Liberate mio papà , Gabriele Torsello non è una Spia è un fotoreporter buono e onesto...

Milano: Gli appelli della Famiglia... La moglie del reporter rapito giovedì in Afghanistan, Silvia Heinrich dichiara "Mio marito non è una spia questa è una ipotesi assurda", e il figlio di solo 4 anni esclama “Liberate il mio papà .. ”... sono queste le parole più importanti sentite fino a questo momento..

Il fotoreporter italiano sequestrato in Afghanistan giovedì scorso Gabriele Torsello è ancora in buona salute.. sono queste le parole a detta dai suoi rapitori.

Tutto questo fa salire l’angoscia ad Alessano, il paese nel Salento dove vivono i genitori e le sorelle di Torsello

Gabriele Torsello, giornalista freelance 37enne residente in Gran Bretagna, sarebbe stato rapito giovedì scorso da un gruppo di uomini armati mentre viaggiava in Afganistan su un autobus nella provincia di Helmand, dove è forte la presenza dei ribelli talebani.

Il Ministro degli Affari Esteri, D'Alema ha confermato l’impegno del governo italiano per liberare il nostro fotoreporter attivando tutti i canali disponibili. Ricordiamo che in quest'area geografica operano anche forze armate della Nato ed il giornalista era ben al corrente della pericolosità della sua missione. Naturalmente era suo diritto rischiare così come è ora nostro dovere cercare di salvarlo. La procura di Roma ha comunque già aperto un fascicolo contro ignoti sul rapimento di Torsello, in cui si ipotizza il reato di sequestro di persona a scopo di terrorismo. Queste le parole del ministro D'Alema .

Un portavoce dei talebani ha però già smentito il coinvolgimento del loro movimento nel rapimento dell’italiano, che sarebbe stato compiuto invece da una banda criminale.

Da informazioni rese disponibili sul sito web italiano Peace Reporter (www.peacereporter.net ), gli stessi rapitori di Torsello avrebbero telefonato a un ospedale Afghano (gestito dalla ong Emergency) dicendo che l’uomo sta bene. La moglie di Gabriele Torsello, Silvia Heinrich, si è rivolta ai sequestratori chiedendo di liberare il marito. "Mio marito non è una spia. È una ipotesi assurda. È con l’anima e il corpo che dà tutto per la sua professione, è una persona buona al punto che a Kabul ha raccolto i soldi per fare operare una ragazzina che aveva un grosso tumore al volto".

Anche da Alessano, il paese nel Salento dove vivono i genitori e le sorelle di Torsello, è partito un accorato appello ai rapitori perché liberino Gabriele, un uomo di pace, un uomo che col suo lavoro ha portato l’obiettivo del mondo su realtà dimenticate. È stato anche rivolto un appello al Governo ed alla comunità internazionale affinchè si metta in essere tutto quanto è nelle loro possibilità perché Gabriele torni tra noi''.

Per LSNN: Gabriele Giampieretti