SARS: NUOVO CASO SOSPETTO IN ITALIA, SALGONO A NOVE

ROMA - Salgono a nove i casi probabili di polmonite atipica in Italia. È infatti stato segnalato oggi all’Organizzazione mondiale della sanita' (Oms) e all’unione europea il caso della bambina cinese di otto anni ricoverata nell’ospedale Burlo Garofalo di Trieste. La bambina, rende noto il ministero della Salute, era tornata dalla Cina il 21 aprile scorso ed ha presentato sintomi della Sindrome acuta respiratoria severa (Sars) nella notte tra il 27 ed il 28 aprile.
Il nuovo caso di Sars probabile, precisa il ministero, è stato classificato ''soprattutto sulla base del criterio epidemiologico (provenienza da zona affetta) e della positivita' della radiografia del torace per polmonitè'. I nove i casi probabili di polmonite atipica in Italia, rileva ancora il ministero, sono tutti ''importati'' e sono stati segnalati all’Oms dal 15 marzo scorso. Si tratta di un paziente dimesso dall’ospedale San Martino di Genova; un paziente dimesso dall’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma; due pazienti dimessi dall’ospedale Sacco di Milano; due pazienti ricoverate presso l’ospedale Sacco di Milano; una paziente ricoverata presso lo Spallanzani di Roma; una paziente ricoverata presso l’ospedale Sant'Orsola di Bologna; una paziente ricoverata presso il Burlo Garofalo di Trieste.

BANGKOK - I leader di Cina, Hong Kong e di dieci Paesi dell’Asia annunceranno un piano in sei punti per contrastare e porre sotto controllo l’epidemia di Sars, fra cui rigide misure di controllo dei viaggi internazionali. Lo afferma una bozza di dichiarazione congiunta che dovra' essere approvata a conclusione di un vertice oggi a Bangkok. La dichiarazione congiunta, di cui la Reuters ha ottenuto una copia, afferma che i ministri ''lavoreranno per adottare rigorose misure di controllo dell’immigrazione e dei posti di frontiera, per prevenire la diffusione della Sars, fra cui per esempio controlli prima delle partenze e agli arrivi e una migliore gestione dei voli''. I leader annunceranno anche l’istituzione di una linea rossa internazionale di emergenza sulla Sindrome respiratoria acuta grave, lo scambio di informazioni, la cooperazione nella ricerca e nella formazione, nonchè riunioni internazionali per escogitare altre misure contro la malattia. Separatamente, i leader dei 10 Paesi dell’Asean (Associazione delle nazioni del sud est asiatico) lanceranno un appello alla trasparenza nell’affrontare la malattia e dichiareranno che la Sars rappresenta una minaccia grave alla regione e al resto del mondo.

SEUL - Un uomo sulla quarantina tornato di recente da Pechino è il primo caso accertato di polmonite atipica in Corea del sud. Lo ha reso noto la televisione sudcoreana. Secondo l’istituto nazionale della sanita' (His), l’uomo era tornato in patria la scorsa notte da Pechino su un volo di una compagnia aerea cinese ed era stato fermato agli uffici di quarantena dell’aeroporto internazionale Incheon di Seul perché trovato con febbre alta. Ricoverato immediatamente in isolamento in un ospedale aveva denunciati i sintomi tipici della 'Sars' ( sindrome respiratoria acuta severa): polmonite, alta temperatura e difficolta' respiratorie. l’uomo aveva soggiornato a Pechino due mesi per lo studio della lingua cinese. l’istituto nazionale della sanita' ha reso noto che sta cercando di rintracciare per telefono tutti gli altri passeggeri a bordo del volo e di aver obbligato i passeggeri seduti accanto all’uomo contaminato a restare chiusi in casa in attesa di una visita a domicilio.

