Spazio ZAZIE:debutta in prima nazionale

allo Spazio ZAZIE - dal 10 al 28 gennaio 2005

IL CERCHIO INCANTATO
testo e regia di Roberto Trifirò
da “Il monaco nero” di Anton ?echov

”Attraverso un misterioso processo di trasformismo drammaturgico, ?echov, da una delle sue opere teatrali che ebbe, con suo grande dispiacere, meno successo, il “Lescij”, trasse ispirazione per arrivare alla stesura di “Zio Vanja”. Confrontando i due testi ci si può rendere conto della particolarità del suo processo creativo, di come da un testo con pregi e difetti, lo stesso autore riesca ad eliminare i difetti o a tramutarli in pregi, lasciandone i pregi trasfigurati. Di questa originale capacità elaborativa forse il primo ad esserne sorpreso fu lo stesso ?echov, che di fronte al grande successo di “Zio Vanja” rimase sempre un po’ perplesso, quasi incredulo”¦

Questo singolare accadimento è stato un insolito stimolo per cominciare a scrivere IL CERCHIO INCANTATO, tratto liberamente da alcuni racconti di Cechov in particolare IL MONACO NERO dove l’autore russo descrive un caso di sdoppiamento della personalità : il professor Kovrin trova una ragione di vita solo nei colloqui con un personaggio frutto della sua immaginazione, che assume le sembianze di un “monaco nero”. Sono dialoghi ardenti sulla vita e l’immortalità dell’anima, sulla verità e il valore della conoscenza in cui Kovrin, pur consapevole che il monaco nero è il prodotto della propria immaginazione, trova una serenità e una felicità che gli restituiscono la voglia di vivere e gli danno fiducia nel proprio lavoro e nelle proprie ricerche.

Quando il suo tutore, Egor Semëny?, e sua figlia Tanja lo spingono a curarsi dalla sua pazzia, egli piomba, dopo un iniziale torpore, in uno stato di estrema infelicità . “Avevo delle allucinazioni, ma a chi davo fastidio... La rivolta di Kovrin è una ribellione contro la normalità , intesa come moderazione e convenzionalità : essa uccide qualsiasi ispirazione, sopprime il genio favorendo l’ottusità , impedisce di essere se stessi e porta alla rovina la civiltà . La struttura portante del racconto è stato il punto di riferimento dal quale ho sviluppato o inventato situazioni e personaggi, collocandoli in un tempo presente. Forse la NOVITA principale, oltre alla creazione di un nuovo personaggio, la giovane e ambigua cameriera francese di origine armena MARUSSIA, con la quale Kovrin cercherà invano di costruire una “nuova vita”, sono gli incontri e i dialoghi con il monaco nero (qui un’enigmatica figura metà uomo metà donna con un nome bizzarro: TARARABUMBI-JA) che risultano pervasi da un’insinuante malizia sessuale e che forse propongono all’inconscio di Kovrin la scoperta di un alter ego al femminile”¦

Un altro elemento di novità è la sua preveggente consapevolezza che durante e dopo la “cura” tutto, anche la sincera partecipazione delle persone al lui più vicine, Egor Semëny? e la figlia TANJA, concorrerà a un unico fine, la sua rovina. ”Sono pochi gli uomini che alla fine della loro vita non provano quel che io provo adesso. Quando ti dicono che hai qualche cosa come i reni cattivi o l’ipertrofia di cuore e tu cominci a curarti, oppure quando ti dicono che sei un pazzo o un criminale, vale a dire, in una parola, quando la gente tutt’a un tratto rivolge la sua attenzione su di te, sappi che allora sei caduto in un cerchio incantato dal quale non uscirai più. E più ti sforzerai per uscirne e più ti ci perderai. Bisogna rassegnarsi perché non ci sono più sforzi umani che ti possano salvare. Così almeno sembra a me.. Di lì a due anni la sua salute peggiorerà irrimediabilmente, e negli ultimi istanti della sua vita, dopo uno sbocco di sangue causato dalla tubercolosi, Kovrin rivedrà per l’ultima volta la sua allucinazione, che con un sorriso gli sussurrerà : “Tu sei un genio, stai morendo solo perché il tuo fragile corpo umano ha perduto il suo equilibrio, e non basta più a contenere il tuo genio”¦ E dall’espressione di Kovrin morto traspare “un sorriso di beatitudine che irrigidisce il suo volto”.

con (in ordine alfabetico):
Sonia Bonacina (Tanja Egorovna Pesockaja)
Francesca Debri (Tararabumbi-ja)
Virna Hireche (Marussia Viktorovna)
Franco Sangermano (Egor Semënovi? Pesockij)
Roberto Trifirò (Andrej Vasilievi? Kovrin)

Roberto Trifirò

intero 10,00 euro - ridotto 7,00 euro - tessera associativa 5,00 euro
prenotazioni: 0234537852 - 0233106742 - prenotazioni@spaziozazie.it
spazio ZAZIE - Via Lomazzo 11 - Milano tram 12 - 14 - 29 -30 - 33 MM2 Moscova - www.spaziozazie.it

posti limitati, si consiglia la prenotazione