territorio milanese, ha dato vita a tre eventi distinti, diretti dalla stessa Serena Sinigaglia. Questi eventi, andati in scena al Carcano tra novembre 2022, 2023 e il prossimo dicembre 2024, hanno visto protagonisti i cittadini e le cittadine dei laboratori, che hanno raccontato delle persone senza nome o senza volto, ma di cui rimane l'eco, dal debutto dell'opera nel ‘900 fino ai giorni nostri, nella Milano che conosciamo.
Nei primi due anni, il lavoro si è concentrato su interviste, ricordi e la scoperta dei luoghi simbolici di povertà e ricchezza. La città è stata idealmente divisa in 12 parti, ognuna rappresentata da un laboratorio che ha mappato luoghi cruciali per il nostro racconto. Questi laboratori sono stati guidati da Serena Sinigaglia e vari drammaturghi, trasformando le esperienze sul campo in testi teatrali, che sono poi stati messi in scena. Un racconto di una giornata milanese che intreccia due realtà opposte, ma condividenti lo stesso spazio, per confluire in uno spettacolo unico, in cui le parole e le esperienze dei cittadini/testimoni del nostro tempo si sono fuse con quelle di una città che è, prima di tutto, un teatro.
Il terzo anno, invece, vedrà l’allestimento del testo originale di Bertolazzi, con Lella Costa come narratrice d’eccezione. La sua voce accompagnerà il pubblico attraverso le vicende dei protagonisti della storia – Nina, Peppon, Togasso, Riccardo e la Bella Elène – che ancora parlano il milanese. Questi personaggi si intrecciano con le esperienze del coro di cittadini, in una storia che, pur essendo intrisa di un passato lontano, è viva nel presente di una Milano che non smette mai di essere, tra antico e futuro, una città piena di contraddizioni, ma anche di sogni.
Tindaro Granata - Drammaturgo
"Bellissimo, commovente e divertente, sono tornata a casa con tanti pensieri in testa… questo è un teatro necessario!"
Giornalista
"Un’opera colossale, umana e coraggiosa, diretta da Serena Sinigaglia con la collaborazione di un’equipe in ascolto della voce umana."
Spettatore
"Grande immersione nella realtà milanese, ampia ma di cui non si parla. Ce n’è un gran bisogno, ne sono uscita con rinnovato desiderio di darmi da fare. Il teatro utile, quello che mi piace."
EL NOST MILAN – TERZA PARTE
Adattamento per voce sola e coro ispirato all’omonima commedia di Carlo Bertolazzi. Un progetto triennale di arte partecipata a cura di ATIR e Teatro Carcano.
Ideato e diretto da Serena Sinigaglia, con la partecipazione di Lella Costa e un coro di cittadini milanesi che hanno preso parte ai laboratori di ATIR.
Adattamento: Tindaro Granata e Serena Sinigaglia
Traduzione dal dialetto milanese: Domenico Ferrari
Scene: Maria Spazzi
Costumi: Paola Giorgi
Luci: Roberta Faiolo
Consulente musiche: Sandra Zoccolan
Direzione tecnica: Christian Laface
Tecnica video: Fabio Brusadin
Coordinamento sociale: Nadia Fulco e Massimiliano Pensa
Direzione coro: Valeria Fornoni e Virginia Zini
Educ-attrice: Valentina Ledono
Lo spettacolo è stato realizzato con la collaborazione di Cooperativa Sociale Comunità Progetto, Associazione Amici di Edoardo onlus, Aiutiamoli, Associazione Aiutility Onlus. Una produzione Teatro Carcano e ATIR, con il contributo di Fondazione Cariplo.
Il ricavato della vendita dei biglietti per la recita del 6 dicembre sarà devoluto a Banco dell'energia, un ente filantropico che sostiene le persone in situazioni di vulnerabilità economica e sociale, con particolare attenzione alla povertà energetica. Per maggiori informazioni: www.bancodellenergia.it.
PREZZI
Poltronissima
Intero: € 38,00
Ridotto under 30 / over 65: € 27,00
Ridotto under 18: € 19,00Poltrona/balconata
Intero: € 30,00
Ridotto under 30 / over 65: € 24,50
Ridotto under 18: € 19,00
ORARI
- 5, 6 dicembre ore 19.30
- 7 dicembre ore 20.30
- 8 dicembre ore 16.30
VENDITE ONLINE
TEATRO CARCANO
Corso di Porta Romana, 63 - 20122 Milano
MM3 Crocetta, MM4 Sforza Policlinico
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