SYDNEY - Un caso sospetto di Sars in Nuova Zelanda è stato riportato oggi all’Organizzazione mondiale della sanita' come il primo caso probabile della sindrome nel paese. A quanto riferisce una portavoce del ministero della Sanita', si tratta di una donna che è stata tenuta in isolamento in un ospedale di Hawke Bay dopo essere tornata da un viaggio in Cina. La paziente è stata dimessa ieri perché le sue condizioni sono migliorate, ma dovra' restare in isolamento in casa per altri dieci giorni. La portavoce ha sottolineato che l’annuncio non deve causare allarme perché il trattamento scrupoloso del caso, da parte della paziente e del personale sanitario, è stato tale da ridurre al minimo il rischio per il pubblico. Vi è un rischio insignificante per gli altri componenti del gruppo che ha visitato la Cina - ha aggiunto - poichè dal loro ritorno sono trascorsi 10 giorni, pari al periodo d'incubazione della Sars.

In Cina sono stati registrati altri 202 casi di Sars e altre nove morti, sette delle quali a Pechino . Il totale dei decessi è ora di 148 su 3.303 casi. Lo ha detto oggi il ministero della Sanita' cinese. Delle nove vittime, una è morta nella provincia dell’Hebei ed una in quella della Mongolia interna. Nella provincia del Shanxi, nella Cina del nord, ci sono stati 23 nuovi casi di infezione, la cifra più alta dopo quella di Pechino. In tutto, lo Shanxi ha avuto 266 casi e nove morti.
Il governo di Hong Kong ha reso noto oggi che il virus Sars ha ucciso altre 12 persone nel territorio e ne ha infettate altre 15. Questi ultimi dati portano il bilancio totale dei morti a Hong Kong a 150, e il totale dei casi a 1.572, secondo un comunicato del governo. Altri 49 pazienti, sul totale di 1.572, sono stati dimessi; il totale dei pazienti dimessi è salito cosi' a 759. Novantadue pazienti sono in gravi condizioni.

l’epidemia della polmonite atipica ha raggiunto il picco in Canada, Singapore, Hong Kong e Vietnam . È invece ancora in salita in Cina. Lo ha reso noto l’Organizzazione mondiale della sanita' (Oms). Secondo l’Oms la Sasr ha quindi raggiunto la fase di massima espansione ed è destinata gradualmente a ridursi in quattro delle sette aree più colpite e nelle quali si è verificata la trasmissione interna della malattia. Gli altri tre Paesi in cui si sono avuti casi di contagio interno, ma nei quali l’epidemia non ha raggiunto il picco sono Cina, Stati Uniti e Gran Bretagna.



BCE: PADOA-SCHIOPPA, EFFETTI SARS PIU' NOCIVI DI GUERRA IRAQ ''l’effetto negativo della polmonite atipica sulla crescita mondiale potrebbe essere superiore a quello della guerra in Iraq''. Lo ha dichiarato Tommaso Padoa-Schioppa, membro del comitato esecutivo della Bce, in un'intervista rilasciata oggi al 'Sole 24 Orè. Sul fronte macroeconomico, Padoa-Schioppa ha messo in guardia da un eccessivo ottimismo legato alla fine delle operazioni militari in Iraq. ''Non si puo' pensare di toccare con mano gia' oggi gli effetti della fine della guerra sull’economia reale. È passato troppo poco tempo dalla conclusione delle ostilita'', ha spiegato il banchiere di Francoforte, aggiungendo che ''al di la' della guerra irachena, l’incertezza geopolitica nata sulla scia degli attentati del settembre del 2001, sembra un fattore destinato a durare anni''.
Di ritorno dagli Stati Uniti, dove a margine del recente G7 ha partecipato a una serie di meeting ad alto livello, Padoa-Schioppa ha sottolineato che ''nei miei incontri a Washington ho potuto verificare uno stato d'animo molto poco incline all’ottimismo. È emersa evidente l’impressione che non si voltera' pagina rapidamentè'. Gli ultimi dati sui consumi, sugli investimenti e sulla disoccupazione, d'altronde, non sono incoraggianti e non sono compatibili con un ritorno rapido ai tassi di crescita degli anni scorsi. ''La mia impressione è che la crescita americana sia destinata a rimanere al di sotto del suo livello potenziale ancora per un certo tempo, ma che lo scenario di una grande depressione sia irrealistico'', ha precisato l’economista italiano. Venendo all’Europa, poi, Padoa-Schioppa ha sottolineato che i suoi problemi economici ''non dipendono tanto dalla fase bassa del ciclo, quanto da una crescita che è bassa ormai da 15 anni, salvo pochissime eccezioni''. Riguardo alle riforme strutturali, da molti invocate per rimettere in moto l’economia, il banchiere centrale ha precisato che ''le rigidita' strutturali limitano il tasso potenziale di crescita, ma non sono cosi' sicuro che riforme strutturali di per sè spingano la crescita. Credo che la crescita sia espressione del dinamismo di una societa' più che il frutto di una tecnica della politica economica''.

