Fronte nord, cade anche Mossul Le truppe irachene via senza combattere

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Dopo la caduta di Bagdad ed il tracollo del regime iracheno l’attenzione resta puntata sul nord del paese dove non è affatto trascurabile il rischio che si inneschi un nuovo conflitto tra i curdi che abitano questa zona dell’Iraq e la Turchia da sempre attentissima a non minare l’equilibrio esistente tra curdi iracheni e curdi turchi. In aggiunta il nord dell’Iraq, grazie agli infiniti giacimenti di petrolio, è la zona più ricca del paese.

Dopo la caduta di Kirkuk ad opera dei peshmerga, avvenuta ieri, oggi, all’alba, gli stessi combattenti curdi hanno occupato Mosul, e fonti statunitensi asicurano che tutta la quinta divisione irakena si è arresa, gli americani annunciano anche che i pozzi petroliferi sono saldamente nelle loro mani.

l’accordo tra curdi e americani è che i peshmerga abbandonino al più presto le città liberate al nord, un gesto che servirebbe, anche, ad abbassare il nervosismo che circola ad Ankara in queste ore, dove i turchi continuano a temere che il nord dell’Iraq sia oggetto di una sorta di secessione, necessaria a costruire un entità curda. Fino a stamane però, nonostante l’ordine impartito ai combattenti dall’Unione Patriottica del Kurdistan e dall’altro partito curdo, il PDK, a Kirkuk, ma anche a Mosul, vi è solo un parziale segno del ritiro dei peshmerga che continuano a pattugliare armati fino ai denti il centro delle due città in preda ai saccheggi. E mentre ad Ankara è in corso un vertice politico presieduto dal premier turco Erdogan sulla situazione del nord Iraq, centinaia di uomini della 173/ma brigata aviotrasportata americana - di stanza nella base USA di Vicenza - sono arrivati nella notte a Kirkuk.

Prossimo obiettivo della coalizione potrebbe a questo punto essere la città di Tikrit, sempre ipotizzata come ultimo rifugio di Saddam Hussein e dei suoi più stretti collaboratori letteralmente spariti nel nulla. Proprio su quell’area continunano ininterrotti i bombardamenti.