Exxon e Gulf, simboli usa in Iraq

Due avamposti americani nel sud del paese sono stati battezzati con il nome delle più importanti società petrolifere statunitensi. Una scelta che, secondo il quotidiano "The Guardian", dà voce a chi sostiene che il vero motivo della guerra è il petrolio iracheno

Bassora è ancora controllata dagli iracheni, ma sei carri armati britannici, con un blitz fulmineo, sono entrati nella citta' e hanno distrutto a cannonate una grande statua di Saddam Hussein.

Abbattere i simboli del potere, in tutto il paese, è stato uno degli obiettivi prioritari degli alleati angloamericani sin dall’inizio della campagna "Liberta' per l’Iraq". Tuttavia, c'è chi ha fatto notare che gli americani hanno portato in Iraq anche propri simboli, che potrebbero avere l’effetto di 'gettare benzina sul fuoco'.

Come nel caso di due avamposti della 101/ma divisione aerotrasportata nel sud del paese, che sono stati chiamati 'Base operativa avanzata Exxon' e 'Base operativa avanzata Gulf', dal nome di due importanti compagnie petrolifere. Una scelta che, secondo il quotidiano britannico Guardian, di certo dà voce a quanti sostengono che il vero motivo della guerra è il petrolio dell’Iraq.

Il colonnello Chris Vernon, portavoce delle forze armate britanniche, ha detto in una conferenza stampa in Kuwait che il monumento a Saddam a Bassora è stato abbattuto per "motivi psicologici". Era una grande statua in metallo, raffigurante il presidente iracheno col braccio alzato. Sotto i colpi dei cannoni dei carri armati "si è come accartocciata. Un grande lampo, scintille ovunque e poi è scomparsa, andata. Vorrei che fosse stato quello vero" di Saddam, ha detto il comandante del gruppo di sei carri armati che hanno compiuto il blitz, nel quale è stata presa di mira anche la sede locale del partito Baath al potere. Certo, vedere una statua di sei metri del rais andare in pezzi serve a dare un'iniezione di fiducia ai soldati angloamericani, oltre che a dimostrare simbolicamente alle forze irachene che ancora resistono nella citta' che il regime "sta crollando".

Al tempo stesso, pero', i miliziani delle resistenza potrebbero sentirsi ancora più motivati nel vedere le forze americane che umiliano il loro paese- piantando per esempio, sia pur brevemente, la bandiera a stelle e strisce a Umm Qasr, dando l’impressione di essere lanciati più- in una guerra di conquista che di liberazione. Oppure nell’apprendere che un campo di aviazione conquistato dagli alleati nei pressi di Nassiriya è stato battezzato 'Bush international airport'. Con ogni probabilita', quest'ultima è solo un'inziativa per fare dell’ironia sul 'Saddam international airport' di Baghdad, ma è difficile pensare che i mujaheddin o i miliziani della Guardia Repubblicana possano sorriderci sopra.