SARS: IN CAMPO COMMISSARIO BERTOLASO, LE NUOVE MISURE

FIUMICINO - Aumenteranno da otto a dodici i medici in servizio nell’aeroporto romano di Fiumicino e a partire da mercoledi' i controlli sulla salute, compresa la misura della temperatura corporea, saranno estesi a tutti i passeggeri provenienti dalle zone a rischio, ossia Hong Kong e Taiwan, Canada, Singapore, Vietnam.
Sono le misure preventive adottate dal commissario straordinario per la Sars, Guido Bertolaso, al termine dell’incontro avvenuto a Fiumicino e al quale hanno partecipato il direttore degli Aeroporti di Roma e rappresentanti di ministero della Salute, dipartimento della Protezione civile, personale delle dogane, della polizia e della Guardia di finanza.
Hanno partecipato alla riunione anche i quattro nuovi medici entrati a far parte dell’organico della Sanita' aerea: sono quattro infettivologi dell’istituto Spallanzani di Roma, uno dei due centri di riferimento nazionali sulla polmonite atipica.
- QUATTRO INFETTIVOLOGI DI BORDO: Si chiamano Gilda Bontempo, di 30 anni, Fabio Iacomi (40 anni), Silvia Rosati (34) e Nicola Froglio (40). ''Ci aspetta un compito impegnativo'', hanno detto. ''Cominceremo da domani e non sappiamo fino a quando durera' il nostro lavoro nell’aeroporto''. I medici hanno visitato l’aeroporto insieme a rappresentanti della Sanita' aerea e della Protezione civile e sono pronti a salire a bordo degli aerei provenienti dalle zone a rischio (in media 4 o 5 voli al giorno) per la prima ispezione preventiva, e quindi al momento dello sbarco nel canale sanitario consegneranno ai passeggeri moduli e avvisi sui sintomi della Sars. Misureranno la temperatura corporea a tutti i passeggeri provenienti dalle aree a rischio e provvederanno ad isolare e trasferire eventuali casi sospetti.

- MASCHERINE E TERMOMETRI: Bertolaso ha chiesto di attivare, a partire da mercoledi', ulteriori misure di protezione per il personale che verra' a contatto con passeggeri provenienti da zone a rischio. Mascherine a tripla azione filtrante del tipo FFP2 e sensori per la misurazione veloce della temperatura corporea dall’orecchio sono fra le dotazioni richieste, insieme a camici e guanti. Dovranno indossare le mascherine e altri mezzi di protezione i medici, gli ispettori di polizia, il personale della guardia di finanza e delle dogane che dovessero occuparsi di passeggeri provenienti da zone a rischio. Il personale dovra' indossare la mascherina nel tempo necessario per fare i controlli.
- NON PIU' SOLTANTO IL QUESTIONARIO: il questionario è stata finora l’unica misura di controllo adottata negli aeroporti. Le cose cambieranno nei prossimi giorni a Fiumicino, dove il commissario Bertolaso ha chiesto che da mercoledi' siano eseguiti controlli a tappeto su tutti i passeggeri da zone a rischio. I medici intervisteranno, uno ad uno, tutti i passeggeri sul loro stato di salute. Previsti controlli a tappeto anche sui bagagli.

- PERCORSI SPECIALI: saranno predisposti nei prossimi giorni a Fiumicino allo scopo di evitare il passaggio nella folla dei passeggeri provenienti da zone a rischio. I passaggi speciali per accedere al controllo passaporti e al ritiro bagagli avranno anche la funzione di un ulteriore filtro.